Cucina marchigiana

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La cucina marchigiana può essere considerata una confederazione di cucine delle Marche.

Origini[modifica | modifica sorgente]

È del 1779 la prima pubblicazione del manuale di cucina Il cuoco maceratese di Antonio Nebbia.

Piatti tradizionali[modifica | modifica sorgente]

Piatti tradizionali

Antipasti e aperitivi[modifica | modifica sorgente]

Primi[modifica | modifica sorgente]

Sovrani dei primi piatti maceratesi ed anconitani sono i «Vincisgrassi», capostipiti di tutte le lasagne al forno della penisola; se si vuole far risalire il nome a una storpiatura di quello del generale austriaco Windisch-Graetz, che combatté contro Napoleone: è però un fatto che il piatto è già presente nel citato ricettario del Nebbia (ricettario), dov'è chiamato «princisgrassi». Assai meno opulente sono le altre minestre tradizionali dell'anconetano e dell'ascolano: i quadrucci con le patate (o con le fave, o con fagioli e cotiche), le «pecianelle» di Sassoferrato (grossi spaghetti lievitati conditi col pomodoro), i «frescarelli» (grumi di farina cotti nell'acqua e conditi con aglio e pecorino). La «bruschetta» e la «panzanella» sono piatti a base di pane diffusi nelle Marche come anche in Toscana, in Umbria e nel Lazio. Da ricordare anche i passatelli, pasta artigianale originaria del pesarese solitamente serviti in brodo. Nel fermano sono prodotti i "maccheroncini di Campofilone" da condirsi a piacere.

Sia vera o no la diceria che vuole il Brodetto di pesce nato da queste parti, è fuori discussione che il Brodetto marchigiano - più delicato di quelli veneti e romagnoli e più vigoroso di quelli abruzzesi e pugliesi - è il principe delle zuppe di pesce adriatiche. La versione «rossa» del pesarese e dell'anconetano, al pomodoro, diverge da quella «gialla» dell'ascolano, allo zafferano. Le «capitali» del brodetto sono Fano, Ancona, San Benedetto del Tronto, Porto Recanati e Porto San Giorgio.

Secondi[modifica | modifica sorgente]

Tra i secondi piatti del centro della regione vanno ricordati il profumatissimo maiale in porchetta, la trippa, il pollo arrosto «co' lu pilotto» (cioè insaporito da una spessa fetta di lardo), il pollo coi peperoni, l'agnello marinato, la corata d'agnello e la frittata con la mentuccia (piatti canonici - questi ultimi tre - del periodo pasquale). Né va dimenticata l'anguilla in umido.

Lo stoccafisso in potacchio all'anconitana, con pomodoro, acciughe, è con il brodetto il piatto più celebrato del capoluogo marchigiano. Tra i piatti più apprezzati in tutta la regione c'è il fritto all'ascolana, composto dalle deliziose olive ascolane (ripiene di carne, impanate e fritte) e dai cremini (cubetti di crema pasticciera impanati e fritti).

Dolci[modifica | modifica sorgente]

Passando a trattare dei dolci si ricorda il cosiddetto «sanguinaccio, dai sapori e tecniche rinascimentali, consistente in una miscela di pan grattato, miele, rum, cannella, sapa e scorza d'arancio stipata nel budello di maiale e bollita per mezz'ora; anche il torrone ha qui una lunga e illustre tradizione; nei paesi dell'entroterra pesarese c'è il tradizionale bostrengo(Bustreng) dolce fatto con fichi, miele e scorze di agrumi; con nomi diversi (frustingo, ad es.) si prepara in tutta le regione.

Da non dimenticare il tipico Pane con le noci natalizio, cotto nel forno a legna ed ottenuto dall'impasto tradizionale del pane con l'aggiunta, data la speciale occasione di festa, di fichi secchi, uvetta, noci e pepe; come la tradizionale 'pizza di pasqua', con impasto lievitato e l'aggiunta di canditi, da consumare anche insieme ai stipici alumi nell'occasione della colazione della mattina di Pasqua.

Alcolici[modifica | modifica sorgente]

Liquori[modifica | modifica sorgente]

Tra questi vanno menzionati il mistrà Varnelli e l'Amaro Sibilla prodotti dalla distilleria omonima; da menzionare inoltre l'Amaro del pescatore realizzato dalla Baldoni. Da non dimenticare l'Anisetta Meletti.

Vini[modifica | modifica sorgente]

Il più noto dei vini delle Marche è il Verdicchio DOC e DOCG, di rigore col pesce; eccellenti vini bianchi sono il Falerio dei Colli Ascolani (a base di Trebbiano) e il Bianchello del Metauro e il Verdicchio di Matelica. Tra i vini rossi figurano, il Rosso Conero e il Rosso Piceno a base di Sangiovese e Montepulciano, il Pergola Rosso e la Lacrima di Morro d'Alba. Un eccellente vino da dessert è la Vernaccia di Serrapetrona, uno dei pochi spumanti rossi italiani o il vino di visciole di cui uno dei più noti è il Visner di Pergola

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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