Centro-destra in Italia

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1leftarrow.pngVoce principale: Centro-destra.

La locuzione centro-destra comparve per la prima volta in Italia attorno al 1850, in seguito all'operazione detta del "connubio" operata da Camillo Benso Conte di Cavour nel Parlamento del Regno di Sardegna, che di lì a pochi anni sarebbe diventato il Parlamento del Regno d'Italia. L'operazione del "connubio" consisteva nel favorire un'alleanza politica fra la parte più progressista della Destra, il cosiddetto centro-destra, di cui il Cavour stesso era capo, e l'ala più moderata della Sinistra, il centro-sinistra, con a capo Urbano Rattazzi. Si è sostenuto che questa manovra politica contenesse in sé i fondamenti del trasformismo.

Con il termine centro-destra si è poi indicato, a partire dagli anni sessanta, la collocazione di alcuni governi retti dalla Democrazia Cristiana, in particolare il Governo Tambroni che si sostenne grazie all'appoggio esterno del Movimento Sociale Italiano e quelli formati assieme al Partito Liberale Italiano.

Dal 1994 il termine centro-destra si riferisce alle aggregazioni guidate da Silvio Berlusconi, il Polo delle Libertà e la Casa delle Libertà. Quest'ultima, nata nel 2000, è l'alleanza tra Forza Italia, Alleanza Nazionale, la Lega Nord, l'Unione dei Democratici Cristiani e di Centro e altri partiti minori.

[modifica] Il Polo e la Casa delle Libertà

Nel 1994 le coalizioni di centro-destra erano in realtà due: il Polo delle Libertà (composto Forza Italia, Lega Nord e Centro Cristiano Democratico) al Centro-Nord e il Polo del Buon Governo (senza la Lega Nord, non presente, e con l'aggiunta di Alleanza Nazionale). Dopo le elezioni politiche del 1994, Berlusconi venne nominato a capo dell'esecutivo, ma il suo governo durò solo pochi mesi, a causa dell'uscita dalla maggioranza da parte della Lega Nord.

La coalizione si riorganizzò per le elezioni politiche del 1996, senza quest'ultima e con la denominazione di "Polo per le Libertà", ma venne sconfitta dal centro-sinistra, riunito nell'alleanza de l'Ulivo e guidato da Romano Prodi.

Nel 2001, i partiti del Polo formarono assieme alla Lega Nord, ai Cristiani Democratici Uniti (che insieme al CCD diedero vita all'UDC nel 2002) e al Nuovo Partito Socialista Italiano, una nuova alleanza denominata Casa delle Libertà che vince le elezioni e governa l'Italia per i successivi anni stabilendo il record come legislatura più lunga della storia italiana. Il leader della Casa delle Libertà è Silvio Berlusconi.

Alle elezioni politiche del 2006, la Casa delle Libertà ha perduto, seppur di misura, la maggioranza a vantaggio de L'Unione di Romano Prodi.

[modifica] Il Popolo della Libertà

Dopo la sconfitta nelle precedenti elezioni, nella CdL nasce l'idea di un partito unitario del centro-destra che riunisca sotto un unico simbolo tutti i partiti del centro-destra. L'idea si concretizza il 18 novembre 2007, con la nascita del Popolo della Libertà, promosso da Forza Italia, cui aderiscono, assieme ad Alleanza Nazionale, tutti i partiti dell'ormai ex-CdL con l'eccezione di due movimenti: l'UDC, che abbandona il centrodestra, per proseguire una corsa solitaria alle elezioni, e la Lega Nord che per la sua specificità di movimento regionale, propende per un'alleanza federativa con il nuovo partito.

Il centro-destra italiano si presenta, così, semplificato nell'alleanza fra Popolo della Libertà, Lega Nord e il movimento siciliano MpA alle elezioni politiche italiane del 2008.

[modifica] Voci correlate

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