Zelota

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Statua dello zelota Simone il Cananeo situata sul tetto della cattedrale di Helsinki

Gli Zeloti (in ebraico: קנאים, Ḳannaim) erano un gruppo politico-religioso giudaico apparso all'inizio del I secolo, partigiani accaniti dell'indipendenza politica del regno ebraico, nonché difensori dell'ortodossia e dell'integralismo ebraici. Considerati dai Romani alla stregua di terroristi e criminali comuni, si ribellavano con le armi alla presenza romana in Palestina.

Fondati da Giuda il Galileo, ebbero stretti rapporti con la comunità essena di Qumran di cui furono il braccio armato. Svolsero un ruolo importante nella grande rivolta del 66-70, la maggior parte di essi perì durante la presa di Gerusalemme da parte di Tito Flavio Vespasiano (70).

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il termine zelota, in ebraico kanai (קנאי), indica una persona dotata di un zelo comportamentale nei confronti di Dio. Il termine latino deriva dalla traduzione di kanai in greco, cioè ζηλωτής (zelotes), che significa "emulatore", "ammiratore" o anche "seguitore"[1][2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel I secolo lo zelotismo va impadronendosi gradualmente delle masse, urbane e ancor più di campagna, le porta al fanatismo e le conduce alla violenza dei predoni e dei sicari, che porteranno alla catastrofe finale della prima guerra giudaica.

La caduta di Gerusalemme tuttavia non segnò la sconfitta dello zelotismo; gli ultimi zeloti infatti, a capo dei quali c’era Eleazaro ben Simone, si rifugiarono, in un estremo tentativo di resistenza, nella fortezza di Masada, a sud del deserto di Giuda, vicino al Mar Morto. Quando si videro perduti, tutti i 960 zeloti si diedero la morte.

Stile[modifica | modifica wikitesto]

Gli Zeloti difendevano ferocemente i precetti della Legge mosaica, così come anche lo stile di vita ebraico ed il nazionalismo israelita. In particolare gli Zeloti erano molto interessati nel difendere la Giudea dal dominio dei Romani, che venivano considerati idolatri e quindi nemici dell'ebraismo. Spesso venivano chiamati anche Sicarii, dal momento che andavano in giro con i pugnali (sicæ) nascosti sotto la cappa e che venivano utilizzati dagli Zeloti per ferire o persino uccidere chiunque fosse colto a compiere sacrilegi, atti offensivi o anche omissioni nei confronti della fede giudaica[3].

Le fonti[modifica | modifica wikitesto]

Fonti sull'origine del movimento zelota sono le testimonianze convergenti di Giuseppe Flavio e dell'evangelista Luca.

« In Gerusalemme nacque una nuova forma di banditismo, quella dei così detti sicari (Ekariots), che commettevano assassini in pieno giorno nel mezzo della città. Era specialmente in occasione delle feste che essi si mescolavano alla folla, nascondevano sotto le vesti dei piccoli pugnali e con questo colpivano i loro avversari. Poi, quando questi cadevano, gli assassini si univano a coloro che esprimevano il loro orrore e recitavano così bene da essere creduti e quindi non riconoscibili »
(Giuseppe Flavio, Guerra Giudaica II- 12)

Robert Eisenman[4] ha posto l'attenzione sulla presenza in alcuni riferimenti contemporanei del Talmud della parola zeloti, usata come sinonimo di kanna'im, ma non esattamente come un gruppo, piuttosto come preti vendicativi del Tempio.
Sempre nel Talmud gli zeloti vengono criticati, accusati di non seguire i capi religiosi e sono anche chiamati Biryonim (בריונים), che significa "maleducati", "selvaggi" o "ruffiani" e sono condannati per la loro aggressività, per la loro riluttanza ai compromessi per salvare i superstiti della Gerusalemme assediata e per il loro militarismo cieco contro il parere dei rabbini in cerca di trattati di pace. Essi sono ulteriormente accusati di aver contribuito alla distruzione di Gerusalemme e del secondo Tempio e di aver garantito per la Giudea le punizioni e i tributi imposti da Roma. Secondo il Talmud babilonese (Gittin: 56b) i Biryonim hanno distrutto il valore decennale di cibo e legna da ardere nella Gerusalemme assediata al fine di costringere gli ebrei a combattere i Romani per disperazione. Questo evento ha portato direttamente alla fuga di Jochanan Ben Zakkai fuori da Gerusalemme, dove ha incontrato Tito Flavio Vespasiano, un incontro a cui risale la fondazione dell'accademia di Yavneh, la quale ha prodotto la Mishnah, garantendo la sopravvivenza dell'ebraismo rabbinico.

Gli Zeloti hanno sostenuto la violenza contro i Romani, i loro collaboratori ebrei ed i Sadducei per aver razziato i loro provvigionamenti e le altre attività della causa zelota. La testimonianza dello storico ebreo sulla dottrina degli zeloti è interessante:

« Giuda il Galileo introdusse una quarta setta i cui membri sono in tutto d'accordo con i Farisei, eccetto un invincibile amore per la libertà che fa loro accettare solo Dio come signore e padrone. Essi disprezzano i diversi tipi di morte e i supplizi dei loro parenti e non chiamano nessun uomo signore. »
(Giuseppe Flavio, Antichità Giudaiche, XVIII, 23))

È facile desumere da qui che lo zelotismo non è che un fariseismo estremo, che coinvolge il piano politico assieme a quello religioso per il fatto di non obbedire ad altri che a Dio. I termini che indicano i combattenti messianisti (chrestianoi in greco) sono:

  • in ebraico: Qanana (Cananei) e Bariona,
  • in greco: Zelotes e Lestes,
  • in latino: Sicarii, Latrones e Galilaei (Sicari, Ladroni e Galilei).

Zeloti tra gli apostoli di Gesù[modifica | modifica wikitesto]

Il passo biblico di Lc+6:15;At1:13 potrebbero far intendere in un coinvolgimento politico. In realtà la parola zelota può essere tradotto anche "zelante" (manca fonte). Più articolata la questione circa il possibile coinvolgimento degli altri apostoli:

  • Giuda detto Iscariota, nel caso fosse vera l'equivalenza tra Iscariota e Sicario (vedi "Etimologia di Giuda Iscariota" alla voce Giuda Iscariota)
  • Simone detto Pietro nel caso fosse correttamente attributo il soprannome di Bariona (vedi "Pietro era uno zelota?" alla voce San Pietro)
  • Simone il Cananeo chiamato sempre Simone lo Zelota nel Vangelo di Luca, per distinguerlo da Simone Pietro (vedi Simone il Cananeo).
  • Interpretando un passo del vangelo di Luca nel quale Giacomo di Zebedeo e suo fratello Giovanni chiedono a Gesù il permesso di incendiare un villaggio di samaritani dal quale il Cristo e i suoi seguaci erano stati respinti, lasciando intendere fosse quella la norma di comportamento (atteggiamento che si discosta dalla visione odierna di Cristo e i suoi Apostoli, più vicina invece all'idea che ancora è rimasta per gli Zeloti e gli Esseni e la parola sicario ad essi associata e tuttora in uso).
  • Negli Atti degli Apostoli, l fariseo Gamaliele, accomuna la situazione degli apostoli appena arrestati alla storia di due capi zeloti, Giuda il Galileo e Teuda:

« Ma essi, udendo queste cose fremevano d'ira, e si proponevano di ucciderli. Ma un fariseo, di nome Gamaliele, dottore della legge, onorato da tutto il popolo, alzatosi in piedi nel sinedrio, comandò che gli apostoli venissero un momento allontanati. Poi disse loro: «Uomini d'Israele, badate bene a quello che state per fare circa questi uomini. Poiché, prima d'ora, sorse Teuda, dicendo di essere qualcuno; presso di lui si raccolsero circa quattrocento uomini; egli fu ucciso, e tutti quelli che gli avevano dato ascolto furono dispersi e ridotti a nulla. Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, ai giorni del censimento, e si trascinò dietro della gente; anch'egli perì, e tutti quelli che gli avevano dato ascolto furono dispersi. E ora vi dico: tenetevi lontani da loro, e ritiratevi da questi uomini; perché, se questo disegno o quest'opera è dagli uomini, sarà distrutta; ma se è da Dio, voi non potrete distruggerli, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio». » (Atti 5,33-39)

Secondo gli studi di Eisemann sembrerebbe, ma non è certo, che l'elemento zelota nell'originale gruppo di apostoli sia stato mascherato e sovrascritto per dar modo alla Chiesa cristiana di Paolo di Tarso di assimilarsi all'elemento romano e di far proseliti tra i gentili. Universalmente riconosciuto come zelota da ambienti ecclesiastici e accademici è Simone il Cananeo.

Rapporti tra gli Esseni e gli Zeloti[modifica | modifica wikitesto]

Tra i reperti di Qumran si ritrovano tracce che collegano la comunità Essena ai rivoltosi Zeloti, come ad esempio il Rotolo della guerra.

« ... Sono divisi (gli esseni) fin dall'antichità e non seguono le pratiche nella stessa maniera, essendo ripartiti in quattro categorie. Alcuni spingono le regole fino all'estremo: si rifiutano di prendere in mano una moneta (non ebraica) asserendo che non è lecito portare, guardare e fabbricare alcuna effigie; nessuno di costoro osa perciò entrare in una città per tema di attraversare una porta sormontata da statue, essendo sacrilego passare sotto le statue. Altri udendo qualcuno discorrere di Dio e delle sue leggi, si accertano se è incirconciso, attendono che sia solo e poi lo minacciano di morte se non si lascia circoncidere; qualora non acconsenta essi non lo risparmiano, lo assassinano: è appunto da questo che hanno preso il nome di zeloti, e da altri quello di sicari. Altri ancora si rifiutano di dare il nome di padrone a qualsiasi persona, eccetto che a Dio solo, anche se fossero minacciati di maltrattamenti e di morte. »
(Ippolito Romano, Refutatio (IX, 26))

Altri zeloti[modifica | modifica wikitesto]

Barabba era probabilmente uno zelota.

Utilizzo moderno del termine[modifica | modifica wikitesto]

Ad oggi la parola zelota non viene utilizzata solo per indicare gli adepti dell'omonima setta ebraica ma anche per indicare una persona fanatica o esageratamente diligente nelle proprie azioni[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Zelota su Online Etymology Dictionary
  2. ^ (EN) Henry Liddell e Robert Scott, ζηλωτής in A Greek-English Lexicon, 1819.
  3. ^ Zeloti su Jewish Encyclopedia.com
  4. ^ Robert Eisenman, James the Brother of Jesus: The Key to Unlocking the Secrets of Early Christianity and the Dead Sea Scrolls, Viking Penguin, 1997.
  5. ^ Zelo: significato e definizione - Dizionari - La Repubblica

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]