Comunità ebraica di San Nicandro Garganico

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La comunità ebraica di San Nicandro Garganico si è sviluppata a partire dalla fine del 1920 in seguito alla conversione di Donato Manduzio, un veterano della prima guerra mondiale che si è ispirato dalla sua personale lettura della Bibbia. Ben presto convertì un certo numero di suoi paesani. Nel 1949, la maggior parte degli ebrei di San Nicandro emigrò in Israele. Oggi il culto dei restanti ebrei si svolge nella Sinagoga Scolanova, nella vicina città di Trani.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Nel pieno di un’Italia fascista Donato Manduzio ricevette in dono da un suo compaesano una Bibbia, che questi aveva ottenuto da un predicatore pentecostale. Manduzio, privo di istruzione scolastica ma amante della lettura, scoprì in questo modo l’esistenza e le vicissitudini del popolo ebraico, che credeva ormai estinto. Avendo maturato la certezza, anche attraverso l’interpretazione di alcuni sogni, di essere stato scelto per comprendere il messaggio salvifico contenuto nella Torah, iniziò a seguirne scrupolosamente le prescrizioni. Donato Levi Manduzio, come aveva stabilito di chiamarsi, levita non per appartenenza ma per “elezione divina”, incominciò così a celebrare lo Shabbat e le feste ebraiche ed a radunare intorno a sé un crescente numero di persone.

Quando venne a sapere da un forestiero che gli ebrei non erano scomparsi e che esistevano addirittura diverse comunità sparse per l’Italia, Manduzio iniziò a stabilire con queste dei contatti. I rapporti furono dapprima infruttuosi ed in certi momenti anche conflittuali, ma infine condussero questa piccola comunità (che nel frattempo era venuta in contatto anche con soldati volontari ebrei della Palestina Mandataria giunti in Puglia nel 1943, che rimasero meravigliati vedendo che l'osservanza religiosa del gruppo era sincretizzata con pratiche di magia popolare) verso una piena integrazione in seno all’ebraismo. Nel 1946 il Tribunale Rabbinico di Roma accolse ufficialmente gli adepti e procedette alla circoncisione di 13 uomini; negli anni che seguirono, tra il 1948 ed il 1950, la maggior parte degli ebrei di San Nicandro, circa 70 persone, si trasferì in Israele paese dove i discendenti di quei convertiti vivono tuttora con le loro famiglie.

Particolare curiosità destò l’opposizione di Donato Manduzio a tal proposito, infatti nel suo Diario egli esprime con particolare chiarezza di non volere, in quel periodo, che i membri della comunità andassero in Israele dicendo:

« Non è questo il momento giusto per andare in Israele, arriveranno momenti migliori e allora potrete andare ed inoltre io penso che se noi siamo nati qua, in questo periodo, vuol dire che un motivo deve esserci e che vi è un disegno Divino »
(Donato Manduzio nel suo Diario)

. Queste parole però non furono ascoltate dalla comunità che subito dopo la morte di Manduzio partì in più ondate.

Oggi[modifica | modifica wikitesto]

In seguito ad alcuni problemi e disguidi restarono a San Nicandro quattro donne, tra le quali la moglie di Manduzio, che fecero rinascere e rifiorire la comunità, educando i loro figli nell’ebraismo e tramandando di generazione in generazione la fede, l'osservanza dello Shabbath e delle festività.

La comunità attualmente conta circa 40-50 membri .

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