Marine Le Pen
| Marine Le Pen | |
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Marine Le Pen |
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| Presidente del Fronte Nazionale | |
| In carica | |
| Inizio mandato | 16 gennaio 2011 |
| Predecessore | Jean-Marie Le Pen |
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| Eurodeputata | |
| In carica | |
| Inizio mandato | 14 luglio 2009 |
| Circoscrizione | Francia nord-occidentale |
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| Durata mandato | 20 luglio 2004 – 13 luglio 2009 |
| Circoscrizione | Île-de-France |
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| Consigliera regionale | |
| In carica | |
| Inizio mandato | 26 marzo 2010 |
| Circoscrizione | Nord-Passo di Calais |
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| Durata mandato | 28 marzo 2004 – 21 marzo 2010 |
| Circoscrizione | Île-de-France |
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| Durata mandato | 15 marzo 1998 – 28 marzo 2004 |
| Circoscrizione | Nord-Passo di Calais |
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| Consigliera municipale | |
| Durata mandato | 23 marzo 2008 – 24 febbraio 2011 |
| Circoscrizione | Hénin-Beaumont |
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| Dati generali | |
| Partito politico | Fronte Nazionale |
| Alma mater | Università Panthéon-Assas |
| Professione | Avvocata |
Marine Le Pen (Neuilly-sur-Seine, 5 agosto 1968) è una politica francese, europarlamentare dal 2004 e leader del Front National dal 16 gennaio 2011.
Indice |
Biografia[modifica]
Laureata in giurisprudenza, avvocato, Marine Le Pen seguì le orme del padre Jean-Marie Le Pen e si iscrisse al FN. Sposata e madre di tre figli, nel 2002 divorziò dal primo marito e convolò a seconde nozze con Éric Iorio, un importante membro del suo partito. Marine è la zia di Marion Le Pen, la più giovane parlamentare[1] della V Repubblica (anche lei esponente del FN: è stata eletta deputata nel 2012).
Carriera politica[modifica]
Dal 15 marzo 1998 al 28 marzo 2004 è per FN Consigliere regionale di Nord-Pas-de-Calais. Dal 2002 è presidente dell'associazione "Generations Le Pen", un'organizzazione vicina al FN che mira a promuovere il pensiero e le iniziative di Jean-Marie Le Pen tra la gioventù. Divenuta nell'aprile del 2003 vicepresidente del Fronte, nel 2004 si candidò alla presidenza della regione Île-de-France ed ottenne il 12,3% dei voti, divenendo consigliere regionale.
Marine Le Pen viene generalmente considerata l'espressione di una tendenza nuova, e più moderata, che affiorò nel FN soprattutto dopo le elezioni presidenziali del 2002, in cui il padre ricevette un consenso maggiore rispetto a Lionel Jospin ed arrivò al ballottaggio (in cui poi perse nettamente contro Jacques Chirac).
Dopo le elezioni europee del 2004 ha ottenuto un seggio parlamentare a Strasburgo e dal gennaio del 2007 cura la campagna elettorale del padre in vista delle imminenti elezioni presidenziali. Nel luglio 2009 è rieletta Europarlamentare, nella circoscrizione del Nord Ovest.
Alle Elezioni regionali francesi del 2010 si candida alla presidenza della regione Nord-Pas-de-Calais, ottenendo il 18.31% dei voti al primo turno e il 22.20% al secondo, quasi a ridosso del rappresentante della coalizione sarkozyana. Dopo queste consultazioni il padre Jean-Marie si congratula pubblicamente con lei e lascia trasparire una possibile successione "in famiglia" alla leadership del FN[2].
Presidente del FN[modifica]
Il 16 gennaio 2011, dopo le dimissioni del padre, Marine Le Pen è eletta Presidente del partito con il 67,65% dei voti. Marine Le Pen si candida alle presidenziali francesi del 22 aprile 2012. Al primo turno ottiene il 17,9 per cento dei consensi, classificandosi al terzo posto, dopo il socialista Hollande e il gollista Sarkozy. È il miglior risultato ottenuto da sempre da FN alle presidenziali [3].
Ideologia[modifica]
Ambiente e trasporti[modifica]
Marine Le Pen auspica che la Francia aumenti "l'autarchia dei grandi spazi" e l'"economia in cerchi concentrici". A suo avviso, è una "eresia ecologica consumare prodotti coltivati a 20mila km di distanza e riciclare i rifiuti migliaia di chilometri più avanti". Sostiene si debba "produrre per il territorio più vicino", "distribuire sul posto", e che "consumare i prodotti locali deve essere una priorità della regione" o "della regione più vicina" se non prodotti in loco. Sostiene che la Francia deve attuare "contratti di cooperazione", se merci necessarie come il caffè non sono prodotte in Europa[4].
Appoggia il ferroutage e i trasporti pubblici
Immigrazione[modifica]
Marine Le Pen sostiene che serva una moratoria sull'immigrazione e che bisogni attuare una politica "il francese prima" in materia di occupazione, stato sociale e alloggi[5][6].
Cittadinanza e nazionalità[modifica]
A suo avviso, la cittadinanza è indivisibile dalla nazionalità e si poggia sull'eguaglianza di tutte le persone di fronte alla legge; la legge dovrebbe ostacolare un trattamento preferenziale in base all'appartenenza di una categoria sociale, etnica o religiosa[7]. Di conseguenza, lei favorisce l'abrogazione della affirmative action[7][8] e la restaurazione di una "meritocrazia repubblicana"[8][9].
Lei sostiene che la filiazione dovrebbe essere la via normale per acquisire la nazionalità francese, con l'eccezione[7] della naturalizzazione: "la nazionalità è ereditata o meritata"[5]. Al fine di risolvere il problema dell'immigrazione, lei auspica una riforma dei regolamenti sulla nazionalità per rimuovere la doppia cittadinanza e l'acquisizione automatica della nazionalità francese[6]. Sostiene che è necessaria una severa applicazione della legge per quanto riguarda la perdita della cittadinanza[5]. A suo avviso, uno straniero che non rispetta la legge in Francia dovrebbe essere privato della nazionalità francese; inoltre ritiene che qualsiasi straniero che commette reati gravi e illeciti in Francia deve essere restituito al suo paese d'origine[5].
Laicità[modifica]
Marine Le Pen, sostenendo che il FN rimane un partito non confessionale, afferma regolarmente il suo attaccamento ai valori della laicità (laïcité) della società francese[10]. Lei difende vigorosamente la cosiddetta legge del 1905, la quale stabilisce che la Repubblica francese non riconosce, non concede stipendi o sussidi a qualsiasi forma di culto religioso[7][10][11].
Lei è favorevole all'approvazione di un divieto ogni tendenza religiosa nelle scuole e sostiene la necessità di un emendamento alla Costituzione della V Repubblica affermando che la Repubblica francese non riconosce alcuna comunità religiosa[5][11]. Si oppone al finanziamento delle moschee con i fondi pubblici: inoltre si batte per vietare il loro finanziamento da attività estere[5][10][11]. A suo avviso, la costruzione, la manutenzione e il finanziamento dei luoghi di culto dovrebbe essere una questione importante solamente per i gruppi di fedeli che operano all'interno di un quadro regolamentato[5][7]. Lei sostiene che bisogna attuare "la separazione della moschea e dello stato" e si oppone alla formazione degli imam da parte della Repubblica francese[11].
Il 29 novembre 2009, 57,5% dei votanti svizzeri e 19 ½ Cantoni hanno approvato l'iniziativa popolare per vietare la costruzione di nuovi minareti (senza l'effetto retroattivo sui quattro minareti già costruiti in Svizzera). Lei si è congratulata con il popolo svizzero per l'approvazione schiacciante del divieto e ha denunciato "l'élite dominante" per il suo disprezzo per la democrazia diretta[12][13][14][15].
Questioni sociali[modifica]
Marine Le Pen si oppone all'abrogazione della Loi Veil, la legge del 1975 di Simone Veil con la quale l'aborto è stato regolamentato in una disposizione legislativa restrittiva. Lei sostiene che il background socio-economico sfavorevole è un fattore determinante per la maggior parte delle donne che scelgono di abortire. Di conseguenza, lei auspica una radicale politica più favorevole alla famiglia, per il nutrimento e di sensibilizzazione dei bambini. Inoltre è favorevole ad una politica finalizzata ad aumentare il tasso di natalità[16].
Lei è rigorosamente contraria a qualsiasi ammorbidimento della legge contro l'eutanasia[17]. Appoggia la pena capitale per coloro che rapiscono i bambini in quanto ritiene che la massima pena potrebbe servire da deterrente; anche per l'omicidio di anziani e bambini e per spaventosi reati, come quelli che coinvolgono gli atti di tortura, sostiene che sia necessaria la pena capitale[18].
Politica estera[modifica]
In un dispaccio[19] pubblicato mercoledì 13 aprile 2011, l'agenzia di stampa russa RIA Novosti ha salutato con grande favore l'orientamento geopolitico di Marine Le Pen, presidente del Fronte Nazionale. Quello stesso giorno, davanti ai giornalisti stranieri riuniti a Nanterre, la signora Le Pen ha promesso che, se vincerà le elezioni presidenziali, la Francia farà della Russia un partner privilegiato ed uscirà dalla NATO. “Penso che la Francia abbia ogni interesse a guardare all’Europa, ma alla grande Europa, in particolare lavorando in partnership con la Russia”, ha affermato. La signora Le Pen ha sostenuto la necessità di un partenariato strategico con Mosca per “ovvi motivi, geostrategici e di comunanza culturale”, così come per gli interessi d'indipendenza energetica della Francia.
Ha anche promesso di modificare le relazioni franco-americane e di far uscire la Francia dall'Alleanza Atlantica, osservando che il FN è sempre stato contro l'adesione alla NATO. “Le scelte compiute dal Presidente della Repubblica, che appaiono scelte di allineamento sistematico (agli Stati Uniti), non mi sembrano positive”, ha detto.
La signora Le Pen ha anche predetto la fine dell'euro e ha difeso il programma del suo partito per l'uscita dalla moneta unica. Ha invitato a sospendere con urgenza l'area Schengen ed a riflettere seriamente sulla possibile “fine dell’Unione Europea”.
Impegno politico[modifica]
Funzioni politiche[modifica]
- dal 16 gennaio 2011: 2º Presidente del Front National
Mandati politici locali[modifica]
- dal 15 marzo 1998 al 28 marzo 2004: Consigliera regionale di Nord-Pas-de-Calais
- dal 28 marzo 2004 al 21 marzo 2010: Consigliera regionale del Île-de-France
- Capogruppo regionale del Front National (fino a 10 febbraio 2009) e componente della commissione permanente
- dal 23 marzo 2008 al 24 febbraio 2011: Consigliera municipale di Hénin-Beaumont
- dal 26 marzo 2010: Consigliera regionale del Nord-Pas-de-Calais
- Capogruppo regionale del Front National e componente della commissione permanente
Mandati europei[modifica]
- dal 20 luglio 2004 al 13 giugno 2009: Europarlamentare per la circoscrizione dell'Île-de-France
- dal 14 luglio 2009: Europarlamentare per la circoscrizione del Nord Ovest (Francia)
Bibliografia parziale[modifica]
- (FR) Bernard Antony, Devoir de réponse à Marine Le Pen et à Philippe de Villiers, Godefroy de Bouillon, 2006 ISBN 978-2-84191-195-0
- (FR) Jacques Bompard, Le Pen contre le Front national (PDF)
- (FR) Christiane Chombeau, Le Pen fille & père, éditions du Panama, 2007 ISBN 978-2-7557-0303-0
- (FR) Laszlo Liszkai, Marine Le Pen. Un nouveau Front National ?, Favre, 2010 ISBN 978-2-8289-1181-2
Autobiografie[modifica]
- (FR) À contre-flots, éd. Jacques Grancher, coll. « Grancher Depot », Paris, 2006, 322 p., broché, 15 × 22 cm ISBN 2-7339-0957-6
Note[modifica]
- ^ Législatives : Marion Maréchal-Le Pen élue à Carpentras
- ^ Le Pen non perdona il presidente «Punito per il flirt con la sinistra», Corriere della Sera, 23 marzo 2010
- ^ Ballottaggio Hollande-Sarkozy per l'Eliseo - Corriere.it
- ^ (FR) Marine Le Pen : "lets establish an autarky of big spaces". terraeco.net, 26 maggio 2009. URL consultato in data 26 marzo 2011.
- ^ a b c d e f g (FR) Marine Le Pen : "If I was president...". Paris-Match (Nations Presse Info), 8 luglio 2010. URL consultato in data 26 novembre 2010.
- ^ a b (FR) Interview : Marine Le Pen. Vie Politique, 29 luglio 2010. URL consultato in data 26 novembre 2010.
- ^ a b c d e (FR) Marine Le Pen : "My irreproachable Republic". Nations Presse Info, 1 novembre 2010. URL consultato in data 26 novembre 2010.
- ^ a b (FR) Rachida Dati is wrong : ethnic affirmative action is indeed encouraged in France. Front National, 10 dicembre 2010. URL consultato in data 10 dicembre 2010.
- ^ (FR) And if Marine Le Pen was the real brain of the FN ?. Le Vrai Débat, 1 novembre 2010. URL consultato in data 26 novembre 2010.
- ^ a b c (FR) In 2005, Marine Le Pen already spoke about secularism !. Nations Presse Info, 16 dicembre 2010. URL consultato in data 17 dicembre 2010.
- ^ a b c d (FR) Debate about Islam - Marine Le Pen : "we must obtain the separation of the mosque and the state". Le Point, 18 febbraio 2011. URL consultato in data 18 febbraio 2011.
- ^ (FR) Swiss initiative : overwhelming majority against the building of minarets !. Front National, 29 novembre 2009. URL consultato in data 18 dicembre 2010.
- ^ (FR) The ruling elite panics. Front National, 30 novembre 2009. URL consultato in data 18 dicembre 2010.
- ^ Fury over Swiss ban on new minarets on mosques, Daily Mail, 2 dicembre 2009. URL consultato in data 18 dicembre 2010.
- ^ European politicians react to Swiss minaret ban, Deutsche Welle, 30 novembre 2009. URL consultato in data 1 marzo 2011.
- ^ (FR) Marine Le Pen's statement about abortion in À contre flots (Chapter ten : single mother, p.191-p.194, 2006). Nations Presse Info, 25 novembre 2010. URL consultato in data 26 novembre 2010.
- ^ Louis Aliot. (FR) Clarification about Marine Le Pen's statements (Lie n°2 about euthanasia). Nations Presse Info, 9 luglio 2010. URL consultato in data 26 novembre 2010.
- ^ (FR) The death penalty must be restored for drug dealers. Front National, 20 novembre 2010. URL consultato in data 20 novembre 2010.
- ^ Les choix géopolitiques de Marine Le Pen › geostrategie.com
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Collegamenti esterni[modifica]
| Predecessore | Presidente del Front National | Successore | |
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| Jean-Marie Le Pen | 16 gennaio 2011 - in carica | in carica |
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