Lucio Flavio Silva

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Lucio Flavio Silva
Roman SPQR banner.svg Console dell'Impero romano
Nome originale Lucius Flavius Silva
Nascita ante 48
Morte post 81
Gens Flavia
Consolato 81

Lucio Flavio Silva Nonio Basso (in latíno: Lucius Flavius Silva Nonius Bassus; floruit 48-81; ... – ...) è stato un militare romano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Era parente di Caio Salvio Liberale Nonio Basso e nativo di Urbs Salvia, dove edificò un anfiteatro. Il suo cursus honorum cominciò come triumvir capitalis (relativa ad un collegio che aveva responsabilità in relazione alle pene capitali), fu poi tribunus militum presso la Legio IV Scythica, quindi questore, tribuno della plebe e infine legatus legionis della Legio XXI Rapax. Entrò a far parte del senato sotto l'imperatore Nerone. Durante l'impero congiunto di Vespasiano e Tito fu accolto tra i pretori.

Nel corso della prima guerra giudaica, fu posto al comando della Legio X Fretensis (dalla fine del 72) e diresse, nell'anno 73, le operazioni di assedio che portarono alla conquista della fortezza di Masada,[1] controllata da un gruppo di ebrei zeloti fin dall'anno 66. In seguito alla vittoria fu nominato governatore romano della provincia di Giudea[2] (con il titolo di legatus Augusti pro praetore provinciae Iudaea) compito che assolse tra la fine del 72 (o gli inizi del 73)[2] e l'80.

A Roma fece parte del Collegio dei Pontefici; fu anche tribuno della plebe e nell'anno 81 raggiunse alla carica di consul ordinarius.[3][4]

Gli storici discutono sull'esito della vita di Silva. Dopo la morte di Tito, probabilmente fu vittima del terrore instaurato da Domiziano, che cominciò una purga per liberarsi dei comandanti militari popolari che considerava potenziali rivali. Al momento della sua caduta in disgrazia, i riferimenti a Silva furono cancellati dagli archivi romani, con quella che era chiamata damnatio memoriae.

Cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

In Masada, serie televisiva statunitense del 1981, la parte di Lucio Flavio Silva era interpretato dall'attore Peter O'Toole.[5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giuseppe Flavio, La guerra giudaica, VII, 8.2-10.1.
  2. ^ a b Giuseppe Flavio, La guerra giudaica, VII, 8.1.
  3. ^ Der Neue Pauly, Stuttgardiae 1999, T. 4, c. 551
  4. ^ L’Année épigraphique 1961, 140 = 1969/70, 183a (un testo parallelo in 183b) = 1995, 434: [L(ucius) Flavius ... f(ilius) Vel(ina) Silv]a Nonius Bassus co(n)s(ul) / [pont(ifex) legat(us) Aug(usti) pro pr(aetore) provinciae Iud]aeae adlectus inter patricios / [ab divo Vespasiano et divo Tito censoribus ab] isdem adlect(is) inter pr(aetorios) leg(atus) leg(ionis) XXI rapac(is) / [trib(unus) pleb(is) quaest(or) trib(unus) mil(itum) leg(ionis) IIII Scythicae III]vir{i} kapitalis pr(aetor) quinq(uennalis) II patron(us) colon(iae) suo et / [...]ae matris suae item / [...] uxoris nomine pec(unia) sua solo suo / [amphitheatrum faciendum curavit et] parib(us) XXXX ordinar(iis) dedicavit.
  5. ^ Masada (1981)
Predecessore Fasti consulares Successore Consul et lictores.png
Imperatore Tito Cesare Vespasiano Augusto VIII
e
Cesare Domiziano VII
(81)
con Lucio Asinio Pollione Verrucoso
Imperatore Cesare Domiziano Augusto VIII
e
Tito Flavio Sabino

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