Giovanni Visconti Venosta

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca

Giovanni Visconti Venosta (Milano, 4 settembre 1831Milano, 1º ottobre 1906) è stato uno scrittore italiano.

[modifica] La vita

Giovanni proveniva da una nobile famiglia di origine valtellinese residente in Grosio. Nel 1795, Nicola Visconti Venosta, nonno di Giovanni, si spostò a Tirano e Francesco, padre di Giovanni, si spostò a sua volta nel 1823 a Milano, dove nacquero Emilio Visconti Venosta (1829) e Giovanni (4 settembre 1831).

Vivevano a Milano, ma passavano tutte le estati in Valtellina nelle case di Grosio e Tirano. Nell’estate del 1846, dopo una gita a Poschiavo, il padre Francesco morì improvvisamente all’età di 48 anni. Egli affidò la direzione degli studi letterali dei suoi figli a Cesare Correnti, pubblicista e uomo politico. I due fratelli frequentavano l’Istituto Boselli di Milano, ma la scuola politica dei due giovani era la casa di Correnti. Fu proprio lì che Giovanni venne a contatto con i libri di Berchet e Mazzini che lesse avidamente infiammandosi d’amor patrio per l’Italia e d’odio per lo straniero e divenendo, insieme al fratello, un forte sostenitore di Mazzini.

Nel 1848 si arrivò alle Cinque Giornate di Milano. Giovanni era troppo giovane per parteciparvi attivamente, come invece fece il fratello Emilio. Visse però in prima persona i sentimenti delle Cinque Giornate, come la gioia di veder sventolare il tricolore sulla guglia del Duomo. In quel periodo, molti dovettero però abbandonare le proprie abitazioni perché occupate dagli Austriaci. I Visconti Venosta erano fra quelli: furono ospitati dalla signora Garnier che gestiva un collegio femminile. Gli Austriaci se ne andarono ed a Milano venne formato un governo provvisorio, nel quale era occupato anche Correnti. Dopo le vittorie di Goito e la resa di Peschiera arrivarono le brutte notizie: la defezione del Re di Napoli, il ritiro delle truppe papaline e la caduta di Vicenza. La vittoria stava per sfuggire. L’imminente ritorno degli Austriaci costrinse le famiglie dei notabili milanesi a cercare rifugio in Svizzera, così la famiglia di Giovanni, escluso Emilio perché arruolato a Bergamo con i Garibaldini, si trasferì a Bellinzona.

In quel clima di sconfitta che nasceva tra gli esuli, si diffondeva largamente l’idea di Mazzini e l’azione di Garibaldi. Giovanni si recava spesso a Lugano in visita al fratello, lì conobbe e vide parecchie volte Mazzini in persona. Nell’ottobre del 1848, Giovanni tornò con la famiglia a Milano, una Milano zeppa di soldati croati. Quando si recò nella casa di Tirano, trovò la stessa situazione. Durante l’inverno tornò a Milano, iniziava un decennio di resistenza contro gli Austriaci.

Dopo uno scoraggiamento generale, ci furono uomini valenti che guidavano gli animi dei giovani universitari, fra i quali Giovanni (iscritto all’Università di Pavia). Egli frequentava assiduamente il Salotto Maffei, sempre insieme al fratello Emilio. Fu qui che nelle menti dei due giovani si offuscavano le idee di Mazzini mentre quelle di Cavour divenivano sempre più nitide. Oltre al Salotto Maffei, dove aveva potuto conoscere anche Alessandro Manzoni, Giovanni frequentava la casa di Manara, Dandolo e Carcano dove organizzava delle ricreazioni consistenti in declamazioni di parodie e rappresentazioni comiche di marionette. Le sue parodie erano troppo evidenti quindi le rappresentazioni furono vietate e a Giovanni fu tolto il passaporto. La più famosa parodia che egli scrisse è “La partenza del Crociato”, scritta a Tirano nel 1856. Servì a diffondere le nuove idee dei liberali l’istituzione di corpi di pompieri volontari in Valtellina attuata da Giovanni Visconti Venosta (che si prestava istruttore) e dall’amico, sindaco di Tirano, Giovanni Salis nel 1854. In quel decennio fece inoltre molti viaggi con il fratello: visitò tutta l’Italia e perfino Parigi.

Fu nei salotti milanesi che incontrò Laura D’Adda, che diventò sua moglie. Dopo il funerale di Emilio Dandolo, nel 1859, i due Visconti-Venosta furono sospettati e dovettero fuggire in Piemonte. Giunti a Torino, Giovanni ricominciò a frequentare casa Correnti, il quale era esule già da tempo. Ebbe l’onore di parlare con Giuseppe Garibaldi e con Camillo Cavour che lo nominò membro di una commissione consultiva per la Lombardia, alla quale Giovanni faceva anche da segretario.

Qualche mese dopo la fuga in Piemonte, Giovanni tornò in Valtellina dove lo aspettava l’incarico di Commissario Regio. Egli si fece notare per la sua abilità diplomatica nel contrapporre pacificamente le idee di Cavour a quelle di Garibaldi. Dopo l’armistizio di Villafranca, Giovanni lasciò l’incarico Valtellinese e si recò a Milano, questa volta una Milano in festa: specialmente il 16 febbraio 1860, giorno in cui il Re Vittorio Emanuele II, seguito da Camillo Cavour, entrò solennemente nella città.

Con l’Unità d’Italia termina la vita del cospiratore e inizia quella del conservatore. Giovanni, da quel momento in poi, si comporta esclusivamente da abile diplomatico. Nel 1865 viene eletto per una legislatura al Parlamento, come deputato del primo collegio di Milano, ciò nonostante preferisce lasciare la carriera politica al fratello. Ad ogni modo, non stette con le mani in mano, lo dimostra un sommario elenco delle sue cariche: Presidente dell’Associazione Costituzionale, Socio fondatore della Società Storica Lombarda, Commissario per i monumenti di Sondrio, Presidente del Museo del Risorgimento, Presidente del Consiglio di Amministrazione del Collegio Reale delle Fanciulle, Presidente dell’Associazione Generale degli Operai, Consigliere d’Amministrazione della società per lo sviluppo delle imprese elettriche, Consigliere della Società Anonima d’Assicurazioni contro gli infortuni, Vice-Presidente della Società Telefonica dell’Alta Italia, Consigliere dell’Amministrazione della Società Mediterranea, Presidente della Commissione di soccorso per l’Emigrazione Veneta, Presidente della Società degli Autori ed Editori, Co-fondatore del quotidiano “La Perseveranza”, Sovrintendente Scolastico a Milano, Assessore e Consigliere del Comune di Milano, Assessore dell’Amministrazione Provinciale della Provincia di Sondrio.

La moglie Laura non gli dette figli, ma tanto amore. Ella morì nel 1904, quando Giovanni stava ripubblicando “Ricordi di Gioventù”, alla stesura del quale la moglie aveva collaborato. Due anni dopo, il 1º ottobre 1906, Giovanni Visconti Venosta morì a Milano dopo una breve malattia, all’età di 75 anni. I funerali si svolsero in S. Fedele, con larga partecipazione del popolo, ma venne sepolto a Grosio, nella tomba di famiglia.

[modifica] Le opere

Giovanni Visconti Venosta scrisse su “Il Crepuscolo”, rivista settimanale di scienze, lettere, arti, industria e commercio nata nel 1850, e su “La Perseveranza” già dal 1859. Nel 1856 scrive a Tirano “La partenza del Crociato” ballata dalla quale nasce il famoso Prode Anselmo, protagonista della stessa. Nel 1871 pubblica a Firenze la sua prima raccolta di novelle dal semplice titolo “Novelle”, una delle quali, “Lo scartafaccio dell’amico Michele”, era già stata pubblicata in estratto presso la tipografia de “La Perseveranza” e sarà pubblicata poi, nel 1899, come buon libro di lettura per i ragazzi delle scuole. Nel 1886 pubblica a Milano il suo unico romanzo: “Il Curato di Orobio”, racconto tipicamente manzoniano con un contenuto tuttavia originale che contrappone ad un clero rozzo e intransigente un clero liberale e patriottico. Nello stesso anno, pubblica in 100 esemplari “Nicolò e la questione di Oriente”, tragedia in parodia per marionette che aveva composto nel 1855 e che recitò personalmente nei salotti milanesi. Nel 1897 pubblica la seconda raccolta di novelle che intitola “Nuovi Racconti”. Negli ultimi anni dell’800 scrive, con l’aiuto della moglie Laura, “Ricordi di Gioventù: cose vedute o sapute” pubblicato nel 1904. Il libro ebbe grande successo, fu recensito anche da giornali stranieri e ne furono pubblicate altre due edizioni nei due anni successivi. È considerato da molti il miglior libro sul Risorgimento Lombardo.

[modifica] Altri progetti

Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti