Rivelazione privata
Nella dottrina della Chiesa cattolica si parla di rivelazione privata, o rivelazione speciale[1][2], per indicare le visioni e le rivelazioni di Gesù, di Maria o dei santi, che si sarebbero manifestate, dopo la conclusione del Nuovo Testamento[3], a una o più persone, privilegiate con il dono della profezia[4]. Tali rivelazioni, il cui carattere privato le distingue dalle rivelazioni pubbliche, sono state riconosciute solo in un numero limitato di casi dalla Chiesa, e non appartengono al deposito della fede[5].
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[modifica] Significato
Il termine rivelazione privata viene comunemente chiarito in rapporto alla rivelazione pubblica, ovvero quella compiuta in Gesù, mediatore e pienezza della rivelazione[6], e che possiamo ritrovare nella sacra Scrittura e nella sacra Tradizione. La rivelazione pubblica si considera conclusa con la morte dell'ultimo degli Apostoli[7], ovvero S.Giovanni, e non si deve aspettare alcuna nuova rivelazione pubblica prima della gloriosa manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo[8] che avverrà alla fine dei tempi. Esistono ora due interpretazioni sostanzialmente diverse dell'aggettivo pubblica:
- che la rivelazione è pubblica in quanto rivolta a tutta quanta l'umanità, e spesso si identifica tale rivelazione con la sacra Scrittura (Antico e Nuovo Testamento) e la sacra Tradizione;[9]
- che la rivelazione è pubblica perché è stata compiuta in modo pubblico, ovvero da Gesù, vero uomo ma anche vero Dio, il quale per mezzo del suo umano si è potuto manifestare realmente e pubblicamente all'umanità.[10]
Da queste due interpretazioni dell'aggettivo pubblica derivano altrettante spiegazioni dell'aggettivo privata:
- nel primo caso, per privata, si intende una rivelazione destinata ad un singolo oppure ad un gruppo che risulti destinatario di tale rivelazione;
- nel secondo caso, per privata, si intende che fra la rivelazione che Dio compie oggi e l'umanità ci deve essere una barriera, un velo, uno o più persone privilegiate da Dio per portare il suo messaggio, in quanto lui direttamente e pubblicamente non si manifesterà più fino alla fine dei tempi[8][11]. Quindi, sebbene il divino si possa rivelare oggi solo in maniera privata tramite delle persone da lui scelte e privilegiate di un carisma profetico, il suo messaggio sarebbe comunque per l'edificazione della Chiesa se non addirittura rivolto all'umanità intera.[12][13]
Già dalla sola terminologia si evince una disuniforme interpretazione delle rivelazioni private, tanto che si sono sviluppate intorno ad esse più scuole di pensiero teologico sostanzialmente divergenti[14][15] e non esiste una posizione dogmaticamente condivisa.[16][17]
[modifica] Esistenza
L'esistenza delle rivelazioni private non è messa in dubbio dalla dottrina cattolica.[18] "Sono sempre esistite anime in cui si è manifestato lo spirito di profezia. È un fatto riconosciuto dall'autorità della Chiesa nei processi di canonizzazione. Discutere la possibilità delle rivelazioni private - dice Meynard[19] - sarebbe misconoscere uno dei caratteri della santità esistente nella vera Chiesa e il sovrano potere di Dio."[20]
[modifica] Fenomenologia
Nella categoria delle rivelazioni private rientrano le visioni mistiche, dette anche intellettuali, le apparizioni, le locuzioni, ovvero le "voci", e altri fenomeni conoscitivi. Comunemente, quando trattasi di visioni o di apparizioni, invece di profeta, o di carisma profetico, si parla di "veggente".[21] Ci sono però rivelazioni private che non riguardano la vista e che si manifestano con l'ascolto, la scrittura, la parola, il sogno, la dettatura[22], o una combinazione delle cose. Il termine "veggente", quindi, non sempre è da ritenersi appropriato alle rivelazioni private.
Alcune rivelazioni private avvengono in concomitanza di un'estasi, come nel caso di S.Caterina da Siena, ma in generale ciò non accade. Viceversa ai fenomeni di estasi, le visioni o le locuzioni non è sempre attribuita orgine divina. Vi sono casi in cui i teologi considerano questi fenomeni di origine non divina o addirittura diabolica.[23]
L'autorità eccelsiastica esamina e decide se riconoscere ufficialmene un fenomeno come rivelazione privata .
[modifica] Dottrina della Chiesa cattolica
Le rivelazioni private appartengono alle grazie gratis datae, ovvero quei doni gratuiti di Dio al di fuori della potenza naturale ma anche al di fuori del merito soprannaturale della persona che le riceve.[24] Le rivelazioni private secondo la qualifica fatta da S.Paolo appartengono alla profezia.[4]
La fede cristiana non può accettare "rivelazioni" che pretendono di superare o corregere la Rivelazione di cui Cristo è il compimento.[25] Non è questo il caso delle rivelazioni private, le quali se autentiche, non possono mai contraddire la Rivelazione di Cristo, in quanto Dio non può contraddire se stesso.
[modifica] Questioni dottrinali
Il Catechismo della Chiesa Cattolica (67) riporta:
| « Lungo i secoli ci sono state delle rivelazioni chiamate "private", alcune delle quali sono state riconosciute dall’autorità della Chiesa. Esse non appartengono tuttavia al deposito della fede. Il loro ruolo non è quello di "migliorare" o di "completare" la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica. Guidato dal Magistero della Chiesa, il senso dei fedeli sa discernere e accogliere ciò che in queste rivelazioni costituisce un appello autentico di Cristo o dei suoi santi alla Chiesa. La fede cristiana non può accettare "rivelazioni" che pretendono di superare o correggere la Rivelazione di cui Cristo è il compimento. È il caso di alcune Religioni non cristiane ed anche di alcune recenti sette che si fondano su tali "rivelazioni" » |
Una rivelazione privata non è vincolante per la fede dei credenti, anche se questa viene prudentemente giudicata veritiera dalla Chiesa cattolica e addirittura nemmeno se viene riconosciuta la santità dello stesso veggente.
Sull'assenso da prestare alle rivelazioni che la Chiesa ritiene autentiche e che vengono approvate dall’autorità ecclesiastica, ha raccolto un parziale consenso la posizione del card. Prospero Lambertini, futuro papa Benedetto XIV, che nel suo trattato sulla beatificazione e la canonizzazione dei servi di Dio si esprime così: "Bisogna sapere che questa approvazione non è nient'altro che il permesso, dopo maturo esame, di pubblicare [tali rivelazioni] per l’edificazione e l'utilità dei fedeli: cosicché alle rivelazioni così approvate, sebbene non si debba né si possa prestare un assenso di fede cattolica, è dovuto tuttavia un assenso di fede umana secondo le regole della prudenza, per cui queste rivelazioni sono probabili e si possono religiosamente credere".[26]
Questa posizione teologica risulta essere condivisa dal card. Joseph Ratzinger, attuale papa Benedetto XVI, che la cita nel suo commento teologico dell'anno 2000 alla presentazione del terzo segreto di Fatima.[27]
Per contro, l'idea che alle rivelazioni private si debba dare ossequio di fede divina, è largamente diffusa nella teologia.[28][29]
Per quanto riguarda la questione relativa al deposito della fede esistono diverse posizioni: per alcuni teologi, come ad esempio Antonio Royo Marin, pur ritenendo che le rivelazioni private debbano essere credute per fede divina, non ritengono che possano far parte del deposito della fede[30], altri teologi esprimono posizioni di apertura sul poter considerare queste rivelazioni come un patrimonio da assimilare al deposito.[31][32]
Per quanto riguarda l'obbligo a farne uso o meno ai fini della professione della fede il card. Joseph Ratzinger, in qualità di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, nell'anno 2000 afferma: "Un tale messaggio può essere un valido aiuto per comprendere e vivere meglio il Vangelo nell'ora attuale; perciò non lo si deve trascurare. E' un aiuto, che è offerto, ma del quale non è obbligatorio fare uso."[27]
Una posizione particolare sul tema delle rivelazioni la offre S.Giovanni della Croce che afferma: "chi volesse interrogare il Signore e chiedergli visioni o rivelazioni, non solo commetterebbe una stoltezza, ma offenderebbe Dio, perché non fissa il suo sguardo unicamente in Cristo e va cercando cose diverse o novità al di fuori di Lui."[33] Questa espressione non vuole negare la possibilità delle rivelazioni private, che la Chiesa, sin dalle origini, non ha mai messo in dubbio, ma vuole ammonire i fedeli a non interrogare, chiedere o peggio pretendere tali doni che sono invece elargiti da Dio, come grazie gratis date, con somma libertà e sapienza. Dio infatti non vuole che le anime ricerchino la conoscenza per via soprannaturale[34]
[modifica] Discernimento
Per essere approvata, naturalmente, non deve essere in contrasto con la rivelazione pubblica e non deve (né può se è vera, secondo la Chiesa) aggiungere nulla ad essa. Il giudizio ufficiale della Chiesa è comunque importante per i fedeli in modo da evitare di essere ingannati (in caso di giudizio negativo) o di non perdere una occasione che spinga alla conversione e ad una fede più solida (in caso positivo).
Molte apparizioni mariane ad esempio sono state approvate, anche grazie ad eventi straordinari ritenuti dalla Chiesa veri miracoli dopo accurate indagini mediche e scientifiche, come nel caso di alcune guarigioni a Lourdes. Secondo altri studiosi non cattolici[35], invece, non esiste alcuna evidenza della realtà di queste apparizioni, guarigioni o rivelazioni.
Quindi, l'approvazione ecclesiastica di una comunicazione celeste significa primariamente che in essa non vi è nulla contro la fede e i buoni costumi; secondariamente che è permesso di pubblicarla; in terzo luogo che i fedeli sono espressamente autorizzati ad accordarle prudentemente il loro assenso.
[modifica] Note
- ^ Vedi Concilio di Trento, Denzinger, Enchiridion Symbolorum, n.1540 e 1566 dove si usa speciale (speciali revelatione) e non privata.
- ^ Giovanni Paolo II ha usato il termine "speciale" piuttosto che "privata", nell'udienza generale del Mercoledì, 28 luglio 1999, dedicata al tema "L'Inferno come rifiuto definitivo di Dio", affermando:"La dannazione rimane una reale possibilità, ma non ci è dato di conoscere, senza speciale rivelazione divina, se e quali esseri umani vi siano effettivamente coinvolti."
- ^ http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20000626_message-fatima_it.html
- ^ a b A.Royo Marin, Teologia della perfezione cristiana, n.602 Natura teologica delle rivelazioni
- ^ http://www.zenit.org/article-10826?l=italian
- ^ Concilio Vaticano II, cost.dogm. Dei Verbum, n.2, “...Cristo, il quale è insieme il mediatore e la pienezza di tutta intera la rivelazione.”
- ^ Pio X, Denzinger, Enchiridion Symbolorum, n.3421; ove si condanna l'errore:"21. La rivelazione che costituisce l'oggetto della fede cattolica, non terminò con gli apostoli."
- ^ a b Concilio Vaticano II, cost.dogm. Dei Verbum, n.4, “L'economia cristiana dunque, in quanto è l'alleanza nuova e definitiva, non passerà mai, e non si deve aspettare alcuna nuova rivelazione pubblica prima della gloriosa manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo.”
- ^ Card.J.Ratzinger, Commento teologico alla presentazione del terzo segreto di Fatima, par. Rivelazione pubblica e rivelazioni private - il loro luogo teologico; "L'insegnamento della Chiesa distingue fra la "rivelazione pubblica" e le "rivelazioni private". Fra le due realtà vi è una differenza non solo di grado ma di essenza. Il termine "rivelazione pubblica" designa l'azione rivelativa di Dio destinata a tutta quanta l'umanità, che ha trovato la sua espressione letteraria nelle due parti della Bibbia: l'Antico ed il Nuovo Testamento."; e più avanti "Il fatto che l'unica rivelazione di Dio rivolta a tutti i popoli è conclusa con Cristo e con la testimonianza a lui resa nei libri del Nuovo Testamento vincola la Chiesa all'evento unico della storia sacra e alla parola della Bibbia,..."
- ^ La differenza fra le due interpretazioni non è marginale. Ad esempio possiamo notare che la seconda definizione esclude l'Antico Testamento dalla rivelazione pubblica, la quale avrebbe avuto inizio con la venuta del Messia, cioè Gesù. Alcuni teologi, con un'accezione intermedia fra le posizioni elencate, si riferiscono a rivelazioni fatte da Dio a singole persone nell'Antico Testamento. chiamandole rivelazioni private. cfr. Card. J.De Lugo, Disputationes scholasticae et morales, Tomus I, Disputatio I, Sectio XI, n.232; "Item Adamus ex privata revelatione credidit; Noe ex privata revelatione credidit futurum diluvium; Abraham nascitur filium, etc."
- ^ Questo implica anche che fra la prima venuta di Gesù e la seconda venuta gloriosa che avverrà alla fine dei tempi, nessuno potrà avere la pretesa di essere una nuova incarnazione del Verbo.
- ^ Il carisma profetico è infatti dato per l'edificazione comune, cfr. 1Cor 14,5 “Vorrei vedervi tutti parlare con il dono delle lingue, ma preferisco che abbiate il dono della profezia; in realtà è più grande colui che profetizza di colui che parla con il dono delle lingue, a meno che egli anche non interpreti, perché l'assemblea ne riceva edificazione.”
- ^ "Ci sono poi rivelazioni private che hanno un carattere universale come Fatima e Lourdes." Cfr. P.Del Zotto, Per una teologia delle rivelazioni private, in Antonianum 64(1989), Pontificium Athenaeum Antonianum, Roma, Pg.322
- ^ G.M.Roschini, La Madonna negli scritti di Maria Valtorta, cap.3, pg.22; Riguardo al valore delle rivelazioni private, vi sono tre sentenze: due opposte ed una intermedia...
- ^ Gianni Colzani, in Introduzione a, Karl Rahner, Visioni e Profezie, Pag.20-21;"Il dibattito teologico sulle visioni e sulle apparizioni non è certo terminato con il lavoro di Karl Rahner. Il problema rimane aperto e dibattuto anche oggi: una semplice scorsa alla principale bibliografia posteriore al suo lavoro (vedi nota 27 nel libro) basterebbe a provarlo.
- ^ Niels Christian Hvidt, Il problema della profezia cristiana, Intervista al card.Joseph Ratzinger del 16 marzo 1998, Introduzione; "Effettivamente non è mai stata sviluppata una vera e propria teologia della profezia cristiana..."
- ^ A conferma della estrema importanza e delicatezza dell'argomento, possiamo osservare che nonostante la Chiesa cattolica ne riconosca senza dubbio l'esistenza, le due costituzioni dogmatiche del Concilio Vaticano II sulla Rivelazione e sulla Chiesa (rispettivamente Dei Verbum e Lumen Gentium) non citano mai direttamente le rivelazioni private
- ^ cfr. CCC 67; "Lungo i secoli ci sono state delle rivelazioni chiamate "private", alcune delle quali sono state riconosciute dall'autorità della Chiesa."
- ^ Cf.Meynard, Trattato della vita interiore, Vol.2, n.322
- ^ A.Royo Marin, Teologia della perfezione cristiana, n.599 Esistenza
- ^ Il Veggente è infatti colui che vede.
- ^ S.Caterina da Siena,Il dialogo della divina provvidenza,Ed.Cantagalli,2001,Pg.14,"Lo straordinario è che Caterina dettava soltanto quando, in forza del rapimento, i suoi sensi sembravano come morti. Durante il tempo dell'estasi, i suoi occhi non vedevano, i suoi orecchi non udivano, le sue narici non sentivano l'odore,[...] Trovandosi in questo stato, tuttavia, poté dettare quel libro, per farci capire che esso fu composto non per alcuna virtù naturale, ma per virtù dello Spirito Santo che operava in lei."
- ^ A.Royo Marin, Teologia della perfezione cristiana, n.575
- ^ A. Royo Marin, Teologia della perfezione cristiana, n.546
- ^ CCC n.67
- ^ De servorum Dei beatificatione, et beatorum canonizatione
- ^ a b http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20000626_message-fatima_it.html
- ^ Il teologo Antonio Royo Marin afferma che riconosciute come (autentiche) dopo un prudente giudizio, coloro che le hanno ricevute direttamente debbono senza alcun dubbio inchinarsi con rispetto dinanzi ad esse. I teologi discutono se questa adesione debba essere in essi un atto di fede divina; "l'opinione affermativa sembra più accettabile." Tale obbligo si estende anche a coloro ai quali Dio ordina d'intimare i suoi disegni, purché abbiano le prove certe dell'autenticità di questa rivelazione. A. Royo Marin, Teologia della perfezione cristiana, n.600, Pg.1076
- ^ A sostegno di questa tesi: J. de Lugo, Disp.scholasticae et morales, Tomus I: De virtude fidei divinae, Disputatio I, Sectio XI, n.240; R.P.Martinez de Ripalda, De ente supernaturali, Tomus VII, Disputatio VII: de revelatione privata, Sectio II; P.Del Zotto, Per una teologia delle rivelazioni private; card. Ximenes o.f.m., Annotationes de mystica Civitate Dei, annot. 5,8; Bartolomeo Mastri di Meldola, De virtutibus theologalibus, Disputatio VI, Q.10, art.2, n.299
- ^ A. Royo Marin, Teologia della perfezione cristiana, n.600, Pg.1075
- ^ P.Del Zotto, Per una teologia delle rivelazioni private, op.cit.
- ^ P.Cristoforo de Vega(1595-1672), nel suo trattato "Theologiae Marianae" (Pars Prior, Certamen XVI, n.391, Pag. 120) asserisce che il Sommo Pontefice Innocenzo X(1644-1655), sulla base delle rivelazioni private di S.Brigida di Svezia(1303-1373), avrebbe potuto dirimere la controversia concezionalista definendo dogma di fede l'Immacolata Concezione, e cita anche un importante pronunciamento di Papa Pio I (II secolo), che nel decreto in cui stabilisce che la Pasqua venga da tutti celebrata nel giorno di Domenica cita il comando ricevuto in proposito dall'Angelo vestito da pastore che apparve ad Erma, dottore della fede e delle scritture.
- ^ S.Giovanni della Croce, Salita del monte Carmelo, Libro II, Cap 22, par.3-5
- ^ S.Giovanni della Croce, Salita del monte Carmelo, Libro II, Cap.22, Par.2
- ^ La Chiesa cattolica, infatti, riconosce ufficialmente tali miracoli che sono anche condizione necessaria per i processi di canonizzazione
[modifica] Bibliografia
- Catechismo della Chiesa Cattolica(CCC), Ed. Libreria Editrice Vaticana, 1999, ISBN 8820926385
- Heinrich Denzinger, Enchiridion Symbolorum, Bologna, Ed. Dehoniane(EDB), 2003, ISBN 8810205626
- Antonio Royo Marin, Teologia della perfezione cristiana, Ed. San Paolo, 2003, ISBN 8821512894
- Concilio Vaticano II, Costituzione Dogmatica Dei Verbum, Ed. Paoline, 1965, ISBN 8831502212
- Concilio Vaticano II, Costituzione Dogmatica Lumen Gentium, Ed. Paoline, 1965, ISBN 8831503006
- Karl Rahner, Visioni e profezie, Ed. Vita e Pensiero, 1995 Seconda edizione, ISBN 8834338766
- Christobal de Vega, Theologiae Marianae, Ed. Lugduni:sumptibus Philip Borde L. Arnaud & Cl. Rigaud, 1653, Pars Prior
- Juan de Lugo. card., Disputationes scholasticae et morales, Tomus I: De virtude fidei divinae, Ed. Parisiis : L. Vivès, 1891
- R.P.Joannis Martinez de Ripalda, De ente supernaturali, Tomus VII, Ed. Parisiis : L. Vivès, 1871-1873
- P.Cornelio Del Zotto, Per una teologia delle rivelazioni private, in Antonianum 64(1989), Pontificium Athenaeum Antonianum, Roma, Da pg.308 a 329
- P.Gabriele Maria Roschini, La Madonna negli scritti di Maria Valtorta, Ed. Centro Editoriale Valtortano, 1986, ISBN 8879870432
- Il dialogo della divina provvidenza, Siena, Ed. Cantagalli, 2001, ISBN 8882720004
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Il problema della profezia cristiana, Intervista al card. Joseph Ratzinger
- Lo "status" teologico del messaggio di Fatima, don Pietro Cantoni, Cristianità n. 313 (2002). Contiene una sintesi della dottrina sulle rivelazioni private
- Visioni, dal sito CICAP
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