Apecchio

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Apecchio
comune
Apecchio – Stemma
Apecchio – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Pesaro e Urbino-Stemma.png Pesaro e Urbino
Amministrazione
Sindaco Vittorio Alberto Nicolucci (lista civica) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate 43°33′32.58″N 12°25′05.88″E / 43.55905°N 12.4183°E43.55905; 12.4183 (Apecchio)Coordinate: 43°33′32.58″N 12°25′05.88″E / 43.55905°N 12.4183°E43.55905; 12.4183 (Apecchio)
Altitudine 493 m s.l.m.
Superficie 103,26 km²
Abitanti 2 013[1] (31.12.2011)
Densità 19,49 ab./km²
Frazioni Caselle Salceto, Colombara, Osteria nuova, Pian di Molino, San Martino, Serravalle di Carda, Valdara
Comuni confinanti Cagli, Città di Castello (PG), Mercatello sul Metauro, Pietralunga (PG), Piobbico, Sant'Angelo in Vado, Urbania
Altre informazioni
Cod. postale 61042
Prefisso 0722
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 041002
Cod. catastale A327
Targa PU
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 543 GG[2]
Nome abitanti apecchiesi
Patrono san Martino
Giorno festivo 11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Apecchio
Posizione del comune di Apecchio nella provincia di Pesaro e Urbino
Posizione del comune di Apecchio nella provincia di Pesaro e Urbino
Sito istituzionale

Apecchio (Apéch in dialetto gallo-italico marchigiano) è un comune italiano di 2.013 abitanti[1] della provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è situato sull'Appennino umbro-marchigiano, al confine con l'Umbria, ed è attraversato dal fiume Biscubio. Il rilievo dominante è quello di Monte Nerone, ove sono situate pure molte frazioni del comune stesso, il territorio è caratterizzato da ampi prati, boschi, acque correnti e di tipo sulfureo. I ruderi sparsi nel territorio testimoniano segni di civiltà negli anni passati. Nel suo territorio si trova l'enclave di Monte Ruperto, parte del comune di Città di Castello (PG).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I segni lasciati dal passato fanno ipotizzare la presenza di insediamenti celti, etruschi, umbri, romani, ma sicuramente le testimonianze più evidenti provengono dal medioevo. Il primo documento scritto riguardo ad Apecchio risale al 1077 e testimonia il dominio su di essa del Vescovo-conte di Città di Castello. Il controllo da parte della città umbra perdurò fino al secolo XIII, quando dopo lunghe lotte prevalse sulla cittadina la famiglia degli Ubaldini della Carda, proveniente dal vicino castello di Carda, alle pendici del monte Nerone e imparentati con gli Ubaldini della Pila signori del Mugello. Questa nobile casata fece entrare la cittadina nel ducato di Urbino mantenendo per sé il diretto controllo su di essa. Nel 1514 il territorio di Apecchio fu elevato al titolo di contea e retto con leggi proprie fino al 1752 quando il ramo maschile degli Ubaldini si estinse. La Santa Sede riprese il diretto controllo sul territorio, fatta eccezione durante l'occupazione francese in età napoleonica, fino all'unità d'Italia.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale nome di Apecchio ha un'origine piuttosto dibattuta. Molti lo fanno risalire al primo medioevo e sembra derivare da apiculum (piccolo apice), apicula (piccola ape), o da ager pecoris (campo di bestiame). Certi altri invece affermano che il nome del paese derivi dall'antico idioma urbinate apecchio (catapecchia).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Al centro del paese si possono notare le testimonianze lasciate dai conti Ubaldini, il palazzo iniziato ad edificare su progetto di Francesco di Giorgio Martini nel 400; attorno si trovano altri palazzi gentilizi di epoca rinascimentale, abitate dalle famiglie nobili del tempo.

  • Il campanone, una torre campanaria con orologio risalente al XV secolo che con la sua imponenza costituisce tutt'oggi l'ingresso principale al castello, sopra l'arco si nota lo stemma della famiglia ubaldini.
  • Palazzo Ubaldini, gravemente danneggiato da un terremoto nel 1781 e dalla costante usura del tempo, grazie ai recenti restauri ha recuperato parte del suo antico splendore. Di notevole pregio è il cortile quadrato del 1515 circondato da un portico su otto alte colonne dai capitelli ionici. All'interno del palazzo è allestito il museo " dei fossili e minerali del Nerone" e la sede del "Centro internazionale di studi geocartografici storici" - laboratorio di ricerca dell'Editore Ernesto Paleani.
  • La chiesa di San Martino, l'interno della chiesa è ad un'unica navata, in una nicchia dietro il battistero si trova un affresco settecentesco raffigurante il Battesimo di Gesù. Ai lati dell'altare sinistro, ove sono, unitamente a quello destro, i sepolcri della famiglia Ubaldini, si trovano due leoni di pietra in stile romanico che una lapide ricorda provenire da Santa Maria Maggiore in Roma, donati da papa Clemente IX al conte Paolo Ubaldini.
  • Il ponte medioevale costruito a schiena d'asino nel XIV secolo, è situato nella parte bassa del paese, sovrasta il fiume Biscubio ed anticamente era l'unica via d'accesso.
  • Il quartiere ebraico. La presenza di una popolazione giudaica in Apecchio è documentata dalla fine del XV secolo. Negli statuti che il conte Ottaviano Ubaldini della Carda dette al castello di Apecchio nel 1492, sono riportati alcuni capitoli che disciplinano le attività svolte dalla piccola comunità ebraica apecchiese formata da una trentina di persone. La comunità ebraica visse ed operò in questo paese per oltre centotrent'anni, fino al 1631 quando, a seguito della devoluzione del Ducato di Urbino alla Santa Sede, gli ebrei vennero trasferiti nei ghetti di Pesaro, Senigallia e Ancona. Il vicoletto degli ebrei, lungo 28 metri e largo da un minimo di 37 a un massimo di 42 centimetri, è considerato uno dei più stretti tra quelli esistenti in Italia. Il “giro d'aria”, come veniva anche definito, delimita l'intero caseggiato di destra formato dalle abitazioni degli ebrei, dove troviamo anche il piccolo cortile dove veniva celebrata la festa delle Capanne (Sukot), la sinagoga e il forno.
  • La chiesa della Madonna della vita, a mezza croce greca, è interessante perché conserva al suo interno un crocefisso ligneo del Quattrocento di autore ignoto oltre a dipinti del Seicento.
  • Il santuario del Santissimo Crocifisso, un tempo Pieve di San Martino, all'interno contiene opere di rilievo, come il simulacro del seicento scolpito in legno ed un dipinto del 1607 raffigurante la Madonna del Carmelo tra i duchi Della Rovere e i conti Ubaldini oltre ad altri dipinti del seicento.
  • Il teatro comunale, costruito nel 1876, è stato completamente rimodernato e riaperto al pubblico nel 1981.
  • Il mappamondo della pace, costruito da un artigiano locale nella frazione di Colombara, è un globo capace d'imitare la rotazione terrestre realizzato in legno suddiviso su tre piani. Per le sue eccezionali dimensioni (può contenere fino a 600 persone) è entrato nel Guinness dei primati.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]


Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • 1ª domenica di giugno: festa del Santissimo Crocifisso, "Trovantico" mercatino dell'antiquariato
  • giugno: festa della Confartigianato "Apecchio, Promozione e Sviluppo dell'Artiginato"
  • 2º sabato di luglio: feste medioevali, corteo, sfide, giuochi e duelli di spada
  • luglio: la Rusamaia, spettacolo di arte varia per dilettanti
  • luglio/agosto: serate a Palazzo Ubaldini, musica, teatro, cabaret, poesia
  • agosto: Ludobus, giochi per bambini e ragazzi
  • agosto: concerto banda musicale di Apecchio, sagra del bostrengo
  • 1º week-end di ottobre: mostra mercato del tartufo bianco e dei prodotti del bosco, "Andar per osterie", "Trovantico" mercatino dell'antiquariato

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Le attività produttive legate ad Apecchio sono l'artigianato e la piccola industria oltre allo sfruttamento dei vasti terreni boschivi per ricavarne legna da ardere. Non è nemmeno da sottovalutare la produzione di tartufi pregiati che il paese celebra con una manifestazione ad inizio ottobre. Ma è il settore turistico quello che negli ultimi anni ha conosciuto un maggiore sviluppo, grazie alla natura incontaminata del suo territorio e alle vicine piste da sci del monte Nerone, portando alla creazione di numerosissimi agriturismi oltre ai classici servizi di villeggiatura già presenti. Oltre alle attività avanti citate sono presenti 3 stabilimenti di birra, uno di grappa ed infine uno stabilimento dell'acqua oligominerale Val di Meti esportata, unitamente agli altri prodotti alcoolici, in molti paesi del mondo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
13 giugno 2004 7 giugno 2009 Stefano Cristini lista civica Sindaco
7 giugno 2009 26 maggio 2014 Orazio Ioni lista civica Sindaco
26 maggio 2014 in carica Vittorio Alberto Nicolucci C'è futuro insieme Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Ad Apecchio la squadra di calcio locale milita in Terza Categoria, il nome è Virdissima Apecchio calcio.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ISTAT data warehouse
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Ferretti, Gianluca Raineri, Marco Sami, Fossili e rocce del Monte Nerone. Museo di Apecchio, (Enciclopedia degli Appennini, 1), Ernesto Paleani Editore, Cagli 2003, ISBN 88-7658-092-1.
  • Ernesto Paleani (a cura di), Alberto Ferretti, Gianluca Raineri, Marco Sami, Fossili e rocce del Monte Nerone. Museo di Apecchio, Cdrom (Enciclopedia Multimediale degli Appennini, 1), Ernesto Paleani Editore, Cagli 2005, ISBN 88-7658-092-1.
  • Mario Ferri, Ennio Guerra, Mario A.Pazzaglia, Marcella Peruzzi, STATUTUM CASTRI APPICULI - Statuto d’Apecchio, (Collana Studi e Ricerche, 3), Ernesto Paleani Editore, Cagli 1994, ISBN 88-7658-053-0.
  • Mario Ferri, Ennio Guerra, Ernesto Paleani, Mario A.Pazzaglia, Marcella Peruzzi, STATUTUM CASTRI APPICULI - Statuto d’Apecchio, (Collana Studi e Ricerche, 18), Ernesto Paleani Editore, Cagli 2009, ISBN 88-7658-152-9.
  • Bei L. - Cristini S., La doppia anima, la vera storia di Ottaviano Ubaldini e Federico da Montefeltro. Apecchio 2000.
  • AA.VV, Vite Straordinarie, santi, beati, mistici e religiosi della terra di Apecchio, Apecchio 2010.
  • Bei L., Le origini di Apecchio. Apecchio 2011.
  • A. Ascani, Apecchio. Contea degli Ubaldini, Città di Castello 1977.
  • C. Berliocchi, Quando c'erano le torri, Apecchio tra conti, duchi e prelati. Città di Castello 1992.
  • D. Bischi, L'area di Apecchio nei secc. XVI-XVII, aspetti generali e presenza umana, in "La montagna tra Toscana e Marche" a cura di Sergio Anselmi, Milano 1985.
  • D. Bischi, Apecchio, Piobbico, Acqualagna in Catria e Nerone. Un itinerario da scoprire, Pesaro 1990.
  • F. De Rosa, La via delle rocche. (Il corridoio bizantino), Urbania 1988.
  • G. Magherini Graziani, Storia di Città di Castello, s.l. 1980.
  • Alberto Mazzacchera, Cagli. Comune e castelli in Catria e Nerone. Un itinerario da scoprire, Pesaro 1990.
  • Alberto Mazzacchera, Il forestiere in Cagli. Palazzi, chiese e pitture di una antica città e terre tra Catria e Nerone, Urbania 1997.
  • L. Michelini Tocci, Storia di un mago e cento castelli, Urbino 1986.
  • G. Muzi, Memorie civili ed ecclesiastiche di Città di Castello, Città di Castello 1844.
  • Gabriele Presciutti, Maurizio Presciutti, Dromedari Giuseppe, Il corridoio bizantino al confine tra Marche e Umbria, Pesaro 2014, ISBN 978-88-911414-9-1
  • G. B. Ubaldini, Istoria della casa degli Ubaldini, Firenze 1588.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]