Lazzaretto di Ancona

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Coordinate: 43°36′52″N 13°30′13″E / 43.614444°N 13.503611°E43.614444; 13.503611

Lazzaretto di Ancona
Ancona Mole Vanvitelliana.JPG
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Ancona
Informazioni
Condizioni restaurato a partire dal 1997
Costruzione primo XVIII secolo
Uso Mostre ed Eventi culturali
Realizzazione
Architetto Luigi Vanvitelli
Proprietario Comune di Ancona
 

Il Lazzaretto di Ancona, detto anche Mole Vanvitelliana, è un edificio di Ancona progettato dall'architetto Luigi Vanvitelli.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

L'edificio sorge su di un'isola artificiale pentagonale situata all'interno del porto; è collegato alla terraferma da tre ponti, ed occupa una superficie di 20.000 m²; il canale che lo divide dalla terraferma è detto "Mandracchio".

Originariamente si raggiungeva solamente attraverso imbarcazioni; il rifornimento idrico era assicurato da una rete sotterranea di cisterne. L'acqua si attingeva attraverso tre pozzi, situati nel piccolo tempio neoclassico dedicato a San Rocco, presente al centro del cortile interno.

Il luogo poteva ospitare fino a 2.000 persone, oltre ad una grande quantità di merci. Nella parte interna dell'edificio si trovano i locali del Lazzaretto vero e proprio, che erano destinati alla quarantena, mentre le stanze nella parte esterna erano usate come deposito della merce. Verso il mare aperto il lazzaretto è fornito di un rivellino, progettato per la difesa militare del porto. Fin dalla sua origine l'opera era dunque una struttura polifunzionale: magazzino portuale, luogo di quarantena, fortificazione.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il Lazzaretto durante il restauro del tetto

Nei primi decenni del XVIII secolo la città di Ancona cominciò a vivere un periodo di grande sviluppo economico, grazie alla concessione del porto franco da parte di papa Clemente XII. Questo papa intendeva migliorare le condizioni del porto di Ancona ed affidò l'incarico a Vanvitelli, architetto che in seguito sarebbe divenuto famoso per la progettazione della Reggia di Caserta. Il Vanvitelli ridisegna completamente il porto, rispettandone la forma naturale ed anzi traendo ispirazione da essa. Progetta così il molo Nuovo (ora parte del molo Nord) e il Lazzaretto, su un'isola artificiale pentagonale da lui realizzata nella zona meridionale del porto. I lavori iniziano il 27 luglio 1733 e terminano dieci anni dopo.

Originariamente il Lazzaretto era una costruzione polifunzionale: lazzaretto di sanità pubblica, fortificazione a difesa del porto, deposito per le merci, protezione del porto dall'azione delle onde. Salvaguardava la salute pubblica ospitando depositi ed alloggi per merci e persone in quarantena, che arrivavano al porto da zone ritenute non sicure: per questo fu costruito su un'isola artificiale fuori dal territorio cittadino. Il suo fascino è dovuto anche alla sua forma geometrica, ricca di valori simbolici: il numero cinque può indicare il potere dell'uomo di modificare la realtà circostante. Inoltre, il Lazzaretto si pone in relazione con la sovrastante Cittadella, con pianta stellare a cinque punte, e dunque anch'essa avente una forma basata sul numero cinque. Il luogo ha giocato un ruolo importante durante l'assedio degli austriaci alla città occupata dai francesi nel 1799 e nel corso della Prima guerra mondiale. Nel corso del tempo è stata usato anche come ospedale militare; nel 1884 cambia destinazione d'uso e diventa raffineria di zucchero. Durante le due guerre mondiali ritorna ad essere una cittadella militare; successivamente, nel 1947, diventa deposito di tabacchi. Nel 1997 il comune di Ancona ne acquisisce la proprietà ed inizia un restauro che sta ridonando al Lazzaretto il suo armonico aspetto originario, senza però cancellare completamente le modifiche più significative subite nel corso dei secoli. Ora il monumento viene usato per ospitare mostre temporanee ed altri eventi culturali; una parte di esso è destinata ad accogliere il Museo Tattile Omero. Da quando ne ha acquisito la proprietà, il Comune ha cominciato ad indicare il monumento con l'espressione mole vanvitelliana e non con il termine Lazzaretto, da sempre usato, sia in ambito colto (dallo stesso Vanvitelli!), sia a livello popolare. Il rivellino ospita la società sportiva SEF Stamura e la base nautica dell'Istituto nautico Elia. Nell'angolo sinistro esterno della Mole lato porta Pia si trova una targa in bronzo, in ricordo dello sventato attacco di sabotatori asburgici al porto di Ancona nel 1918.

Targa in ricordo dello sventato attacco nel 1918 al porto di Ancona[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Incursione austriaca ad Ancona.

Nel 1918 un gruppo di circa sessanta sabotatori della marina asburgica sbarcò di notte a nord di Ancona per affondare le navi italiane nel porto di Ancona e scappare con i MAS. I sabotatori riuscirono a superare i controlli grazie all'oscurità e alla presenza di soldati istriani che parlavano italiano, ma all'altezza della Mole vennero fermati da due guardie di finanza che si erano insospettite, Grassi e Maganuco. Durante lo scontro Grassi fu ferito, ma Maganuco riuscì a dare l'allarme e sul posto accorse una pattuglia di carabinieri comandata dal brigadiere Guadagnini; i sabotatori allora si arresero. [1].

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Il tempietto centrale di San Rocco[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Il Lazzaretto nel sito del comune di Ancona
  • [2] sventato attacco al porto di Ancona nel 1918