Lucio Flavio Silva

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Lucio Flavio Silva Nonio Basso (in latíno: Lucius Flavius Silva Nonius Bassus; floruit 68-81; ... – ...) è stato un generale romano.

Era parente di Salvio Liberale; era nativo di Urbs Salvia, dove edificò un anfiteatro.

Il suo cursus honorum cominciò come triumvir capitalis (relativa ad un collegio che aveva responsabilità in relazione alle pene capitali), fu poi tribunus militum presso la Legio IV Scythica, quindi questore, tribuno della plebe e infine legato della Legio XXI Rapax. Fu immesso nel senato dall'imperatore Nerone; sotto l'impero congiunto di Vespasiano e Tito fu accolto tra i pretori.

Durante la prima guerra giudaica, fu al comando della Legio X Fretensis e diresse, nell'anno 73, le operazioni di assedio che portarono alla conquista della fortezza di Masada, controllata da un gruppo di ebrei zeloti fin dall'anno 66. In seguito alla vittoria fu nominato governatore romano della provincia di Giudea, (con il titolo di Legatus Augusti pro praetore provinciae Iudaea) compito che assolse tra il 73 e l'80.

A Roma fece parte del Collegio dei Pontefici; fu anche tribuno della plebe e nell'anno 81 raggiunse alla carica di consul ordinarius.[1][2]

Gli storici discutono sull'esito della vita di Silva. Dopo la morte di Tito, probabilmente fu vittima del terrore instaurato da Domiziano, che cominciò una purga per liberarsi dei generali popolari che considerava potenziali rivali. Al momento della sua caduta in disgrazia, i riferimenti a Silva furono cancellati dagli archivi romani, con quella che era chiamata damnatio memoriae.

In Masada, serie televisiva statunitense del 1981, la parte di Lucio Flavio Silva era interpretato dall'attore Peter O'Toole.[3]

Note [modifica]

  1. ^ Der Neue Pauly, Stuttgardiae 1999, T. 4, c. 551
  2. ^ L’Année épigraphique 1961, 140 = 1969/70, 183a (un testo parallelo in 183b) = 1995, 434: [L(ucius) Flavius ... f(ilius) Vel(ina) Silv]a Nonius Bassus co(n)s(ul) / [pont(ifex) legat(us) Aug(usti) pro pr(aetore) provinciae Iud]aeae adlectus inter patricios / [ab divo Vespasiano et divo Tito censoribus ab] isdem adlect(is) inter pr(aetorios) leg(atus) leg(ionis) XXI rapac(is) / [trib(unus) pleb(is) quaest(or) trib(unus) mil(itum) leg(ionis) IIII Scythicae III]vir{i} kapitalis pr(aetor) quinq(uennalis) II patron(us) colon(iae) suo et / [...]ae matris suae item / [...] uxoris nomine pec(unia) sua solo suo / [amphitheatrum faciendum curavit et] parib(us) XXXX ordinar(iis) dedicavit.
  3. ^ Masada (1981)

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