Trequanda

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Trequanda
comune
Trequanda – Stemma Trequanda – Bandiera
Panorama
Panorama
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Siena-Stemma.png Siena
Amministrazione
Sindaco Roberto Machetti (Uniti per il Comune) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 43°11′00″N 11°40′00″E / 43.183333°N 11.666667°E43.183333; 11.666667 (Trequanda)Coordinate: 43°11′00″N 11°40′00″E / 43.183333°N 11.666667°E43.183333; 11.666667 (Trequanda)
Altitudine 453 m s.l.m.
Superficie 63,98 km²
Abitanti 1 380[1] (31-12-2010)
Densità 21,57 ab./km²
Frazioni Castelmuzio, Petroio
Comuni confinanti Asciano, Pienza, Rapolano Terme, San Giovanni d'Asso, Sinalunga, Torrita di Siena
Altre informazioni
Cod. postale 53020
Prefisso 0577
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 052036
Cod. catastale L384
Targa SI
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti trequandini
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Trequanda
Posizione del comune di Trequanda all'interno della provincia di Siena
Posizione del comune di Trequanda all'interno della provincia di Siena
Sito istituzionale

Trequanda è un comune italiano di 1.383 abitanti[2] della provincia di Siena in Toscana, situato al confine tra la Val d'Orcia e le Crete Senesi. Il paese è facilmente raggiungibile dall'autostrada A1 (uscita Valdichiana) da cui dista circa 12 km.

Il comune è stato insignito del prestigioso riconoscimento Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Trequanda lo si fa derivare dal toponimo etrusco Tarkonte, mitico eroe etrusco o da "terram quandam" una certa terra, ovvero particolare. Certamente i primi insediamenti furono etruschi come dimostrano ritrovamenti archeologici e nomi dei luoghi (Cennano, Sicille, Malcensis, Asso) per poi passare dalla dominazione romana a quella dei Longobardi e Franchi. Documenti storici del 1198 parlano per la prima volta di Trequanda, feudo dei Cacciaconti della Scialenga, famiglia di origine franco-salica a cui l'imperatore Ottone IV nel 1211 accordò il permesso di riscuotere gabella di pedaggio nella corte e nella terra di Trequanda. Per la sua posizione dominante fu continua l'ingerenza della Repubblica di Siena nelle questioni trequandine finché nel 1255 impose la sua giurisdizione. All'epoca della guerra tra Firenze ed Arezzo il castello fu rifugio dei ghibellini e dopo la sconfitta degli aretini nella battaglia di Campaldino del 1289 la guelfa Siena minacciò di radere al suolo il castello. Ceduto dai Cacciaconti ai Franzesi di Staggia nel 1309 per 18000 lire, il Castello passò definitivamente sotto la Balzana senese. Nel 1552 entrò a far parte del Granducato di Toscana. Nel 1774 è aggregata alla podesteria d'Asciano con Petroio e Montisi; Castelmuzio fu unito alla comunità nel 1833. Oggi del comune di Trequanda fanno parte le frazioni di Castelmuzio e Petroio, due borghi medioevali che conservano il fascino del tempo passato nelle viuzze in pietra, nelle chiese e nei palazzi. Montisi ne è uscito nel 1877.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La facciata della chiesa parrocchiale dei Santi Pietro ed Andrea.

Chiese di Trequanda:

Castelmuzio:

Petroio:

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Trequanda:

  • Palazzo del Municipio
  • Rocca
  • La Torre di Molino a vento è un antico colombaio costruito alla fine del XVIII secolo, situato in un bosco di lecci e cipressi poco distante dal centro storico. Distribuita su tre piani, la struttura interna consiste in una grande scala a chiocciola in mattone e conserva ancora più di cinquecento nidi disposti a scacchiera sulle pareti, che servivano per l'allevamento dei colombi viaggiatori. L'esterno presenta una forma ottagonale con tetto e davanzale decorati in terracotta.[3]

Castelmuzio:

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Attività e tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Importante la produzione di terrecotte (Petroio) e l'allevamento, allo stato brado, dei bovini di razza chianina. A vocazione prettamente agricola, Trequanda si è trasformata in questi ultimi anni in un centro di vacanza e di riposo con attrezzati agriturismi e case vacanze. Un'oasi intatta di equilibrio, di accordo tra l'uomo, le sue opere e la natura con la sensibilità e le precisa volontà necessarie a proteggerlo. I cibi del luogo conservano ancora il loro sapore antico; dal pane senza sale alla cacciagione al cacio (formaggio pecorino) al panunto (bruschetta) agli insaccati di maiale ecc... Orgoglio della cucina locale è l'olio extravergine di oliva, frutto del particolare habitat in cui sono coltivati, in tutto il territorio comunale, gli oliveti. Il Comune di Trequanda è promotore ed aderente all'Associazione Nazionale "Città dell'Olio".

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Maggio: Festa della Beata Bonizzella
  • Agosto: Festa della Birra - Tre Gotti Al Campino
  • Ottobre: Festa dell'Olio Novo

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 160 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Dato Istat all'1/1/2010.
  3. ^ Pro Loco Trequanda ed EuToscana.it.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pierluigi Bacci, I Misteri di Trequanda

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