Messianismo

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Il lemma messianismo o messianesimo indica, all'interno della fede ebraico-cristiana, una visione del mondo concentrata sull'attesa di un Messia. In senso più lato, il messianismo denota un'attesa di rinnovamento e trasformazione radicale della società da parte di un popolo,[1] come il messianismo liberale in Israele.
Questa concezione è considerata una caratteristica, tipica ma non esclusiva, della cultura ebraica.

Messianismo ebraico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Messia.

Nel corso dei secoli la prospettiva messianica si sviluppa con accenti nazionalistici. Ad esempio in Isaia è possibile leggere accenni (Isaia 2,4 e 69,7) al Messia Re. Il Messia, essendo Re davidico, è in grado di offrire una vera prospettiva di gloria e giustizia a Israele e alle nazioni; bisogna rilevare, infatti, che la concezione del Regno del Messia rimane intatta nella tradizione giudaico-cristiana ortodossa. Oggi, infatti, movimenti religiosi come il Rastafarianesimo denotano la congiunzione del messianismo alla tradizione biblica e alle aspettative millenariste.

Messianismo russo[modifica | modifica sorgente]

Il messianismo russo è una tendenza della cultura russa tra il XIX e il XX secolo, che si richiama all'idea di una grande missione di fratellanza universale e salvezza spirituale da svolgere nel mondo da parte del popolo russo. Si ritrovano tracce di questa riflessione in Solov'ev, Berdjaev, Dostoevskij, Tolstoj.
Dostoevskij, in particolare, sente la possibile vocazione rinnovatrice del popolo russo all'interno della fede ortodossa, in contrapposizione a cattolicesimo e protestantesimo, in una chiave di "comprensione" universale:

« Sì, la vocazione dell'uomo russo è indubitamente europeistica, anzi ecumenica. Diventare un vero russo, significa forse soltanto essere fratello di ogni essere umano, diventare un uomo universale. Tutto il nostro movimento slavofilo e occidentalizzante non è che una grande incomprensione della nostra missione, anche se storicamente necessaria [...] il nostro destino è l'ecumenicità, ma non conquistata con la spada, ma con la forza della fratellanza e con il fraterno desiderio dell'unione spirituale di tutti gli uomini »
(Fëdor Dostoevskij, dal discorso dell'8 gennaio 1880 (centenario della nascita di Puškin)[2])

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lemma in treccani.it/
  2. ^ Guglielmo Guariglia, Il messianismo russo, U.Studium, Roma 1956, p.6

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]