Lingua istrorumena

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Istrorumeno
Parlato in Croazia Croazia
Regioni Istria
Persone 200-1000
Filogenesi Lingue indoeuropee
 Italiche
  Latino
   Romanze
    Romanze balcaniche
     Proto rumene
      Istrorumeno
Codici di classificazione
ISO 639-2 roa
ISO 639-3 ruo  (EN)

La lingua istrorumena è una lingua neolatina in via di estinzione, parlata dal popolo istrorumeno, poche centinaia di persone nella parte centro-orientale dell'Istria[1]. Circa mille istrorumeni abitano a Trieste[senza fonte].

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

L'istrorumeno, assieme al meglenorumeno, al macedorumeno (o arumeno) e al dacorumeno (o rumeno vero e proprio), è un sottogruppo del gruppo linguistico rumeno parlato in Istria e a sud del Danubio.

Dopo la ritirata Aureliana, alcuni daci-romanizzati emigrarono a sud del Danubio, mentre altre popolazioni dello stesso ceppo linguistico (costoboci, carpi, daci dell'est ecc.) continuarono a coabitare sin dall'epoca romana. Secondo la storiografia più recente, questa popolazione romanizzata o parzialmente latinizzata tornò in Valacchia e in Dobrugia a partire dal XIII secolo. Durante questi secoli di isolamento a sud del fiume, però, la lingua venne influenzata prevalentemente dai dialetti slavi che si parlavano nel corso del medioevo e questo lo si nota, nel rumeno, attraverso l'utilizzo dei verbi all'infinito e dagli articoli determinativi posposti al nome. Nell'istro-rumeno troviamo però il caratteristico rotacismo della lettera n, il che fa sospettare una qualche derivazione di questo - dopo la scoperta del primo documento scritto (1521) in rumeno a Braşov - dalla lingua parlata dai daci dell'ovest e dai transilvani (abitanti all'interno della Dacia Felix). Oltretutto, i valacchi sono già menzionati in un documento vescovile del XII secolo a Trento. Una delle ipotesi più accreditate sarebbe quella che vede gruppi di tribù romanizzate in fuga dalle ultime invasioni degli ungari nel IX secolo che potrebbero in seguito essersi insediate in Istria[senza fonte]. La successiva sconfitta dei magiari da parte dei Germani forzò l'insediamento stabile di questi ultimi in Pannonia; fatto che provocò l'isolamento tra gli slavi del nord (polacchi e cechi) e quelli del sud (serbi e croati).

I valacchi dell'Istria continuarono quindi a vivere come una cellula isolata dalla madrepatria.

Lingue collegate[modifica | modifica sorgente]

L'istrorumeno, assieme ad arumeno, meglenorumeno e dacorumeno, fa parte del gruppo linguistico rumeno. Sulle origini di questo idioma ci sono varie teorie contrastanti; ad esempio:

  • Iliescu afferma che l'istrorumeno sia un ponte di collegamento linguistico fra l'arumeno balcanico e il ladino delle Alpi (come il friulano);
  • Dragomir sostiene che la lingua istrorumena sia collegata alla lingua dalmatica e alla lingua morlacca, le lingue estinte degli Illiri romanizzati;
  • Bartoli afferma che sia il risultato della mescolanza dell'arumeno con il veneto, sovrappostisi alla lingua neo-latina degli abitanti autoctoni dell'Istria romanizzata (cioè il dalmatico degli Illiri).

Andrea Glavina ha dichiarato nel 1922 durante la cerimonia d'inaugurazione della sua scuola romena di Valdarsa, che vi assistevano anche alcuni alunni di lingua morlacca, originari dell'area del Quarnero. Questo confermerebbe, secondo il linguista Matteo Bartoli, che il morlacco si è evoluto ed assimilato nell'istrorumeno. Infatti nel censimento croato del 1991 vi sono ancora 22 morlacchi, che parlano un istrorumeno con speciali caratteristiche.

Nel ventesimo secolo, l'influenza della lingua italiana nella prima parte del secolo e della lingua croata nella seconda parte si sono manifestate notevolmente, specie nel vocabolario.

Circa il 75% dei vocaboli dell'istrorumeno sono comunque di origine neo-latina[senza fonte].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Istrorumeni.
Aree popolate dagli Istrorumeni in Istria: linea verde nel 1810, tratteggiato verde nel 1920.

Le analisi linguistiche suggeriscono, che gli istroromeni siano discendenti dei fuggiaschi spinti dalle invasioni ottomane nei Balcani, che per un certo periodo vissero nell'entroterra dalmata, nelle zone di Dinara e Velebit[2]. Nel XV e nel XVI secolo questi gruppi vennero colonizzati in Istria, nei pressi di Trieste e sull'isola di Veglia, occupando un territorio largamente spopolato a causa di epidemie e invasioni. L'area linguistica istrorumena si ridusse poi a causa dell'assimilazione linguistica da parte della maggioranza croata.

Nei tempi dell'Impero austro-ungarico non venne messa in atto nessuna tutela della minoranza istro-romena. Il Regno d'Italia, al contrario, intraprese politiche favorevoli alla minoranza istrorumena, utile strumento per contrastare la maggioranza slava dell'Istria interna. Venne creato un comune istrorumeno (Valdarsa) e si aprì una scuola in lingua romena. Andrea Glavina, il primo sindaco di Valdarsa, fu il principale promotore della rinascita degli istroromeni in quegli anni: già nel 1905 pubblicò il "Calendario lu Rumen din Istria", dove raccolse vocaboli, proverbi e racconti in uso tra i cici per tramandarne la memoria. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1925, la scuola romena venne comunque sostituita da scuole italiane[3]

Dopo la seconda guerra mondiale molti istrorumeni furono coinvolti nell'esodo istriano.

L'istrorumeno oggi sopravvive in Istria solamente nei villaggi di Seiane, Susgnevizza, Lettai, Sucodro, Costorciani, Grobenico, Villanova d'Arsa e Berdo, ma è parlato in altre parti dell'Istria dove le famiglie sono emigrate (e anche in paesi intorno al mondo - gli Stati Uniti, Australia, Italia, e altrove).

Attualmente la lingua istrorumena ed il suo popolo sono considerati a rischio estinzione dall'Unione europea e dalle Nazioni Unite.

Villaggi popolati da Istrorumeni nel 1800, 1900 e 2000

Grammatica e sintassi[modifica | modifica sorgente]

L'istrorumeno ha molte caratteristiche morfologiche e sintattiche della lingua latina. La struttura dei verbi è semplificata, ma conserva l'infinitivo ed il participio della lingua latina.

VERBI ISTRORUMENI

Coniugazione I, II, III, IV
Infinitivo: cl´amå, ramaré, båte, durmí
altri verbi di I coniugazione: stå, turnå, zucå
altri verbi di II coniugazione: ve, tiré, be
altri verbi di III coniugazione: årde, pl'erde, zacl'ide
altri verbi di IV coniugazione: avzí, fi, cuperí
altri verbi di IV coniugazione formati con -éi ed -úi: bivéi, movéi, piséi, frustikéi, carúi, radúi.

I verbi che finiscono in -véi ed -úi sono interattivi, mentre quelli che finiscono in -éi sono perfettivi od imperfettivi.

Coniugazione I, II, III, IV
Gerundio: rugánda, tiránda, tragánda, avzínda, copéinda
Presente
Coniugazione I, II, III, IV
1.pl.: rugån, tirén, mézen, avzín
3.pl.: rógu, tíru, mégu, åvdu
Imperfetto

Coniugazione I, II, III, IV
1.sg.: rugåiam, cadéiam, trazéiam, avzíiam
2.sg.: rugåiai, cadéiai, trazéiai, avzíiai
3.sg.: rugåia, cadéia, trazéia, avzíia
1.pl.: rugåian, cadéian, trazéian, avzíian
2.pl.: rugåiat, cadéiat, trazéiat, avzíiat
3.pl.: rugåia, cadéia, trazéia, avzíia

Passato remoto

Il passato remoto è formato col participio passato e viene associato col verbo ausiliare "ve" nel presente.
1.sg. rugåt-am
2.sg. tirút-ai
3.sg. tras-a
1.pl. avzít-am
2.pl. verít-at
3.pl. copéit-a(v)

Congiuntivo presente
è identico all'indicativo presente, ma viene preceduto dalla congiunzione "se" o "neca".
Condizionale presente
res, rei, re, ren, ret, re) + rugå

Condizionale passato
(res, rei, re, ren, ret, re) + fost + rugå

Condizionale futuro
Coniugazione I, II, III, IV
1.sg.: rugår, tirúr, trasér, avzír, copéir
2.sg.: rugåri, tirúri, traséri, avzíri copéiri
3.sg.: rugåre, tirúre, trasére, avzíre, copéire
1.pl.: rugårno, tirúrno, trasérno, avzírno, copéirno
2.pl.: rugåret, tirúret, traséret, avzíret, copéiret
3.pl.: rugåru, tirúru, traséru, avzíru, copéiru

Il vocabolario è molto simile a quello della lingua latina, come si può vedere ad esempio dai pronomi personali: io/ego; tu/tu; ie/illus; io/illa; noi/nos; voi/vos; el'i/illi; eale/illae.

Una caratteristica dell'istrorumeno è il "rotacismo", cioè la tendenza a sostituire la "n" colla "r". Ad esempio il latino "lumina" (luce) diventa "lumira" in istrorumeno.

A continuazione si citano alcuni proverbi istrorumeni, con traduzione in lingua italiana:

  • Nuie carne far de ose / non c'è carne senza ossa
  • Bure lemne face bur foc / buona legna fa buon fuoco
  • Ce a facut maia va face si feta / ciò che fa la madre lo fa la figlia
  • Roba nu face frataru / l'abito non fa il monaco

Toponimi locali[modifica | modifica sorgente]

Si riporta di seguito la trascrizione in lingua istrorumena dei toponimi ufficiali croati di otto villaggi, in cui è ancora parlato l'istrorumeno (con, tra parentesi, indicazione del nome in lingua italiana:

  • Jeiăn / cr. Žejane (it. Seiane)
  • Şuşńeviţa o Şuşńeviţe / cr. Šušnjevica (it. Valdarsa)
  • Noselo o Nosela / cr. Nova Vas (it. Villanova d'Arsa)
  • Letaj / cr. Letaj (it. Lettai)
  • Sucodru / cr. Jasenovik (it. Sucodro)
  • Costârcean / cr. Kostrčani (it. Costorciani)
  • Grobenjco / cr. Grobnik (it. Grobenico)
  • Berdo / cr. Brdo (it. Briani)

Diversi comuni della zona circostante presentano inoltre una denominazione slava derivata dall'istrorumeno: Buzet (it. Pinguente) da buză (labbra), Katun (it. Cattuni) da cătun (casolare), Gradinje (it. Gardini) da grădină (giardino).

Inno istrorumeno[modifica | modifica sorgente]

A conclusione si riporta l'Inno degli Istrorumeni composto da Andrea Glavina, l'apostolo del popolo istrorumeno. Fu pubblicato nel 1922 in occasione dell'inaugurazione della prima scuola di lingua romena nell'unico comune istrorumeno di Valdarsa, istituito dal Regno d'Italia nel 1921.

Imnul Istro-romanilor (istrorumeno) Romania Imnul Istro-românilor (rumeno) Italia Inno istrorumeno (italiano)
Roma, Roma-i mama noastră

noi români rămânem

Romania-i sora noastră

tot un sânge avem.

Nu suntem siguri pe lume

și ne-avem frați

Italieni cu mare nume

mâna cu noi dați.

Ca să fim frate și frate

cum a dat Dumnezeu

să trăim până la moarte

eu și tu și tu și eu.

Roma, Roma e mama noastră

noi Români rămânem

România e ţara noastră

tot un sânge avem

nu suntem singuri pe lume

şi noi avem fraţi

Italieni cu mare nume

mâna cu noi daţi

ca să fim frate şi frate

cum a dat Dumnezeu

sa trăim până la moarte

eu şi tu şi tu şi eu.

Roma, Roma è la nostra madre

noi rimaniamo Romani

la Romania è la nostra terra

tutti un sangue abbiamo

non siamo soli al mondo

e abbiamo fratelli

Italiani dal nome illustre

che ci stringono la mano

siamo fratelli e sorelle

come ha stabilito il Signore

così lo sosterremo fino alla morte

io con te e tu con me.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Goran Filipi, Atlante linguistico istroromeno, Pula, Znanstvena zadruga Mediteran, 2002, p.25.
  2. ^ Goran Filipi, Atlante linguistico istroromeno, Pula, Znanstvena zadruga Mediteran, 2002, p.52.
  3. ^ Nerina Feresini, Il comune istro-romeno di Valdarsa, Trieste, Edizioni Italo Svevo, 1925.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • CANTEMIR, Traian. Texte istroromîne. Editura Academiei Republicii Populare Romîne, 1959
  • CURTIS, Ervino. La lingua, la storia, le tradizioni degli istrorumeni. Carta Europea delle Lingue Regionali o Minoritarie. Strasburgo, novembre 1992, pp. 6-13.
  • DAHMEN, Wolfgang. Istrorumänisch. Lexicon der Romanistische Linguistik. III, pp. 448-460. Tübingen: 1989
  • DIANICH, Antonio. Vocabolario istroromeno-italiano. La varietà istroromena di Briani ('Bəršċina). Edizioni ETS. Pisa: 2011
  • FARES, Antonio. L'Opera di Glavina per Conservare la Radice di una Lingua; Minoranza Neolatina: chi sono gli Istro-rumeni. L'Arena di Pola, 23 gennaio 1999
  • FERESINI, Nerina. Il Comune istrorumeno di Valdarsa. Edizioni Italo Svevo. Trieste: 1996
  • FILIPI, Goran. Istruruminsjki lingvistički atlas / Atlasul Lingvistic Istroromân / Atlante Linguistico Istrorumeno. Pula/Pola: Mediteran Pula, 2002
  • FRAȚILA, Vasile - BĂRDÄȘAN, Gabriel. Dialectul istroromân. Straturi etimologice. Timişoara: 2010
  • GLAVINA, Andrea. Calendaru lu rumeri din Istrie. 1905
  • KOVAČEC, August. Descrierea istroromânei actuale. Bucureşti: 1971
  • KOVAČEC, August. Istroromunjsko-hrvatski rječnik (s gramatikom i tekstovima). Pula: 1998
  • MAIORESCU, Ioan. Itinerar in Istria şi Vocabular istriano-român. Bucureşti: 1900
  • MORARIU, Leca. Lu fraţi nostri. Libru lu Rumeri din Istrie. Cartea Romînilor din Istria. Il libro degli Rumeni istriani. Suceava: 1928
  • NEIESCU, Petru. Dicționarul dialectului istroromân, vol.I A-C (altri volumi in corso di stampa). București: 2011
  • PUŞCARIU, Sextil. Studii istroromâne (în colaborare cu M.Bartoli, A.Belulovici şi A.Byhan). Vol. I - II - III, Bucureşti: 1906 - 1926 - 1929
  • SÂRBU, Richard - FRÄȚILÂ, Vasile. Dialectul istroromân. Timişoara: 1998

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]