Lingue italo-celtiche

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Per lingue italo-celtiche si intende un'ipotetica famiglia linguistica indoeuropea, teorizzata da alcuni indoeuropeisti come raggruppamento dialettale intermedio tra la lingua indoeuropea ricostruita e le storiche lingue italiche e celtiche. Ipotizzata tra i primi da August Schleicher, tale teoria è in seguito stata abbandonata dall'indoeuropeistica[1].

Alla base di questo teorizzato raggruppamento "italo-celtico" , parte del ramo occidentale (isoglossa centum-satem, a sua volta abbandonata dall'indoeuropeistica) delle lingue indo-europee , venivano poste parecchie somiglianze morfologiche specifiche che avevano fatto propendere ad una lingua ancestrale comune per i due subgruppi linguistici (italico e celitco) .

Lo studioso Frederik Kortlandt continua a sostenere la teoria della proto-lingua italo-celtica e nel 2007 ha tentato la sua ricostruzione[2]. Un altro studio del 2002 di Ringe, Warnow, & Taylor si è dimostrato a favore della tesi "italo-celtica"[3].

Secondo David W. Anthony l'origine di questa lingua ancestrale "italo-celtica" è da ricercare nell'odierna Ungheria orientale "kurganizzata" attorno al 3100 a.C. dalla cultura di Jamna. Successivamente la cultura del vaso campaniforme, originaria anch'essa della pianura ungherese , espandendosi ad ovest avrebbe portato questa lingua in Baviera e in Austria dove si evolse nel proto-celtico mentre il proto-italico si sarebbe formato a partire dai dialetti "italo-celtici" che rimasero in Ungheria penetrando poi in Italia durante la fine del II millennio a.C. attraverso la cultura protovillanoviana[4].

Indice

Somiglianze morfologiche fra italico e celtico[modifica]

Fra le principali somiglianze morfologiche vi sono :

  • il gentivo tematico in -i
  • il congiutivo in -ā
  • il collasso del PIE (Proto-indoeuropeo) aoristo e perfetto in un tempo unico passato.
  • l'assimilazione di *p ad un successivo *kʷ

Note[modifica]

  1. ^ Francisco Villar, Gli Indoeuropei e le origini dell'Europa, pp. 597-616.
  2. ^ Kortlandt, Frederik H .H., Italo-Celtic Origins and Prehistoric Development of the Irish Language, Leiden Studies in Indo-European Vol. 14, Rodopi 2007, ISBN 978-90-420-2177-8.
  3. ^ Ringe, Donald, Warnow, Tandy; Taylor, Anne (marzo 2002). Indo-European and Computational Cladistics. Transactions of the Philological Society (Oxford: Blackwell Publishing) 100 (1): 59–129. DOI:10.1111/1467-968X.00091. BL Shelfmark 8993.670000. URL consultato in data 13 marzo 2008.
  4. ^ David W. Anthony - The Horse, The Wheel and Language pg.367

Bibliografia[modifica]

  • Francisco Villar, Los Indoeuropeos y los origines de Europa: lenguaje e historia (in spagnolo), Madrid, Gredos, 1991. ISBN 84-249-1471-6 Trad. it.: Francisco Villar, Gli Indoeuropei e le origini dell'Europa, Bologna, Il Mulino, 1997. ISBN 88-15-05708-0
  • Jay Jasanoff, "An Italo-Celtic isogloss: the 3 pl. mediopassive in *-ntro," in D. Q. Adams (ed.), Festschrift for Eric P. Hamp. Volume I (= Journal of Indo-European Studies Monograph 23) (Washington, D.C., 1997): 146-161.
  • Winfred P. Lehmann, "Frozen Residues and Relative Dating", in Varia on the Indo-European Past: Papers in Memory of Marija Gimbutas, eds. Miriam Robbins Dexter and Edgar C. Polomé. Washington D.C.: Institute for the Study of Man, 1997. pp. 223–46
  • Winfred P. Lehmann, "Early Celtic among the Indo-European dialects", in Zeitschrift für celtische Philologie 49-50, Issue 1 (1997): 440-54.
  • Schmidt, Karl Horst, “Contributions from New Data to the Reconstruction of the Proto-Language”. In: Edgar Polomé; Winter, Werner eds., Reconstructing Languages and Cultures, 1st, Berlin, New York, Mouton de Gruyter, 1992, 35–62.

Voci correlate[modifica]