Panicale

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Panicale
comune
Panicale – Stemma Panicale – Bandiera
Palazzo del Podestà
Palazzo del Podestà
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Provincia Provincia di Perugia-Stemma.png Perugia
Amministrazione
Sindaco Luciana Bianco (centrosinistra) dal 10/06/2009
Territorio
Coordinate 43°02′00″N 12°06′00″E / 43.033333°N 12.1°E43.033333; 12.1 (Panicale)Coordinate: 43°02′00″N 12°06′00″E / 43.033333°N 12.1°E43.033333; 12.1 (Panicale)
Altitudine 431 m s.l.m.
Superficie 79,26 km²
Abitanti 5 983[1] (31-12-2010)
Densità 75,49 ab./km²
Frazioni Casalini, Cerreto, Colgiordano, Colle Calzolaro, Colle San Paolo, Gioveto, Lemura, Macereto, Migliaiolo, Mirabella, Missiano, Mongiovino, Montale, Poggio di braccio, Tavernelle, Terrazzella, Via delle parti
Comuni confinanti Castiglione del Lago, Magione, Paciano, Perugia, Piegaro
Altre informazioni
Cod. postale 06064, 06068
Prefisso 075
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 054037
Cod. catastale G308
Targa PG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti panicalesi
Patrono san Michele Arcangelo
Giorno festivo 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Panicale
Posizione del comune di Panicale all'interno della provincia di Perugia
Posizione del comune di Panicale all'interno della provincia di Perugia
Sito istituzionale

Panicale è un comune italiano di 5.741 abitanti della provincia di Perugia. Sorge su una collina ai piedi del monte Petrarvella (641 m s.l.m.) nella Val di Chiana romana, situata tra la vallata del lago Trasimeno e la valle del fiume Nestòre.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Panicale è situato in Umbria ma dista solamente 15 km dalla Toscana. Inoltre, è permanentemente connessa con Arezzo, Firenze e Siena oltre ad esserlo con Perugia, soprattutto per la sua posizione geografica strategica e per la fertilità delle sue terre, favorita dal clima leggermente mitigato dalla presenza del lago Trasimeno. Le distanze dalle città principali più vicine a Panicale sono:

Panicale fa parte di:

Il comune è stato insignito della Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Vista delle mura medievali del Fosso Largo di Panicale
Le origini del nome

Per quanto riguarda l'etimologia del nome "Panicale" ci sono diverse ipotesi: una lo fa derivare da pan colis, cioè "luogo dove si coltiva il panìco" (un cereale simile al miglio), ipotesi riportata anche nello stemma del comune; un'altra, la più probabile, da Pani calet cioè "luogo dove ardono are al dio Pan". Meno probabile è Pan Kalon, dal greco "dove tutto è bello", ipotizzata dallo storico locale Corintio Corsetti nel XVII sec.

Si ipotizza che l'origine di Panicale sia antichissima anche se non ci sono fonti certe che lo testimoniano. Nel Medioevo la storia del castello di Panicale è legata a quella di Perugia, sia economicamente che militarmente. Infatti Panicale è sia un importante centro per il rifornimento di cibo (pane e carne), sia un avamposto di Perugia verso ovest e la Val di Chiana. Nel XIII secolo si sottomette alla Signoria di Perugia, anche se ebbe una discreta autonomia. Fatto molto importante è la prima compilazione di uno Statuto (1316), redatto in latino dal notaio Pietro di Vannuccio Vannucci, che sarà sviluppato e modificato nel 1356 e nel 1386. Nel 1484 lo Statuto sarà tradotto in volgare per facilitarne la comprensione ai cittadini. Dal 1416 al 1424 il capitano di ventura Braccio da Montone è signore di Perugia e di conseguenza governa anche Panicale, per la quale inizierà così una lunga serie di Signorie che la assoggetteranno per molti anni. Durante il Rinascimento Panicale vive un periodo di sviluppo economico, espansione territoriale e di generale benessere, che consente la realizzazione di diverse opere d'arte da parte di artisti celebri come Il Perugino.

Nel 1540 Perugia viene conquistata dallo Stato pontificio che manterrà il controllo sulla zona (quindi Panicale compresa) fino all'Unità d'Italia, eccezion fatta per gli anni dell'occupazione napoleonica. Vengono così introdotte nuove leggi, norme e regolamenti che sostituiranno il vecchio Statuto del 1316.

Il XVII secolo è per Panicale un secolo di lento declino. L'11 e il 12 maggio 1798 l'esercito napoleonico entra in Panicale e decreta la sospensione del potere papale.

Nel 1860 viene annessa al Regno d'Italia.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma è diviso in due parti: a sinistra c'è il grifo perugino: infatti Panicale combatté molte battaglie al fianco di Perugia, che, in particolare, in occasione della vittoriosa difesa di Perugia dall'assedio dei Bretoni (1378) da parte del condottiero panicalese Boldrino Paneri,[2] in segno di gratidudine concesse a Panicale di usare il suo simbolo in quanto città dominante; a destra c'è una torre avente tre torricelle con merlatura guelfa e ai fianchi due spighe di panìco, dalle quali deriverebbe una delle ipotesi riguardo l'origine del nome di Panicale.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Palazzi storici[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo del Podestà (XIII - XIV secolo)
  • Casa di Boldrino Paneri (XIII secolo)
  • Antica Posta di Braccio (XV secolo)
  • Palazzo Landi - sede comunale (XV - XVI secolo)
  • Palazzo Pretorio (XIV secolo)

Teatro Cesare Caporali (XVII - XIX secolo)[modifica | modifica wikitesto]

Teatro Cesare Caporali

I panicalesi il 14 agosto 1692 fondarono una società di giovani, che “per fuggire l'ozio ed unire gli animi (…) avendo portato a buon termine un nuovo teatro”, come recita il documento originale, si impegnò a rappresentare ogni anno nuovi drammi. Nel 1786, grazie ad una nuova accademia teatrale, il teatro venne ricostruito da Francesco Tarducci e fu denominato Teatro del Sole. La sala rettangolare era composta da un palcoscenico, una platea e da una galleria sorretta da colonne. Nel 1856 il Teatrino venne arricchito di 24 palchetti e sei barcacce, distribuiti in due ordini, da Giovanni Caproni che ampliò il palcoscenico e sopra i palchi progettò un loggione con ringhiera di ferro fuso. Il pittore perugino Alceste Ricci ne decorò l'interno con ornati a colori, dorature e stucchi, conferendo eleganza al nuovo teatro Cesare Caporali (1530-1601), così denominato per celebrare il poeta “bernesco” di probabili origini panicalesi. Nel 1869 Mariano Piervittori, celebre pittore marchigiano attivo in zona, dipinse il sipario rappresentando il capitano di ventura Boldrino Paneri da Panicale mentre riceve le chiavi della città di Perugia da lui liberata dall'assedio dei Bretoni. In questo spazio, per 318 anni, la tradizione teatrale si è perpetuata, anche se nel 1957, per un trentennio, si è trasferita in un altro teatrino a causa della chiusura per inagibilità. Il Caporali è stato riaperto al pubblico nel novembre del 1994 dopo un radicale restauro e ospita ogni anno molteplici spettacoli e, grazie alla Compagnia del Sole che lo gestisce, ogni anno rare produzioni di prosa e musica.

Chiese, santuari e collegiate[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti storici[modifica | modifica wikitesto]

  • Fontana del XV secolo
  • Porta Fiorentina (XIII - XIV secolo)
  • Porta Perugina (XIX secolo)
  • Castello di Montalera

Musei e pinacoteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo del Tulle (ex Chiesa di Sant'Agostino sede della confraternita della Frusta XIII - XVI secolo)
  • Museo degli arredi sacri (dentro la Chiesa della Madonna della Sbarra)
  • Pinacoteca Francesco Mariottini (Palazzo Landi oggi sede del municipio XVI secolo)
  • Teatrino Parrocchiale (ex Chiesa di San Giovanni Battista e della Arciconfraternita della Morte XVI secolo)
  • Sede della scuola del Tulle (ex Chiesa della Madonna della Spera o del Rosario sede della Confraternita del Sacramento XVI secolo)
  • Teatrino Parrocchiale in frazione Missiano (costruito dagli abitanti della frazione nel 1937, poi caduto in disuso a fine anni '60, è stato restaurato e riaperto il 10 aprile 2011)

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Vista del Lago Trasimeno e della Val di Chiana romana e aretina da Panicale

Il Lunedì di Pasqua il Fosso Largo, ovvero l'antica via del fosso esposta a Sud, viene chiusa al traffico per dare modo ai Panicalesi di divertirsi con l'antico Gioco del Formaggio. Il terzo venerdì di settembre fino alla domenica si svolge la Festa dell'Uva, che prevede alla domenica pomeriggio una sfilata di carri allegorici costruiti dai quattro rioni storici chiamati Centro Storico, Rosario, Colgiordano e Aldo Moro al termine della quale viene premiato il più bello; la festa si conclude con una cena a base di prodotti tipici. I temi dei carri possono riguardare la storia o l'attualità, ma devono essere pertinenti con l'uva e il vino.

L'ultima domenica di ottobre si svolge la Festa della Castagna, mentre nei primi giorni di settembre si svolge a Tavernelle la Festa della Pannocchia.

Per quanto riguarda gli eventi religiosi sono da menzionare:

  • la processione del Cristo Morto del venerdì santo. In questa processione avviene l'ostensione del Cristo ligneo conservato nella collegiata. La processione ha radici remotissime e vede protagoniste alte croci di 4-8 metri denominate "tronchi" portate da tre confraternite: la prima detta "La Frusta o disciplinati" con origini trecentesche con cappa bianca e pellegrina rossa, la seconda "Il Sacramento" di origini quattrocentesche con cappa turchina e pellegrina rossa e la terza "La Morte" con origini nel XVI sec. con cappa e pellegrina nere;
  • il 24 e 25 aprile a Mongiovino (una piccola frazione) si svolge la Festa di San Giorgio durante la quale si ricorda un miracolo accaduto il 23 aprile 1513. Andreana, la ragazza alla quale era apparsa la Madonna, stava distribuendo il cibo agli operai che lavoravano per la costruzione del Santuario; il pane però era poco e non riusciva a sfamare tutti, ma, tutto ad un tratto, iniziò a moltiplicarsi.

A settembre si tiene il Festival organistico Morettini, dal nome di una famosa famiglia di organari perugini, che hanno lasciato uno dei loro migliori organi nella Collegiata di San Michele Arcangelo costruito nel 1835.

Persone legate a Panicale[modifica | modifica wikitesto]

Veduta di Panicale dal monte Petrarvella
  • Boldrino da Panicale, il cui vero nome era Giacomo Paneri (Panicale, 1331 – Macerata, 1390), condottiero.
  • Cesare Caporali (Perugia, 1531 – Castiglione del Lago, 1601), poeta di corte dei Della Corgna.
  • Mario Saccallossi (Panicale, 1539 - 1614), condottiero contro i turchi in Ungheria.
  • Virgilio Ceppari (Panicale, 1564 - Roma, 1631) religioso e teologo gesuita.
  • Silvestro Pepi (Panicale, 1570 - 1641), frate cappuccino e geografo.
  • Suor Maria Virginia, al secolo Margherita, Saccallossi (Panicale, 1612 - 1678), educatrice.
  • Gregorio Sellari o Selleri (Panicale, 1654 – Roma, 1729), religioso e teologo domenicano.
  • Leone Paci (Panicale, 1887 - Milano, 1981), baritono.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Panorama sulla campagna della Val di Chiana romana e senese dal Fosso Stretto di Panicale

L'economia di Panicale e del suo territorio è prevalentemente agricola: importante è la presenza degli oliveti, diffusi in tutta la zona, che forniscono un olio privo di acidità e che rappresenta uno dei pilastri della cucina locale. Nei boschi si trovano asparagi e molte varietà di funghi. Altro settore importante è quello dell'artigianato, fra le cui produzioni le più importanti sono quelle del ferro battuto e del tulle. L'attività industriale è diffusa nella frazione di Tavernelle, con fabbriche che spaziano dall'industria chimica (vernici) a quella tessile, da quella elettronica a quella delle casseforti e degli strumenti di chiusura delle porte. Questa fabbrica, a causa della crisi che, nel 2005, ha colpito alcune aziende della Valnestore, provocando vertenze sindacali e periodi di cassa integrazione, ha però deciso di trasferire tutta la produzione nella sua sede centrale di Faenza, provocando la perdita del lavoro a quasi 200 famiglie.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Panicale è gemellata con:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Gino Franceschini. Boldrino da Panicale (1331?-1391). Contributo alla storia delle milizie mercenarie italiane. Deputazione di Storia Patria per l'Umbria. Perugia. 1949.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sabrina Caciotto-Elvio Lunghi, Panicale in Umbria. Il castello e il suo territorio, Perugia, Fabrizio Fabbri Editore, 2009.
  • Gustavo Grifoni, Memorie Istoriche su Panicale Terra Etrusco-Umbra, Milano, Roma, Napoli, Casa Editrice Dante Alighieri, 1918.
  • Luigi Innamorati, Cenno Storico della Terra di Panicale, Perugia, Fabrizio Fabbri Editore, 1861.
  • Luciano Lepri, Alla scoperta di Panicale, Perugia, Guerra Edizioni, 1994.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]