Storia della lingua rumena
Riconoscendo l'arbitrarietà delle definizioni, si è deciso di usare nella nomenclatura delle voci il termine lingua per quelle riconosciute come tali nella codifica ISO 639-1, ISO 639-2 o ISO 639-3. Per gli altri idiomi viene usato il termine dialetto.
La storia della lingua rumena si occupa dello studio dell'evoluzione diacronica dell'idioma neolatino chiamato rumeno o romeno (rom. românǎ).
Questa voce si occupa solo della storia linguistica del dacorumeno che è una delle quattro lingue appartenenti al gruppo linguistico rumeno.
[modifica] Generalità
Il romeno - al pari di altre lingue nazionali come l'italiano, il francese, lo spagnolo e il portoghese, ecc. è una lingua romanza o neolatina, rappresenta cioè il frutto dell'evoluzione del latino, nella fattispecie della lingua latina parlata in alcune aree dell'Europa sud-orientale dal momento della loro definitiva conquista da parte dell'Impero romano.
Il romeno, in una prospettiva puramente storica, è dunque l'erede del latino parlato nella parte orientale dell'impero romano (che comprendeva le province romanizzate della Dacia dal momento della penetrazione del latino in questa zona fino ai giorni nostri.
Dal punto di vista storico (diacronico), quindi, latino da un lato e romeno, italiano, francese ecc. presi singolarmente dall'altro sono la stessa cosa. Tuttavia, la comparazione tra la struttura linguistica del latino e quella del romeno da una parte e tra il romeno e le altre varietà romanze dall'altra, mette in evidenza tali e tante differenze in ogni settore della grammatica (fonetica, morfologia, sintassi e lessico) che possiamo parlare, dal punto di vista sincronico, di lingue diverse.
Fare una storia della lingua romena significa quindi fare anche una storia del latino parlato nella pars orientalis dell'Impero, seguire lo sviluppo e i destini del latino orientale, nelle sue evoluzioni interne e nei suoi contatti con altre lingue (slave, ungheresi, turche, substrato, ecc...), dal momento del suo impianto nei territori carpato-ponto-danubiani fino ai giorni nostri.
La grande differenza rilevabile nella comparazione sincronica tra le due lingue si diluisce enormemente in prospettiva diacronica, frammentandosi in un insieme complesso e stratificato di fenomeni e di evoluzioni che toccano tanto il centro quanto la periferia del sistema, in momenti anche molto distanti tra loro, con risultati e secondo tendenze diverse e a volte anche contrastanti, accumulandosi insensibilmente nell'arco di due millenni. Il romeno è il prodotto finale di tale 'accumulazione', rappresenta il risultato di tutte le evoluzioni subite dal latino orientale (o balcanico o danubiano), per cui risulta impossibile indicare in maniera univoca e oggettiva, nel continuum evolutivo della lingua, il momento storico preciso della 'svolta', in cui il latino 'non è più latino' ma è già 'romeno'.
Ogni periodizzazione della storia della lingua romena (inclusa quella letteraria) è dunque un procedimento, in maggiore o minore misura, arbitrario (anche se non privo di una certa utilità operativa); infatti, come vedremo, autori diversi hanno assunto come determinanti, in funzione delle proprie opzioni personali, fattori diversi, linguistici o storici, giungendo a risultati anche sensibilmente divergenti.
[modifica] Primi documenti
L'origine della lingua romena viene rintracciata nel dacoromeno della regione storica della Valacchia, in Romania. Il primo testo conosciuto prodotto in tale lingua risale al XVI secolo, esattamente al 1521; da allora, occorre fare un salto d'oltre duecento anni per ritrovare un ulteriore reperto: un'iscrizione in lingua aromeno (o macedoromeno) del 1731.
[modifica] Periodizzazione
- Periodizzazione della storia della lingua romena:
La storia di una lingua ha un duplice aspetto, interno ed esterno. Della storia interna fa parte tutto ciò che è linguistico nel senso più stretto, cioè quella che è comunemente nota come grammatica storica: evoluzioni fonetiche, fonologiche, morfologiche, sintattiche, lessicali e semantiche, i contatti con altre lingue, la sue varianti geografiche, sociali ecc.; la storia esterna rappresenta invece la vera e propria 'storia' di una lingua, il 'vissuto' della lingua nel mondo: il suo uso, il suo statuto sociale ecc.
- Periodizzazione del romeno letterario:
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- Periodo antico: dal 1521 (anno al quale risale il primo documento scritto in romeno, la cosiddetta Lettera di Neacşu) al 1780 (anno di pubblicazione della prima edizione degli Elementa linguae daco-romanae sive valachicae di Samuil Micu-Klein e Gheorghe Şincai, che segnò l'inizio di un lungo periodo di riforma, il cui intento fu latinizzare quanto più possibile la lingua dal punto di vista lessicale, fono-morfologico ed ortografico cominciando dalla dimissione dell'alfabeto cirillico, sostituito da quello latino, che verrà arricchito però di numerosi segni diacritici); il modello direttamente latino fu presto abbandonato in favore di quello italiano e francese; da queste due lingue vennero deliberatamente assunte decine di migliaia di vocaboli. Il rumeno come lo si conosce oggi trae la sua origine da tale riforma linguistica, volta a forzare la componente latina in nome delle parallele argomentazioni romantiche sulle origini del popolo rumeno, che in aree come la Transilvania, dove appunto quelle argomentazioni maggiormente si affermarono e donde si diffusero programmaticamente, era allora necessitante superare un complesso d'inferiorità storico verso il dominatore ungherese.
- Periodo moderno (e contemporaneo): dal 1780 ad oggi; vi si possono distinguere tre ulteriori tappe:
- periodo premoderno o di modernizzazione: dal 1780 al 1840 (anno della pubblicazione del programma della rivista Dacia literarǎ, con cui lo scrittore e importante uomo politico Mihail Kogǎlniceanu invitava gli scrittori della 'giovane' letteratura romena alla produzione di una letteratura originale e di ispirazione nazionale piuttosto che alla traduzione o alla mera imitazione di modelli stranieri);
- periodo moderno propriamente detto: dal 1840 al 1880; si tratta di un'epoca di cambiamenti e stilisticamente eterogeneo, segnato dall'affermazione degli scrittori della generazione quarantottista (cioè che vivono e agiscono a cavallo dei moti rivoluzionari del 1848), come Nicolae Bǎlcescu o il già citato Mihail Kogǎlniceanu;
- periodo contemporaneo: dal 1880 ad oggi; questo periodo si apre all'insegna delle tre corone romene, il poeta Mihai Eminescu, il narratore Ion Creangǎ; e il commediografo Ion Luca Caragiale.