Veglia (isola)

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Veglia
Krk
Krk OnEarth WMS.png
Geografia fisica
Localizzazione Mare Adriatico
Coordinate 45°04′00″N 14°36′00″E / 45.066667°N 14.6°E45.066667; 14.6Coordinate: 45°04′00″N 14°36′00″E / 45.066667°N 14.6°E45.066667; 14.6
Arcipelago Isole Quarnerine
Superficie 405,78 km²
Altitudine massima 568 m s.l.m.
Geografia politica
Stato Croazia Croazia
Regione Regione litoraneo-montana
Centro principale Veglia
Demografia
Abitanti 19.286 (2011)
Densità 44 ab./km²
Cartografia
CroatiaKrk.png
Mappa di localizzazione: Croazia
Veglia

[senza fonte]

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Il ponte che collega Veglia alla terraferma

Veglia (in croato Krk, in latino Curicta, in veneto Vegia, in dalmatico Vikla, in greco antico Kyrikon, Κύρικον) è la più popolata e, insieme con Cherso, la più estesa isola del Mare Adriatico e della Croazia. Situata nel golfo del Quarnero a breve distanza dalla terraferma e dalla città di Fiume, appartiene all'arcipelago delle Isole Quarnerine e alla regione geografica italiana.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Originariamente popolata dalla tribù dei Liburni, l'isola fu in seguito conquistata dai Romani, che si insediarono particolarmente nella zona di Castelmuschio e del capoluogo. Nel 49 a.C. vi ebbe luogo una battaglia navale tra Ottaviano e Marco Antonio. Dopo la caduta dell'impero romano cadde sotto l'influenza dell'impero bizantino, quindi dei veneziani.

Dal 1358 al 1480 Venezia ne affidò l'amministrazione ai duchi di Veglia: i Frangipane.

Dopo la caduta della Serenissima Repubblica di Venezia e la successiva stipula del Trattato di Campoformio nel 1797, l'isola passò in seguito all'Impero austro-ungarico, per un breve periodo ai francesi e poi per poi tornare agli Asburgo (dal 1815 al 1918). Non venne compresa tra i territori promessi al Regno d'Italia in base al Patto di Londra in quanto avrebbe dovuto infatti costituire, assieme a Fiume, e Arbe (oltre al litorale croato da Buccari a Carlopago) l'unica porzione di territorio marittimo austro-ungarico nell'Adriatico che sarebbe stato attribuito alla Croazia comunque soggetta a un'Ungheria o più autonoma dentro lo Stato asburgico o indipendente. Il 30 ottobre 1918, malgrado, per quanto detto sopra, non avrebbe dovuto esser occupata, il Comune del capoluogo, dove la popolazione era a schiacciante maggioranza italiana, votò unanime, quasi contemporaneamente a quello di Arbe, la propria riunione alla Madrepatria chiedendo l'invio di qualche nave della Marina italiana. L'Ammiraglio Paolo Emilio Thaon di Revel, date le clausole dell'armistizio, poté inviare proprie unità a garanzia dell'ordine pubblico anche se, successivamente, la delegazione italiana a Versailles, rimanendo fedele alle richieste del Patto di Londra in più delle quali chiedeva anche Fiume, non la comprese tra le proprie rivendicazioni. Malgrado ciò, dopo l'ingresso di Gabriele D'Annunzio a Fiume e la successiva proclamazione della Reggenza italiana del Carnaro, gruppi di legionari sbarcarono sull'isola occupandola per quasi un anno fino a quando le navi italiane, inviate per scacciare il Vate dai territori che aveva occupato, non costrinsero i gruppi di volontari ad abbandonarla. Con il Trattato di Rapallo entrò a far parte del Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni. Da allora una parte della popolazione italiana, concentrata esclusivamente nel capoluogo cittadino, scelse la via dell'esodo parimenti a quanto avvenne in molti centri della Dalmazia passata sotto la sovranità jugoslava. Gli italiani rimasti poterono optare per la cittadinanza italiana e per loro venne aperta una apposita agenzia consolare a tutela dei loro diritti (istruzione, culto religioso, rilascio passaporti, ecc.). Gli italiani optanti vennero iscritti nelle liste elettorali della vicina isola di Cherso, annessa all'Italia. Nel frattempo ci fu una graduale immigrazione di Croati, sia provenienti dagli altri paesi dell'isola di Veglia (di antico insediamento slavo) che dalla terraferma, tanto che alla vigilia del secondo conflitto mondiale le due etnie circa si eguagliavano in numero. Nel periodo tra le due guerre, comunque, il Comune di Veglia fu l'unico a maggioranza italiana incluso nel regno jugoslavo. Nel 1941 venne rioccupata dalle truppe italiane, le quali avanzavano nella Jugoslavia, e annessa alla estesa provincia di Fiume[1]. Ma dopo l'8 settembre 1943 entrò a far parte delle Province italiane incorporate al Reich che formarono l'Adriatisches Küstenland.[senza fonte] Finito il Secondo conflitto Mondiale l'isola venne ceduta alla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, di cui ha seguito le sorti fino all'indipendenza della Croazia (1991). Dopo il 1945 iniziò un nuovo esodo della popolazione italiana, che scomparve quasi del tutto da Veglia. Vi resiste attualmente, riunita in una propria associazione, un'esigua comunità italiana, residua di quella che costituì, fino agli anni Venti, la stragrande maggioranza della popolazione dell'isola e il 100% della popolazione della città.[senza fonte] A Veglia visse l'ultimo parlante della lingua dalmatica, idioma romanzo autoctono, Tuone Udaina, Antonio Udina in italiano.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Veglia, con una superficie di 405,78 km², è stata a lungo considerata la più grande isola del Mar Adriatico. Recenti misurazioni (2004) hanno però mostrato che l'isola di Cherso ha la stessa area dell'isola di Veglia.[2]

La superficie è prevalentemente collinare e la vetta più alta è l'Obzova (549 m). Ha 16.402 abitanti secondo l'ultimo censimento del 2001 e una densità demografica di 40 ab./km². L'isola, nonostante la latitudine, gode di un clima mediterraneo. Infatti la media delle temperature annue è di 22,8°, le massime vanno dai 10° di dicembre e gennaio ai 40° di agosto.[3]

Sull'isola ci sono due piccoli laghi e tre torrenti. Grazie al clima si coltivano vigne ed ulivi.[4] La Grotta di Biserujka, situata nella parte settentrionale dell'isola, presso la località di Rùdina, nel comune di Dobrigno, rappresenta una delle principali attrazioni turistiche dell'isola.

Il braccio di mare che separa l'isola di Veglia dalla terraferma.
La spiaggia Stara Baska.

Patrimonio artistico-culturale[modifica | modifica sorgente]

Sull'isola si trova la cattedrale di Veglia, sede vescovile, il museo della chiesa contenente dipinti italiani dei secoli XVI e XVII, il castel, un monastero francescano sull'isolotto di Cassione (Košljun), la Galleria Fortis con reperti romani e infine la galleria d'arte Decumanus.

Sono state ritrovate iscrizioni glagolitiche dell'XI secolo (l'antica scrittura slava) (lapide di Bescanuova).

Musica[modifica | modifica sorgente]

L'isola di Veglia è un importante centro di fenomeni etnomusicali appartenenti all'area della diafonia ampiamente praticata nella penisola istriana, sul litorale adriatico nord-orientale e le isole settentrionali del golfo del Quarnero e appartiene anche all'area dello stile degli intervalli ristretti che si estende fino ad ampie parti della Bosnia. Di questo stile fanno parte le diafonie cantate sullo stile del na tanko i debelo (nel grande e nel piccolo), dette kanat, e quelle suonate sul di un oboe popolare suonato in coppia chiamato sopele o sopila principalmente, ma non esclusivamente, utilizzate per la danza. L'isola di Veglia è stato anche un importante centro di canto glagolitico.

Centri principali[modifica | modifica sorgente]

Cenni sui centri principali[modifica | modifica sorgente]

Bescanuova vista dal porto

Bescanuova (Baška) è situata nel sud dell'isola, nota come località di villeggiatura, possiede una vasta spiaggia di ciottoli e un vasto panorama dal crinale su cui si estende. Il primo insediamento fu quello romano, nel 1380 i Veneziani la bruciarono nel corso di una battaglia e nel 1525 nacque nuovamente sul bordo del mare, dove ancora oggi si possono notare le file di case, ben conservate, con le facciate collegate l'una all'altra. Dalla città partono sentieri che la collegano con altri centri dell'isola.
Verbenico (Vrbnik) è un centro medievale posizionato su di un dirupo nella parte orientale dell'isola. Composta da ripide vie munite di archi, fu il centro della lingua glagolitica tenuta in vita da alcuni sacerdoti, mestiere che molti giovani sceglievano di fare per non lavorare per le galere veneziane. Il paese gode di un'ottima vista sul mare e sulla spiaggia sottostante.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

L'isola di Veglia è stata "copiata" per creare l'isola di "Everon" nel videogame Operation Flashpoint: Cold War Crisis

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ R.D.L. 18 maggio 1941, n. 452, art. 2
  2. ^ Geoadria, Zara, 2004.. URL consultato il 28 novembre 2012.
  3. ^ Temperature e precipitazioni di Veglia. URL consultato il 20 giugno 2008.
  4. ^ Geografia di Veglia dal sito ufficiale. URL consultato il 20 giugno 2008.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]