Esino (fiume)

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Esino
Stato Italia Italia
Regioni Marche Marche
Lunghezza 85 km
Portata media (foce) 18 m³/s
Bacino idrografico 1203 km²
Altitudine sorgente 1116 m s.l.m.
Nasce Monte Cafaggio
Sfocia Mare Adriatico presso Falconara Marittima
Mappa del fiume

L'Esino (Aesis in latino) è un fiume che scorre nella regione Marche; è uno dei più importanti corsi d'acqua, per ampiezza di bacino idrografico e portata media annuale, della regione.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome, analogamente a quanto accaduto nelle vallate adiacenti, potrebbe derivare dalla città romana che lambiva Aesis (Jesi), o secondo altre ipotesi essere una latinizzazione della divinità celtica Eso[1] ed essere la città romana a derivare il proprio nome dal fiume.

Corso del fiume[modifica | modifica wikitesto]

L'Esino nasce in provincia di Macerata, dalle falde del monte Cafaggio, a circa 1.000 m s.l.m. Scorre inizialmente ripido bagnando i centri di Esanatoglia, Matelica, dove riceve l'affluente rio Imbrigno, e Cerreto d'Esi; entra così in Provincia di Ancona, attraversando anche le famose zone di produzione del noto vino Verdicchio.

Nei pressi di Borgo Tufico (frazione di Fabriano) riceve da sinistra il torrente Giano, apprestandosi ad entrare, alcuni km più a valle nella suggestiva e selvaggia Gola della Rossa scorrendo impetuoso tra le alte pareti rocciose.

All'ingresso della Gola incrementa la propria portata grazie al contributo del Sentino, suo maggior tributario di sinistra, che incontra l'Esino dopo aver attraversato la Gola di Frasassi, nella quale si trova il complesso ipogeo delle omonime grotte.

Terminato il tratto ingolato presso il territorio di Serra San Quirico, il fiume allarga notevolmente il proprio letto rallentando la sua corsa. In questo tratto bagna i comuni di Maiolati Spontini, Castelplanio. costeggiando per un ampio tratto la strada statale 76 per Ancona, giungendo in breve a Jesi, della quale lambisce la periferia sud.

Il fiume prosegue ampio attraversando la cittadina di Chiaravalle per giungere infine in prossimità di Falconara Marittima dove sfocia con un estuario nel Mar Adriatico, dopo un percorso di circa 90 km.

Il suo bacino interessa svariati territori provinciali marchigiani quali la provincia di Ancona, la provincia di Macerata e la provincia di Pesaro e Urbino e anche una piccola porzione di Umbria in provincia di Perugia.

Regime idrologico[modifica | modifica wikitesto]

La portata media annuale del fiume è di circa 18 m³/s, sicuramente uno dei maggiori del versante adriatico centrale, ed è caratterizzato da un marcato andamento torrentizio delle portate reso ancora più irregolare (come per il Chienti) dallo sfruttamento intensivo delle sue acque da parte dell'Enel per la produzione di energia elettrica attraverso l'uso di diverse centrali idroelettriche posto lungo il suo percorso (La principale, quella di Sant'Elena, è alimentata da due canali la cui portata supera i 12 m³/s a pieno regine).

A differenza della maggior parte dei fiumi di origine appenninica che sfociano sul versante adriatico, il fiume Esino anche in estate presenta una portata non inferiore ai 5 m³/s.

In autunno invece sono frequenti piene, talvolta anche imponenti e distruttive le cui portate massime hanno sfiorato i 1400 m³/s.

Importanza storica[modifica | modifica wikitesto]

L'Esino nel corso della Storia a volte servì come confine. L'espansione dei Galli Senoni si fermò proprio sull'Esino, anche se non in maniera assoluta; in seguito a questa invasione il territorio a nord del fiume abitato dai Piceni, subì l'influsso celtico e, quando l'imperatore Augusto divise l'Italia in regioni, il Piceno a nord dell'Esino venne unito all'Umbria formando la regione Umbria et Ager Gallicus mentre a sud del fiume venne formata la regione Picenum.

Il fiume fu anche per lungo tempo il confine tra l'Italia propriamente detta e la Gallia Cisalpina, sin quando Silla non spostò (attorno all'81 a.C.) questo confine più a nord sul fiume Rubicone. Successive ripartizioni territoriali, sempre durante l'Impero Romano, riunirono le terre a nord e a sud dell'Esino, che smise dunque la sua funzione di confine.

Nel Medioevo il fiume tornò ad essere un elemento di delimitazione territoriale, in quanto la Repubblica di Ancona ebbe come confine di nord-ovest proprio la parte terminale dell'Esino, difesa da ben cinque dei circa venti castelli di Ancona: Falconara, Rocca Priora o Fiumesino, Monte San Vito, Camerata, Cassero.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Esiste un'iscrizione trovata nella chiesa della Pieve a Matelica datata dagli storici prima della fondazione di Jesi che chiama il fiume Aesae.

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