Lingua rumena
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| Rumeno (Română) † | |
|---|---|
| Parlato in: | Romania, Moldavia, Voivodina, Russia, Ucraina, Israele, Serbia, Ungheria, Balcani, Italia, Spagna, Canada, USA. |
| Persone: | 26 milioni |
| Classifica: | 36 |
| Tipologia: | SVO + OSV sillabica |
| Filogenesi: |
Lingue indoeuropee |
| Statuto ufficiale | |
| Nazioni: | |
| Regolato da: | Academia Română |
| Codici di classificazione | |
| ISO 639-1 | ro/mo |
| ISO 639-2 | (B)rum/mol, (T)ron/mol |
| SIL | RUM (EN) |
| Estratto in lingua | |
| Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo - Art.1 Toate fiinţele umane se nasc libere şi egale în demnitate şi în drepturi. Ele sunt înzestrate cu raţiune şi conştiinţă şi trebuie să se comporte unele faţă de altele în spiritul fraternităţii. |
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| Lingua - Elenco delle lingue - Linguistica | |
Distribuzione geografica del romeno |
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La lingua rumena o romena[1] o dacorumeno è una lingua romanza o neo-latina appartenente al gruppo indoeuropeo. Il suo alfabeto è formato da ventisei lettere delle quali otto sono vocali e le rimanenti consonanti.
La lingua rumena è una delle lingue romanze balcaniche e viene parlata come lingua madre da più di ventisei milioni di persone in Romania, Moldavia ed in diverse parti della Serbia, Bulgaria, Ucraina ed Ungheria.
In Moldavia la lingua rumena viene chiamata ufficialmente lingua moldava.
Indice |
[modifica] Varietà
Con la denominazione di "lingua rumena" tout court si intende generalmente solo una delle quattro varietà che compongono in realtà la famiglia linguistica rumena, unica sopravvissuta delle due (l'altra è il dalmatico) che costituivano il balcanoromanzo: il dacorumeno.
Le lingue appartenenti al gruppo rumeno sono quattro: dacorumeno (o rumeno), arumeno (o macedorumeno), meglenorumeno (o meglenitico) ed istrorumeno.
Il dacorumeno (dal nome della provincia romana della Dacia, corrispondente ad una buona parte dell'attuale Romania) è lingua ufficiale di due stati, la Romania e la Repubblica di Moldavia, dove è ufficialmente definito lingua moldava, con una norma standard fissata e un considerevole numero di parlanti. Le altre tre lingue, anche note per la loro posizione come lingue rumene sub-danubiane, sono parlate come lingue minoritarie (più o meno riconosciute e tutelate) in varie aree dei Balcani: Grecia (meglenorumeno e arumeno), Albania (arumeno), Macedonia (meglenorumeno ed arumeno), Bulgaria (meglenorumeno ed arumeno) ed Istria (istrorumeno); in Romania, in particolare in Dobrogea, sul Mar Nero, esistono importanti colonie arumene e meglenorumene.
L'arumeno è l'unica lingua rumena sub-danubiana relativamente alla quale si possa parlare di una forte coscienza linguistica, per la quale esistano tentativi seri di normativizzazione e che possa vantare una certa tradizione letteraria; per questo e per la notevole differenza strutturale di questo idioma rispetto al "fratello maggiore" dacorumeno, alcuni linguisti sono inclini a considerare l'arumeno come una lingua romanza a sé, separata ed allo stesso livello della famiglia rumena e del dalmatico.
Il moldavo è considerato dalla maggior parte degli standard (Ethnologue-15) soltanto una variante del nome del romeno usato in Moldavia.
[modifica] Origini e struttura
Il primo documento scritto in rumeno sopravvissuto fino alla nostra epoca è una lettera del 1521, chiamata Lettera di Neacşu. Si tratta di un messaggio inviato da Neacşu Lupu, mercante di Câmpulung, a Johannes Benkner, principe di Braşov, contenente un avvertimento circa un'imminente invasione turca della Transilvania e della Valacchia. Fatta eccezione per alcuni elementi slavi che sono scomparsi nel corso dei secoli, la lingua della lettera sembra essere molto simile al rumeno parlato oggi. Chiaro, conciso, fluente, l'espressività della lingua romena nella lettera di Neacşu è dovuta agli elementi latini. Le parole di origine latina secondo alcuni linguisti rappresenterebbero il 92,31%, con una frequenza assoluta del 89,47%. Tra le 112 unità di testo, 67 parole di origine latina possono anche essere trovate in altre 7 lingue neolatine.[2]
Secondo un'altra fonte, oggi il lessico rumeno conterrebbe il 75 - 80% di elementi latini ed elementi di altre lingue secondo il seguente schema:[3]
- 80% parole di origine latina o neolatina
- 10,17% di origine slava
- 2,47% Tedesco
- 1,7% Greco moderno
- 0,96% substrato probabilmente daco
- 1,43% Ungherese
- 0,73% Turco
- 0,07% inglese (in rapida crescita)
- 0,19% onomatopea
- 2,71% origine sconosciuta o incerta
Fra tutte le lingue romanze, il rumeno presenta un'evoluzione maggiormente naturale; ha infatti un carattere piuttosto popolare poiché non è stata interrotta nel suo sviluppo da una letteratura classica in senso stretto; questo spiega, fra l'altro, il fatto che questa lingua possieda una quantità importante di vocaboli e forme latine che nelle altre lingue romanze non esistono più.[senza fonte]
Il rumeno - che conserva fra i tratti latini la particolare flessione dei nomi - ha inoltre la particolarità di prevedere - come in altre lingue d'origine balcanica, in questo caso non romanze - l'uso dell'articolo determinativo dopo il nome.
| Per approfondire, vedi la voce Storia della lingua rumena. |
[modifica] Lingue affini
Fra le diverse lingue affini e dialetti interni alla lingua rumena sono da segnalare la lingua arumena (o macedorumeno), la lingua Meglenorumena (o meglenitico), parlata in Grecia nell'area di Salonicco ed in Macedonia, e la lingua istrorumena (o istrorumeno), parlata nella penisola istriana e oggi in via di estinzione. Il moldavo invece, da alcuni standard (Ethnologue-15, ma non ISO639-3), non è considerato una lingua a se stante, ma solo una variante nel nome del romeno usato in Moldavia.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikibooks contiene testi o manuali sulla lingua rumena
[modifica] Note
- ^ in italiano i due termini sono equivalenti
- ^ Ion Rotaru, Literatura română veche, Bucureşti, 1981, p. 62 - 65.
- ^ Marius Sala, ed altri, Vocabularul reprezentativ al limbilor romanice, Editura Ştiinţifică şi Enciclopedică, Bucureşti, 1988, p.19-79
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