Arbe
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| Arbe | |
|---|---|
| Rab | |
| Stato: | |
| Regione: | Regione litoraneo-montana |
| Arcipelago: | Isole quarnerine |
| Centro principale: | Arbe |
| Superficie: | 93,6 km² |
| Abitanti : | 9.500 (2007) |
| Densità: | 101,5 ab./km² |
Arbe[1] (in croato Rab, in dalmatico Arba) è l'isola più a nord della Dalmazia. Capoluogo ne è l'omonima cittadina (554 ab.). La popolazione restante (8.926 ab.) vive nei villaggi che la circondano: Arbe è raggiungibile comodamente via nave dalla terraferma dal paese di Jablanac (Stinica) e nei mesi estivi anche da Bescanuova (Baska) sull'isola di Veglia (Krk). Oltre alla città omonima, nell'isola è presente anche il comune di Loparo (Lopar), nonché gli insedimenti, tutti dipendenti dal comune di Arbe, di Palit, Bagnol (Banjol), Barbato (Barbat), Mondaneo (Mundanije), Campora (Kampor) e Valle San Piero (Supetarska Draga).
Arbe è soprattutto conosciuta in tutta Europa per la sua vocazione turistica, motivata dalla bellezza delle spiagge e dal fascino del centro storico. I primi alberghi vi sorsero già nell'800, ma l'inizio dell'attività turistica viene solitamente fatta coincidere con l'inaugurazione, nel 1883, dell'Hotel Imperial, tuttora in funzione. Tra gli ospiti illustri che l'hanno visitata ricordiamo Francesco Ferdinando d'Asburgo, Sigmund Freud, il Principe Alois del Lichtenstein, Edoardo VIII e Wally Simpson. Tra gli Arbesani per diverse ragioni famosi ricordiamo innanzitutto Marcantonio De Dominis (Arbe, 1560 – Roma, 8 settembre 1624), teologo e scienziato, e Marino, scalpellino di Loparo divenuto Santo che, per sfuggire alle persecuzioni di Diocleziano contro i cristiani, dopo aver attraversato l'Adriatico insieme al compagno San Leo, nel 301 fondò la Repubblica di San Marino.
Ma sono anche noti : Zuanne De Dominis, Sopracomito della galea veneziana “San Zuanne” che partecipò alla battaglia di Lepanto del 1571. Provveditore della medesima galea era Gerolamo Cernotta che per il suo valore venne nominato dall'Imperatore Massimiliano II d'Austria Conte palatino, e Marino Bizza, Sovrintendente della Galea arbesana che partecipò alla Guerra di Candia e liberò dai Turchi la città di Clissa.
Indice |
[modifica] La Storia
Nel secondo secolo a.C. Arbe, isola illirica, viene conquistata dai Romani e sotto Ottaviano Augusto riceve lo status di Municipium. Dal 493 e fino a metà del secolo successivo Arbe viene invasa dai Goti e passa, nel 544, sotto Bisanzio. Insieme ad altre città costiere di Dalmazia nell'anno 1000 si sottomette, a Venezia durante la visita del Doge Pietro II Orseolo. Dal XII al XV secolo Arbe passa spesso di mano. La dominano i Veneziani, il Re croato ungherese Olona, quello ungherese Bela III, poi Ludovico d'Angiò, Ladislao di Napoli ed infine il Re Croato Ungaro Sigismondo. Nel 1409 ritornano sotto il dominio veneziano che manterrà fino al 1815, anno in cui Napoleone la unirà alla Provincia Illirica del Regno d'Italia. Chiusa la parentesi napoleonica, nel 1815 Arbe entra a far parte dell'Impero Austro-Ungarico e dopo la caduta di quest'ultimo viene data in amministrazione provvisoria al Regno d’ Italia e poi brevemente annessa alla Reggenza del Carnaro di Gabriele d'Annunzio. Nel 1921 è annessa al regno dei Serbi, Croati e Sloveni che diviene poi Jugoslavia. Nel 1941 l'Italia insieme alla Germania nazista invadono la Jugoslavia. È questo uno dei periodi più bui della storia dell'isola. In località Campora viene allestito un campo di concentramento destinato a raccogliere i civili rastrellati nella zona d'occupazione italiana. In otto mesi dei circa 6.500 civili (nella quasi totalità vecchi, donne e bambini) che vi passano, oltre 1.000 trovano la morte per fame e freddo.
All'armistizio dell'8 settembre 1943 gli Sloveni prigionieri del campo ed in grado di portare le armi insorgono e formano un Battaglione Partigiano che cattura e fucila per crimini di guerra il Colonnello dei Carabinieri Vincenzo Cuiuli, comandante di Presidio e del Campo che aveva nel frattempo tentato il suicidio Seguono due anni di dominazione ustascia e nazista ed infine, nel 1945, l'Esercito popolare di Liberazione Jugoslavo occupa l'isola che entra a far parte della Repubblica Federativa Socialista di Jugoslavia. Seguono le rappresaglie comuniste nei confronti dei vecchi nemici e le sofferenze legate al regime di Tito.
A seguito della Guerra di Secessione Jugoslava del 1991/95 Arbe fa oggi parte della Repubbica di Croazia.
[modifica] Gli italiani ad Arbe nel XIX e nel XX secolo
La situazione etnica dell'isola di Arbe, a cavallo tra le sue guerre, era simile a quella dell'Istria interna. Gli Italiani erano sempre stati e continuavano a costituire la maggioranza degli abitanti del centro urbano di Arbe. Tuttavia l'appartenenza amministrativa dell'isola alla Dalmazia asburgica aveva contribuito al declino dell’elemento italiano, mentre la campagna era compattamente croata. Malgrado la slavizzazione forzata del capoluogo, dato il persistente grande numero di italiani ad Arbe, tutti gli atti delle autorità locali ed distrettuali ancora nel 1909 avevano carattere bilingue. Al termine della Prima Guerra Mondiale, Arbe non venne rivendicata dall'Italia. Tuttavia, nel 1920, l'isola venne occupata dal D'Annunzio, che dovette ritirarsi a seguito delle pressione italiane. Nel 1921, ai dannunziani succedettero però le truppe italiane a seguito della richiesta degli italiani locali. Infatti, fin dall'inizio di novembre del 1921 il comitato nazionale italiano di Arbe guidato da Doimo Lauro Galzigna, Enrico Macaus, Spiridione Svircich e Giorgio Pacich, inviò messaggi al capo di Stato Maggiore della Marina italiana Thaon de Revel, affermando l'italianità millenaria di Arbe. Ricevuta notizia di possibili violenze anti-italiane, l'ammiraglio Cagni procedette all'occupazione dell’isola il 26 novembre 1921. Con il passaggio dell'isola alla sovranità jugoslava, cominciò l'evacuazione degli arbesani italiani. Nel 1927 si contavano solo 100 italiani ad Arbe.
[modifica] I campi di concentramento di Arbe e di Goli Otok
Nel 1942, il regime d'occupazione italiano instaurò ad Arbe (più esattamente nella località di Campora), un campo di concentramento per i civili slavi ed ebrei delle zone occupate della Slovenia e Croazia.
| Per approfondire, vedi la voce Campo di concentramento di Arbe. |
Alla fine della guerra il nuovo governo fece istituire, in un'isoletta disabitata vicinissima ad Arbe, il campo di concentramento dell'isola Calva (o Goli Otok).
| Per approfondire, vedi la voce Isola Calva. |