Barabba

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«Liberate Barabba» in una stampa britannica.

Gesù Barabba o Barabba (aramaico בר-אבא, Yeshua Bar-abbâ, letteralmente "Yeshua, figlio del padre") era, secondo i quattro vangeli canonici, un ribelle e/o assassino ebreo, appartenente probabilmente al partito degli zeloti[1], detenuto dai Romani a Gerusalemme, negli stessi giorni della passione di Gesù detto il Cristo, il fondatore del cristianesimo. Egli venne liberato dalla folla che era stata chiamata ad esprimersi su chi rilasciare tra lui e Gesù di Nazaret.

La figura[modifica | modifica wikitesto]

La figura di Barabba viene presentata in modi diversi nei quattro vangeli canonici.

Il Vangelo secondo Marco (15,7) racconta che «un tale chiamato Barabba si trovava in carcere insieme ai ribelli (stasiastôn) che nel tumulto avevano commesso un omicidio», sottolineando quindi l'appartenenza a un gruppo insurrezionale, responsabile collettivamente di omicidio.

Il Vangelo secondo Matteo (27,16) lo definisce «un prigioniero famoso».

Il Vangelo secondo Luca (23,19) afferma che era stato incarcerato per assassinio, oltre che complicità in una sommossa: «Questi [Barabba] era stato messo in carcere per una sommossa scoppiata in città e per omicidio».

Il Vangelo secondo Giovanni (18,40), invece, afferma solo che egli è un "brigante" (λῃστής, lestés).

Nei vangeli Barabba compare nell'ambito del racconto del processo a Gesù davanti a Ponzio Pilato. Il prefetto romano, non trovando giustificazione alcuna alle pretese di crocifissione fatte dagli accusatori, voleva liberarlo. Secondo i vangeli sinottici era infatti consuetudine del prefetto romano di liberare un carcerato nel giorno di Pasqua, mentre secondo il Vangelo di Giovanni si trattava di una consuetudine ebraica. Il popolo di Gerusalemme, spinto dai sacerdoti, scelse Barabba.

Scrive papa Benedetto XVI nel suo Gesù di Nazaret:" In altre parole Barabba era una figura messianica. La scelta tra Gesù e Barabba non è casuale: due figure messianiche, due forme di messianesimo si confrontano. Questo fatto diventa ancor più evidente se consideriamo che Bar-Abbas significa figlio del padre. È una tipica denominazione messianica, il nome religioso di uno dei capi eminenti del movimento messianico. L'ultima grande guerra messianica degli ebrei fu condotta nel 132 da Bar-Kochba, Figlio della stella. È la stessa composizione del nome; rappresenta la stessa intenzione. Da Origene apprendiamo un ulteriore dettaglio interessante: in molti manoscritti dei Vangeli fino al III secolo l'uomo in questione si chiamava Gesù Barabbas - Gesù figlio del padre. Si pone come una sorta di alter ego di Gesù, che rivendica la stessa pretesa, in modo però completamente diverso. La scelta è quindi tra un Messia che capeggia una lotta, che promette libertà e il suo proprio regno, e questo misterioso Gesù, che annuncia come via alla vita il perdere se stessi. Quale meraviglia che le masse abbiano preferito Barabba?".[2]

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Barabba in un disegno di James Tossot

Il nome Barabban[3], tramandato dalla maggior parte dei manoscritti in greco dei vangeli, era in aramaico un patronimico: Bar-abbâ, "figlio del padre" [4]. Alcuni dei più antichi manoscritti presentano la forma bar rabba(n), "figlio del (nostro) maestro". In pochi manoscritti in greco ed in siriaco del Vangelo di Matteo il patronimico, preceduto dal nome Iesoûs, è stato tradotto nella versione inglese con Jesus bar-Abbas[5], "figlio del Padre"[6], nella versione italiana è stato cancellato Iesoûs ed è chiamato solo Barabba[7]. Potrebbe essere anche un patronimico vero e proprio (Bar-Abbas, "figlio di Abbas").[senza fonte]

Abba significa "padre" in Aramaico, ed appare sia tradotto sia non tradotto nei vangeli. Una traduzione di Bar-Abbas sarebbe figlio del padre. Gesù spesso si riferisce a Dio come "padre", e l'uso di Gesù della parola Aramaica Abba compare non tradotta in Marco 14:36 (nella maggioranza delle traduzioni in inglese). Questo ha portato alcuni autori a speculare che "bar-Abbâ" potrebbe oggi essere riferito a Gesù stesso come "figlio del padre". Nei vangeli, Gesù si riferisce a se stesso come "figlio di Dio", ma non si riferisce sempre a sé stesso come "figlio del padre"[8].

Secondo Fanelli[9] la parola aramaica Abbà sarebbe il nome di Dio, rivelato da Gesù stesso nel Nuovo Testamento (nel vangelo di Marco Gesù si rivolge a Dio chiamandolo Abbà[10], la parola appare anche nelle lettere di Paolo di Tarso ai Romani[11] ed ai Galati[12]), quindi bar-Abbà si tradurrebbe con "figlio di Dio", essendo la parola Dio impronunciabile per gli ebrei[13]. Alcuni studiosi critici, come l'ateo Jean Meslier, hanno individuato in Barabba una similitudine con i vari Messia politicizzati, come il più tardo Simon Bar Kokheba, preteso Re dei Giudei nel 135[14]. Quindi ci sarebbero stati due "messia Gesù" seguiti dagli ebrei a quel tempo: Yeshua bar Yosef detto il Cristo e Yeshua figlio del Padre. Gesù sarebbe stato il messia spirituale, per questo odiato dai sacerdoti che lo fecero passare per un ribelle politico agli occhi dei romani, e Barabba, il messia politico, amato dal popolo, poiché considerato il liberatore del popolo d'Israele, e dai sacerdoti stessi, pericoloso invece per il potere romano. L'accusa di voler essere il "re dei Giudei", motivazione ufficiale della condanna di Gesù, sarebbe stata quindi da imputare a Barabba.[15] Barabba era probabilmente un combattente zelota, la setta nazionalista dei figli di Giuda il Galileo, dai romani chiamati "sicarii" o "latrones", quindi i due ladroni crocifissi Gesta e Disma erano probabilmente suoi complici. Qualcuno ha ipotizzato anche scambi storici di persona tra Gesù e Barabba.[16]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Seguono altri film minori, e vari serial televisivi. Tutti sono molto romanzati se non completamente inventati, giacché della biografia di Barabba, a parte la citazione nei Vangeli, non si conosce nulla.

  • Barabba (2013) miniserie.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

La band sarda Anticlerical Front, ha scritto una canzone intitolata "Liberate Barabba", che trae spunto dalle vicende raccontate nei vangeli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Nuovo testamento di Marco M.Sales e Antonio Martini Editore Libreria del Sacro Cuore, 1914: pag. 194.
  2. ^ Joseph Ratzinger, Benedetto XVI, Gesù di Nazaret, Dal Battesimo alla Trasfigurazione; BUR Rizzoli saggi, 2011, pag. 63-64.
  3. ^ Pagina 101 del Novum Testamentum Graece et Latine (a cura di A. Merk, Istituto Biblico Pontificio, Roma, 1933)
  4. ^ Dictionary reference
  5. ^ Bible Gateway The Message, Matthew 27:15-18.
  6. ^ "Abba"
  7. ^ Vangelo di Matteo[1]
  8. ^ Brown (1994) supra p. 812.
  9. ^ Pino Fanelli, Un centro di gravità permanente. Il Padre nostro: la preghiera di Gesù pagina 25, Paoline. URL consultato il 27 luglio 2009.
    «Dio ha voluto farci entrare in relazione con lui rivelandoci il suo nome: Abbà. Dio è Padre per noi: questa è la grande novità che Gesù ci ha rivelato! Abbà è il nome di Dio».
  10. ^ Vangelo di Marco[2]
  11. ^ Lettera ai Romani[3]
  12. ^ Lettera ai Galati[4]
  13. ^ Francesco Berti Arnoaldi, L'amico cattolico. Per ricordare padre Michele Casali pagina 15, Pendragon. URL consultato il 27 luglio 2009.
    «come impronunciabile era per gli antichi ebrei il nome stesso di Dio».
  14. ^ Jean Meslier, Il testamento
  15. ^ David Donnini, Il mistero di Barabba
  16. ^ Giovanni Santangelo, Barabba

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