Jean-René Bernaudeau

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Jean-René Bernaudeau
Dati biografici
Nazionalità Francia Francia
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Strada
Ritirato 1988 - ciclista
Carriera
Squadre di club
1978-1980 Renault Renault
1981-1982 Peugeot Peugeot
1983 Wolber
1984 Système U Système U
1985-1988 Fagor Fagor
Nazionale
1976-1983 Francia Francia
Carriera da allenatore
1995 Castorama Castorama
2000-2002 Bonjour Bonjour
2003-2004 Br. la Boulangère Br. la Boulangère
2005-2008 Bouygues Télécom Bouygues Télécom
2009-2010 Bbox Bouygues Tel. Bbox Bouygues Tel.
2011- Europcar Europcar
Palmarès
Gnome-emblem-web.svg  Mondiali
Bronzo Valkenburg 1979 In linea
 

Jean-René Bernaudeau (Saint-Maurice-le-Girard, 8 luglio 1956) è un dirigente sportivo ed ex ciclista su strada francese. Professionista dal 1978 al 1988, conta una vittoria di tappa al Giro d'Italia. È direttore generale del Team Europcar.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Ciclista[modifica | modifica sorgente]

Settimo nella prova su strada dei Giochi olimpici 1976 di Montreal, passa professionista nel 1978 con la Renault-Gitane diretta da Cyrille Guimard e capitanata da Bernard Hinault. Tra aprile e giugno è terzo a sorpresa nella Vuelta a España dominata dalla stella nascente Hinault, al primo successo in un grande giro, e secondo, ancora dietro al campione bretone, nel campionato francese in linea; in luglio prende poi parte alla prima di dieci edizioni consecutive del Tour de France ritirandosi nell'ultima settimana non prima di aver lavorato per il poi vincitore Hinault.

Nel giugno 1979 ottiene il primo successo tra i pro aggiudicandosi la Parigi-Bourges; il mese dopo veste per un giorno la maglia gialla al Tour de France, corsa che conclude con la quinta posizione nella generale, staccato di ben 32 minuti e 43 secondi dal sette volte vincitore di tappa Hinault, e la vittoria della classifica giovani. In agosto si classifica terzo nella prova in linea dei campionati mondiali su strada di Valkenburg, gara vinta da Jan Raas su Dietrich Thurau, sul francese e su Giovanni Battaglin (caduto) dopo una volata a quattro.

Nel 1980 Bernaudeau debutta al Giro d'Italia, trionfando nella terz'ultima frazione, quella con passaggio sul Passo dello Stelvio e arrivo a Sondrio. Nell'occasione la tattica della Renault viene premiata: Hinault manda in fuga Bernaudeau, stacca tutti i rivali sulla salita dello Stelvio, raggiunge il suo "luogotenente" dopo 3 chilometri di discesa e gli concede la vittoria di tappa, andando lui stesso a vestire la maglia rosa (che porterà fino a Milano).[1] Bernaudeau viene da una tragedia: poche settimane prima suo fratello minore è annegato nel lago di Saint-Maurice.[1] Una settimana dopo la fine del Giro si aggiudica quindi la prima di quattro edizioni consecutive del Grand Prix du Midi Libre, mentre al Tour de France si ritira.

Per la stagione 1981 si accasa alla Peugeot-Esso-Michelin, diventandone il capitano. Al Tour de France chiude sesto nella generale e terzo nella classifica scalatori; non si aggiudica tappe, ma è secondo nella frazione con arrivo a Le Pleynet vinta da Hinault. L'anno dopo chiude il Tour in tredicesima piazza, secondo nella classifica scalatori.

Nel 1983, passato alla Wolber-Spidel, è dodicesimo al Giro d'Italia e sesto al Tour de France. Conclude la carriera nel 1987, dopo tre anni nelle file della Fagor e una sola vittoria in quattro stagioni, la sesta tappa del Critérium du Dauphiné Libéré 1985.

Dirigente[modifica | modifica sorgente]

Nel 1991 Bernaudeau avvia una struttura di formazione per i giovani ciclisti della Vandea, la Vendée U. Nel 2000, al fine di gestire una nuova squadra professionistica e continuare l'attività giovanile con la Vendée U, fonda, insieme a Philippe Raimbaud, la società Vendée Cyclisme SA. Raimbaud assume la carica di presidente e manager, mentre Bernaudeau quella di direttore sportivo del team pro, la Bonjour-Toupargel, sponsorizzato dal Groupe Hersant Média, proprietario della Comareg, fornitrice di quotidiani gratuiti, e dalla catena di prodotti surgelati Toupargel, per un budget totale di 10 milioni di franchi.[2] Per comporre l'organico vengono messi sotto contratto ciclisti come Jean-Cyril Robin, Didier Rous e François Simon, mentre nove sono i neoprofessionisti.

Nell'aprile 2004 Raimbaud lascia e la guida della Vendée Cyclisme passa a Bernaudeau, dal 2003 già manager del team professionistico. Intanto si susseguono diversi sponsor: dal 2003 al 2004 Brioches la Boulangère, ditta di prodotti da forno e di pasticceria, dal 2005 Bouygues Télécom, compagnia telefonica; è dello stesso anno l'ingresso nel neonato circuito UCI ProTour, la nuova "Serie A" del ciclismo. Sin dal 2003 la squadra è inoltre sostenuta dal consiglio generale del dipartimento della Vandea.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Circuit des Deux Provinces
  • 1979 (Renault-Gitane, due vittorie)
Parigi-Bourges
3ª tappa Tour du Limousin
  • 1980 (Renault-Gitane, cinque vittorie)
20ª tappa Giro d'Italia (Cles > Sondrio)
Prologo Grand Prix du Midi Libre
1ª tappa Grand Prix du Midi Libre
Classifica generale Grand Prix du Midi Libre
Tour de Vendée
  • 1981 (Peugeot-Esso-Michelin, quattro vittorie)
Grand Prix de Monaco
Classifica generale Tour du Tarn
4ª tappa Grand Prix du Midi Libre
Classifica generale Grand Prix du Midi Libre
  • 1982 (Peugeot-Shell-Michelin, tre vittorie)
5ª tappa Tour de Romandie (Delémont > Neuchâtel)
Classifica generale Grand Prix du Midi Libre
Tour de Lorraine
  • 1983 (Wolber-Spidel, tre vittorie)
Bol d'or des Monédières
1ª tappa Grand Prix du Midi Libre
Classifica generale Grand Prix du Midi Libre
  • 1985 (Fagor, una vittoria)
6ª tappa Critérium du Dauphiné Libéré
La Poly Normande

Piazzamenti[modifica | modifica sorgente]

Grandi giri[modifica | modifica sorgente]

1980: 12º
1983: 12º
1986: 50º
1987: ritirato
1978: ritirato (18ª tappa)
1979: 5º
1980: ritirato (18ª tappa)
1981: 6º
1982: 13º
1983: 6º
1984: ritirato (19ª tappa)
1985: ritirato
1986: 26º
1987: 17º

Classiche[modifica | modifica sorgente]

1979: 29º
1980: 19º
1981: 16º
1981: 15º
1983: 19º
1985: 34º

Competizioni mondiali[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Claudio Gregori, -4 al battesimo del Giro d'Italia Hinault e Contador imbattuti in La Gazzetta dello Sport, 20 ottobre 2009. URL consultato il 01-06-2010.
  2. ^ (FR) Trois nouvelles équipes françaises in L'Humanité, 31 gennaio 2000. URL consultato il 01-06-2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]