Arbe

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Arbe
Rab
La città di Arbe dal mare
La città di Arbe dal mare
Geografia fisica
Localizzazione Mare Adriatico
Coordinate 44°45′25″N 14°45′39″E / 44.756944°N 14.760833°E44.756944; 14.760833Coordinate: 44°45′25″N 14°45′39″E / 44.756944°N 14.760833°E44.756944; 14.760833
Arcipelago Isole quarnerine
Superficie 93,6 km²
Geografia politica
Stato Croazia Croazia
Regione Regione litoraneo-montana
Centro principale Arbe
Demografia
Abitanti 9.500 (2007)
Densità 101,50 ab./km²
Cartografia
Croatia - Rab.PNG
Mappa di localizzazione: Croazia
Arbe

[senza fonte]

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Arbe[1] (in croato Rab, in latino e in dalmatico Arba) è un'isola del Carnaro. Capoluogo ne è l'omonima cittadina (554 ab.). La popolazione restante (8.926 ab.) vive nei villaggi che la circondano: Arbe è raggiungibile via nave dalla terraferma dal paese di Jablanaz (Stinica)e nei mesi estivi anche dall'isola di Veglia. Oltre alla città omonima, nell'isola è presente anche il comune di Loparo (Lopar).
L'isola è soprattutto conosciuta in tutta Europa per la sua vocazione turistica, motivata dalla bellezza delle spiagge e dal fascino del centro storico. I primi alberghi vi sorsero già nell'Ottocento, ma l'inizio dell'attività turistica viene solitamente fatta coincidere con l'inaugurazione, nel 1883, dell'Hotel Imperial, tuttora in funzione. Tra gli ospiti illustri che l'hanno visitata ricordiamo Francesco Ferdinando d'Asburgo, Sigmund Freud, il Principe Alois del Liechtenstein, Edoardo VIII e Wallis Simpson.

Carta turistica dell'isola di Arbe

Di particolare interesse turistico l'antica città di Arbe e le spiagge sabbiose presenti sulla penisola di Loparo nel nordest dell'Isola; fra le poche spiagge sabbiose presenti in Dalmazia, createsi grazie ad un particolare strato geologico in arenaria che in quest'area ricopre lo strato in roccia calcarea, caratteristico di quasi tutto il litorale dalmata e delle sue isole.

Tra gli Arbesani per diverse ragioni famosi ricordiamo innanzitutto Marcantonio De Dominis (Arbe, 1560 – Roma, 8 settembre 1624), teologo e scienziato, e San Marino diacono, scalpellino di Loparo divenuto Santo che, per sfuggire alle persecuzioni di Diocleziano contro i cristiani, dopo aver attraversato l'Adriatico insieme al compagno San Leo, nel 301 fondò la Repubblica di San Marino.

Altri personaggi noti sono: Zuanne De Dominis, Sopracomito della galea veneziana “San Zuanne” che partecipò alla battaglia di Lepanto del 1571; il Provveditore della medesima galea, Gerolamo Cernotta, che per il suo valore venne nominato dall'Imperatore Massimiliano II d'Austria Conte palatino; e Marino Bizza, Sovrintendente della Galea arbesana che partecipò alla Guerra di Candia e liberò dai turchi la città di Clissa

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel II secolo a.C. Arbe, isola illirica, viene conquistata dai Romani e sotto Ottaviano Augusto riceve lo status di Municipium.

Dal 493 e fino a metà del secolo successivo Arbe viene invasa dai Goti e passa, nel 544, sotto Bisanzio. Insieme ad altre città costiere di Dalmazia nell'anno 1000 si sottomette, a Venezia durante la visita del doge Pietro II Orseolo.

Dal XII al XV secolo Arbe passa spesso di mano. La dominano i Veneziani, il re ungherese Olona, quello ungherese Béla III, poi Ludovico d'Angiò, Ladislao di Napoli ed infine il re ungherese ed imperatore Sigismondo.

Nel 1409 ritornano sotto il dominio veneziano che si manterrà fino al 1797, anno della caduta della Repubblica per mano di Napoleone. Chiusa la parentesi napoleonica, nel 1815 Arbe entra a far parte dell'Impero austro-ungarico e dopo la caduta di quest'ultimo viene data in amministrazione provvisoria al Regno d'Italia e poi brevemente annessa alla Reggenza del Carnaro di Gabriele d'Annunzio. Nel 1921 è annessa al regno dei Serbi, Croati e Sloveni che diviene poi regno di Jugoslavia.

Dettaglio dell'elenco dei deportati deceduti nel campo di internamento collocato nel cimitero monumentale ad essi dedicato sull'isola di Arbe

Nel 1941, durante la seconda guerra mondiale l'isola di Arbe viene temporaneamente annessa al Regno d'Italia e aggregata alla provincia di Fiume[2].

In località Campora viene allestito dalle autorità militari italiane un campo di concentramento destinato a raccogliere i civili rastrellati nella zona d'occupazione italiana. Nei primi otto mesi dei circa 6.500 civili che vi passano (nella quasi totalità vecchi, donne e bambini), oltre 1.000 trovano la morte. Secondo il Centro Simon Wiesenthal il campo ospitò complessivamente 15.000 prigionieri (circa 4.000 di essi morirono di fame e di freddo).

All'armistizio dell'8 settembre 1943 gli Sloveni prigionieri del campo ed in grado di portare le armi insorsero formando un Battaglione Partigiano che catturò e fucilò per crimini di guerra il colonnello dei carabinieri Vincenzo Cuiuli, comandante di Presidio e del Campo che aveva nel frattempo tentato il suicidio. Seguono tutavia due anni di dominazione ustascia e nazista.

Nel 1945, l'Esercito popolare di Liberazione Jugoslavo libera l'isola che entra a far parte della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia.

Alla fine della guerra il nuovo governo fece istituire, in un'isoletta disabitata vicinissima ad Arbe, il campo di concentramento dell'Isola Calva (o Goli Otok) destinato all'internamento degli oppositori del regime di Tito.

A seguito della Guerra di secessione jugoslava del 1991-1995 Arbe fa oggi parte della Repubblica di Croazia.

Gli italiani ad Arbe nel XIX e nel XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

La situazione etnica dell'isola di Arbe, a cavallo tra le sue guerre, era simile a quella dell'Istria interna. Gli Italiani costituivano la maggioranza degli abitanti nel centro urbano di Arbe, mentre la campagna era compattamente croata. L'appartenenza amministrativa dell'isola alla Dalmazia asburgica aveva contribuito al declino dell'elemento italiano, tuttavia, dato il persistente grande numero di italiani ad Arbe, tutti gli atti delle autorità locali ed distrettuali ancora nel 1909 avevano carattere bilingue. Al termine della prima guerra mondiale, Arbe non venne rivendicata dall'Italia, ma nel 1920 l'isola venne occupata temporaneamente da Gabriele D'Annunzio, che però dovette ritirarsi a seguito delle pressioni del governo Italiano. Nel 1921, ai dannunziani succedettero comunque le truppe italiane a seguito della richiesta degli italiani locali. Infatti, fin dall'inizio di novembre del 1921 il comitato nazionale italiano di Arbe guidato da Doimo Lauro Galzigna, Enrico Macaus, Spiridione Svircich e Giorgio Pacich, inviò messaggi al capo di Stato Maggiore della Marina italiana Thaon de Revel, sostenendo l'italianità millenaria di Arbe. Ricevuta notizia di possibili violenze anti-italiane, l'ammiraglio Cagni procedette all'occupazione dell'isola il 26 novembre 1921. Infine, con il passaggio dell'isola alla sovranità jugoslava, cominciò l'evacuazione degli arbesani italiani. Nel 1927 si contavano solo 100 italiani ad Arbe.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cherso und Arbe (1912) - K.u.K. Militärgeographisches Institut - 1:75 000 - ZONE 26 - KOL XI
  2. ^ R.D.L. 18 maggio 1941, n. 452, art. 2

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