Marca anconitana

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La Marca d'Ancona, Roma 1564 - Vincenzo Luchino (mm 395x485, Cartoteca storica delle Marche di Serra San Quirico - AN)
Stendardo di Ancona (Stato Pontificio)

La Marca anconitana (chiamata anche Marca anconetana o Marca d'Ancona) fu il nome di una delle quattro province, istituite da Papa Innocenzo III (1198-1216) nel 1210, come ripartizione dello Stato della Chiesa.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La Marca venne costituita dall'accorpamento di parte dei territori già compresi nella Pentapoli bizantina, con la Marca fermana. Fino a che la Marca fu sotto il controllo imperiale, il marchese, rappresentante dell'imperatore, risiedeva ad Ancona; con il fiorire dell'indipendenza comunale il potere del marchese divenne sempre più labile e teorico, fino a poter essere considerato solo nominale.

In seguito la Marca passò sotto il dominio papale, anch'esso per secoli solo teorico, sostanziandosi spesso solo in un pagamento di tributo annuale alle casse pontificie, da parte delle varie autonomie comunali. Significativo a proposito è il fatto che la stessa città di Ancona, che dava il nome alla Marca, non era soggetta al dominio diretto della Chiesa, e per questo motivo non poteva ospitare il governatore papale, che risiedeva a Fermo.

Dal 1278 è documentata la presenza di un rettore, coordinatore delle attività dei governatori e referente diretto del pontefice.

La Marca anconitana, corrispondente nei confini all'attuale regione Marche, fu confermata nelle Costituzioni egidiane emanate nel 1357 a Fano dal cardinale Egidio Albornoz, che energicamente cercò di mettere sotto un più forte controllo papale tutto il territorio. Dalle costituzioni risulta che la Marca di Ancona aveva confini coincidenti con quelli della regione attuale, e che le cinque città considerate "maggiori" erano Ancona, Urbino, Camerino, Fermo ed Ascoli; le città considerate "grandi" erano invece Pesaro, Fano, Fossombrone, Cagli, Fabriano, Jesi, Recanati, San Severino e Macerata. Le città mediocri erano venitidue, tra cui Osimo e Cingoli; le città piccole erano ventisei, tra cui Senigallia; le città minori, infine, erano dodici, tra cui Umana[1][2].

Come si vede, e come ci si può aspettare, Ancona, dando il nome alla Marca, è la prima tra le città maggiori[3].

Nel XV secolo, in seguito a furiose rivolte scoppiate a Fermo contro il papato, il titolo di capoluogo passò a Macerata, dove poi rimase.

In seguito a due eventi il dominio papale divenne effettivo su tutta la regione: la fine della Repubblica marinara di Ancona nel 1532 e, nel Ducato di Urbino, l'estinzione della dinastia dei Della Rovere nel 1631.

In seguito la regione, denominata a seconda dei periodi Marca, oppure le Marche, oppure "Marca Anconitana e Fermana, olim Picenum" (cioè "già Piceno"), viene suddivisa in sei Delegazioni (cioè province) con capoluoghi Urbino, Ancona, Camerino, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno, organizzazione amministrativa che, salvo qualche interruzione (come durante il periodo napoleonico) resisterà fino all'autunno 1860 quando da nord arrivarono i Piemontesi.

Marchesi[modifica | modifica sorgente]

Casata d'Este[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Filippo Ermini, Gli ordinamenti politici e amministrativi nelle «Constitutiones Aegidianae», Fratelli Bocca, 1893 - Pagina web
  2. ^ Attilio Zuccagni-Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue isole corredata di un atlante., 1843, p. 987.
  3. ^ Agostino Peruzzi, Storia d'Ancona dalla sua fondazione all'anno MDXXXII, vol. 2, Nobili, 1835, p. 87.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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