Margherita Maria Alacoque

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Santa Margherita Maria Alacoque
Antonio Ciseri, La "Visione del Cuore di Gesù di Margherita Maria Alacoque", (1888). Firenze, Chiesa del Sacro Cuore.
Antonio Ciseri, La "Visione del Cuore di Gesù di Margherita Maria Alacoque", (1888). Firenze, Chiesa del Sacro Cuore.

Monaca e mistica

Nascita Verosvres, 22 luglio 1647
Morte Paray-le-Monial, 17 ottobre 1690
Venerata da Chiesa cattolica
Beatificazione 18 settembre 1864
Canonizzazione 13 maggio 1920
Ricorrenza 16 ottobre, 17 ottobre
Patrona di devoti del Sacro Cuore di Gesù

Margherita Maria Alacoque (Verosvres, 22 luglio 1647Paray-le-Monial, 17 ottobre 1690) è stata una monaca e mistica francese che fu canonizzata da papa Benedetto XV nel 1920.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Santa Margherita Maria Alacoque con il Sacro Cuore di Gesù.
La Beata Maria del Divin Cuore e Santa Margherita Maria Alacoque in adorazione del Sacro Cuore di Gesù.

Margherita Alacoque nacque a Lautecourt nei pressi di Verosvres nel dipartimento di Saone e Loira, nella Borgogna, il 22 luglio 1647. Era figlia di genitori ferventi cristiani, suo padre era il notaio Claude Alacoque e sua madre, Philiberte Lamyn, era anch'essa figlia di un notaio. Ebbe quattro fratelli: due, di salute cagionevole, morirono intorno all'età di vent'anni, mentre Chrysostome, il maggiore, prese le veci del padre[non chiaro] quando questi morì e l'altro fratello divenne curato di Bois Sainte-Marie.

Nella sua autobiografia Margherita Maria Alacoque narra di aver fatto voto di castità all'età di cinque anni[1]. Il padre morì quando lei aveva otto anni, la madre la inviò perciò in un collegio gestito da suore Clarisse. Nel 1661 racconta che le apparve la Madonna. Nel 1669, all'età di 22 anni, ricevette la cresima; con l'occasione fece aggiungere al suo nome anche quello di Maria.

Margherita Maria Alacoque decise di entrare in monastero e, nonostante l'opposizione della famiglia che voleva per lei un matrimonio, entrò nell'ordine della Visitazione.

Nel monastero di Paray-le-Monial[modifica | modifica sorgente]

Dopo alcuni anni di vita nel monastero della Visitazione di Paray-le-Monial, il 27 dicembre 1673 Margherita Maria Alacoque riferì di aver avuto un'apparizione di Gesù, che le avrebbe domandato una particolare devozione al suo Sacro Cuore. Margherita Maria Alacoque affermò di aver avuto tali apparizioni per 17 anni, sino alla morte.

L'incontro con Claude La Colombière[modifica | modifica sorgente]

Per queste presunte apparizioni, Margherita Maria Alacoque venne malgiudicata dai superiori e osteggiata dalle consorelle, tanto che essa stessa ebbe a dubitare della loro autenticità.

Di diverso parere era il gesuita Claude La Colombière, profondamente convinto dell'autenticità delle apparizioni il quale, divenuto direttore spirituale della Alacoque, la difese anche dalla Chiesa locale, la quale giudicava le apparizioni come "fantasie" mistiche.

Divenuta maestra delle novizie, all'indomani della sua morte, avvenuta nel 1690, due sue discepole, compilarono una Vita di suor Margherita Maria Alacoque.

Autobiografia[modifica | modifica sorgente]

La richiesta di La Colombière[modifica | modifica sorgente]

Margherita Maria Alacoque riceve dal suo direttore spirituale l'ordine di scrivere le sue esperienze ascetiche. Sebbene acconsenta a motivo del suo voto di obbedienza, ella inizia l'autobiografia[2] sottolineando tutto il suo disgusto per quanto le viene chiesto:

« Soltanto per amor Tuo, o mio Dio, mi sottometto all'obbedienza di scrivere queste memorie e ti chiedo perdono della resistenza che fino ad ora ti ho opposta. E siccome Tu solo sai quanto forte sia la mia ripugnanza, Tu solo puoi concedermi la forza di superarla. »
« Devo farmi estrema violenza per scrivere tutte queste cose che avevo tenute nascoste con tanta gelosia e tante precauzioni per il futuro. »

Afferma di ricevere in una rivelazione privata la conferma ad andare avanti nello scrivere, seppure dalle sue parole traspaia che ella riteneva i suoi racconti esclusivamente diretti al suo direttore spirituale:

« Queste parole mi dettero un gran coraggio, ma la paura, che questo mio scritto cada sotto lo sguardo altrui, continua; »

Vita religiosa e rivelazioni[modifica | modifica sorgente]

Dall'autobiografia apprendiamo che ella sentì la vocazione alla vita religiosa fin dall'infanzia, quando neppure comprendeva appieno cosa significasse:

« Oh, mio unico amore, quanto vi sono grata per avermi protetta sin dalla prima gioventù, divenendo signore e padrone del mio cuore [...] E senza sapere cosa volessero esattamente dire, mi sentivo di continuo forzata a pronunciare queste parole: «O mio Dio, vi consacro la mia purezza e vi faccio voto di perpetua castità». »

In seguito, racconta che a partire dal 27 dicembre 1673 Gesù le apparve ripetute volte.

In quella che viene chiamata la grande rivelazione, scrive che Gesù le mostrò il suo Sacro Cuore e le chiese che il venerdì dopo l'ottava del Corpus Domini fosse celebrata una festa per rendere culto al Sacro Cuore[3].

Alacoque afferma anche di aver ricevuto da Gesù una grande promessa: a chi riceverà la comunione per nove mesi consecutivi, ogni primo venerdì del mese, verrà fatto il dono della penitenza finale. Esso consiste nella possibilità per il devoto di non morire in stato di peccato, né senza ricevere i sacramenti.

Margherita Maria prosegue affermando di aver ricevuto per 17 anni rivelazioni, nelle quali veniva chiamata da Gesù "discepola prediletta", ricevendo i "segreti del suo cuore divino" nonché la conoscenza della "scienza dell'amore".

Mortificazioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi q:Margherita Maria Alacoque.

L'autobiografia di Margherita Maria Alacoque contiene racconti di rivelazioni private ma anche di mortificazioni corporali. La Santa scrisse l'autobiografia in obbedienza a Padre Claudio la Colombière che le impose di scrivere tutto quello che avveniva nella sua anima, nonostante la sua estrema ripugnanza nell'eseguire quest'ordine.

Culto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sacro Cuore di Gesù.

La notorietà di Margherita Maria Alacoque è dovuta al fatto che le rivelazioni che ella racconta di aver ricevuto porteranno allo sviluppo del culto e all'istituzione della solennità liturgica del Sacro Cuore di Gesù. In questo senso Margherita Maria Alacoque si affianca ad altri religiosi, come san Giovanni Eudes e il gesuita Claude La Colombière, suo padre spirituale, che favorirono tale culto. Il culto del Sacro Cuore di Gesù era già presente in epoca precedente, ma in modo meno popolare; è documentato da evidenti tracce storiche risalenti ai secoli XIII-XIV, soprattutto nella mistica tedesca.

In memoria e onore di questo culto venne portata a compimento l'edificazione della Basilica del Sacro Cuore nel quartiere di Montmartre a Parigi, accessibile dal 1876.

All'apertura canonica della sua tomba nel luglio 1830, il corpo di Santa Margherita Maria è stato trovato incorrotto, e tale è rimasto, conservato sotto l'altare della cappella della Visitazione di Paray-le-Monial.

Il 18 settembre 1864 Margherita Maria Alacoque fu beatificata da papa Pio IX, e poi canonizzata nel 1920, durante il pontificato di papa Benedetto XV. La sua memoria liturgica ricorre il 16 ottobre, mentre nel calendario delle ricorrenze religiose la festa in onore del Sacro Cuore di Gesù è stata stabilita per il venerdì successivo la II domenica dopo Pentecoste.

Nel 1928 Papa Pio XI riconobbe nell'enciclica Miserentissimus Redemptor la credibilità da parte della Chiesa cattolica delle visioni a Margherita Maria Alacoque, affermando che Gesù "si manifestò a Santa Margarita Maria".

Opere[modifica | modifica sorgente]

Istruzioni, Preghiere e cantici, e un'autobiografia. Nella prima edizione del 1920, la più completa mai data alle stampe, questi scritti non superavano nell'insieme le ottocento pagine.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Chi è S. Margherita Maria Alacoque
  2. ^ (ES) Margarita Maria de Alacoque, Vida y obras principales, Madrid, Cor Jesus, 1977, ISBN 8440025289.
  3. ^ La festa verrà stabilita ufficialmente dalla Chiesa cattolica nel 1856, oltre 160 anni dopo la sua morte.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Margareth Trouncer, L'amante di Dio, 1956
  • Ivan Gobry, Margherita Maria Alacoque e le rivelazioni del Sacro Cuore, 1989
  • Alberto Macchi, Pompeo Batoni e il Sacro Cuore di Gesù, Prefazione di P. Casimiro Przydatek S.J., Colosseo Editore, Roma 2006 (Note)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 44302293 LCCN: n81040239