Lazzaretto di Ancona

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 43°36′52″N 13°30′13″E / 43.614444°N 13.503611°E43.614444; 13.503611

Lazzaretto di Ancona
Ancona Mole Vanvitelliana.JPG
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Ancona
Informazioni
Condizioni restaurato a partire dal 1997
Costruzione primo XVIII secolo
Uso Mostre ed Eventi culturali
Realizzazione
Architetto Luigi Vanvitelli
Proprietario Comune di Ancona
 

Il Lazzaretto di Ancona, detto anche Mole Vanvitelliana, è un edificio di Ancona progettato dall'architetto Luigi Vanvitelli.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio sorge su di un'isola artificiale pentagonale situata all'interno del porto; è collegato alla terraferma da tre ponti, ed occupa una superficie di 20.000 m²; il canale che lo divide dalla terraferma è detto "Mandracchio".

Originariamente si raggiungeva solamente attraverso imbarcazioni; il rifornimento idrico era assicurato da una rete sotterranea di cisterne. L'acqua si attingeva attraverso tre pozzi, situati nel piccolo tempio neoclassico dedicato a San Rocco (protettore dalla peste e dalle epidemie), presente al centro del cortile interno. Il tempietto è aperto sui 4 lati, ciò consentiva alle persone rinchiuse nelle stanze che si affacciavano sul cortile di assistere alla messa senza entrare in contatto gli uni con gli altri e con l'officiante.

Il luogo poteva ospitare fino a 2.000 persone, oltre ad una grande quantità di merci. Nella parte interna dell'edificio si trovano i locali del Lazzaretto vero e proprio, che erano destinati alla quarantena, mentre le stanze nella parte esterna erano usate come deposito della merce. Verso il mare aperto il lazzaretto è fornito di un rivellino, progettato per la difesa militare del porto. Fin dalla sua origine l'opera era dunque una struttura polifunzionale: magazzino portuale, luogo di quarantena, fortificazione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Lazzaretto durante il restauro del tetto

Nei primi decenni del XVIII secolo la città di Ancona cominciò a vivere un periodo di grande sviluppo economico, grazie alla concessione del porto franco da parte di papa Clemente XII. Questo papa intendeva migliorare le condizioni del porto di Ancona ed affidò l'incarico a Vanvitelli, architetto che in seguito sarebbe divenuto famoso per la progettazione della Reggia di Caserta. Il Vanvitelli ridisegna completamente il porto, rispettandone la forma naturale ed anzi traendo ispirazione da essa. Progetta così il molo Nuovo (ora parte del molo Nord) e il Lazzaretto, su un'isola artificiale pentagonale da lui realizzata nella zona meridionale del porto. I lavori iniziano il 27 luglio 1733 e terminano dieci anni dopo.

Originariamente il Lazzaretto era una costruzione polifunzionale: lazzaretto di sanità pubblica, fortificazione a difesa del porto, deposito per le merci, protezione del porto dall'azione delle onde. Salvaguardava la salute pubblica ospitando depositi ed alloggi per merci e persone in quarantena, che arrivavano al porto da zone ritenute non sicure: per questo fu costruito su un'isola artificiale fuori dal territorio cittadino. Il suo fascino è dovuto anche alla sua forma geometrica, ricca di valori simbolici: il numero cinque può indicare il potere dell'uomo di modificare la realtà circostante. Inoltre, il Lazzaretto si pone in relazione con la sovrastante Cittadella, con pianta stellare a cinque punte, e dunque anch'essa avente una forma basata sul numero cinque. Il luogo ha giocato un ruolo importante durante l'assedio degli austriaci alla città occupata dai francesi nel 1799 e nel corso della Prima guerra mondiale. Nel corso del tempo è stata usato anche come ospedale militare; nel 1884 cambia destinazione d'uso e diventa raffineria di zucchero. Durante le due guerre mondiali ritorna ad essere una cittadella militare; successivamente, nel 1947, diventa deposito di tabacchi. Nel 1997 il comune di Ancona ne acquisisce la proprietà ed inizia un restauro che sta ridonando al Lazzaretto il suo armonico aspetto originario, senza però cancellare completamente le modifiche più significative subite nel corso dei secoli. Ora il monumento viene usato per ospitare mostre temporanee ed altri eventi culturali; una parte di esso è destinata ad accogliere il Museo Tattile Omero. Da quando ne ha acquisito la proprietà, il Comune ha cominciato ad indicare il monumento con l'espressione mole vanvitelliana e non con il termine Lazzaretto, da sempre usato, sia in ambito colto (dallo stesso Vanvitelli!), sia a livello popolare. Il rivellino ospita la società sportiva SEF Stamura e la base nautica dell'Istituto nautico Elia. Nell'angolo sinistro esterno della Mole lato porta Pia si trova una targa in bronzo, in ricordo dello sventato attacco di sabotatori asburgici al porto di Ancona nel 1918.

Targa in ricordo dello sventato attacco nel 1918 al porto di Ancona[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Incursione austriaca ad Ancona.

Nella notte del 5 aprile 1918 un gruppo di circa sessanta sabotatori della marina asburgica sbarcò di notte a nord di Ancona per affondare le navi italiane nel porto di Ancona e scappare con i MAS. I sabotatori riuscirono a superare i controlli grazie all'oscurità e alla presenza di soldati istriani che parlavano italiano, ma all'altezza della Mole vennero fermati da due guardie di finanza che si erano insospettite, Grassi e Maganuco. Durante lo scontro Grassi fu ferito, ma Maganuco riuscì a tenere impeganti gli assaltatori e a dare l'allarme, sul posto accorse una pattuglia di carabinieri comandata dal brigadiere Guadagnini, avvisato anche da due irredentisti che avevano disertato; i sabotatori allora si arresero.[1].

Testo della targa nel monumento a ricordo dell'episodio.

« LE GUARDIE DI FINANZA GRASSI CARLO E MAGANUCO GIUSEPPE VIGILI SCOLTE [2]

OSARONO OPPORSI CON LE ARMI A 59 MILITARI DELLA MARINA AUSTRIACA QUI GIUNTI DI SORPRESA NELLA NOTTE SUL 6 APRILE 1918 PER IMPADRONIRSI DEI MAS ORMEGGIATI NEL PORTO E SOSTENNERO DA SOLI UN CONFLITTO CRUENTO FINCHE’ CORSE ALLA TESTA DI UNA PATTUGLIA IL BRIGADIERE DEI RR. CC. GUADAGNINI ANARSEO CHE AUDACEMENTE INTIMO’ ED OTTENNE LA RESA DEI NEMICI.


I CITTADINI DI ANCONA MEMORI QUESTO RICORDO POSERO IV NOVEMBRE MCMXXVII »


Un altro episodio di valore avvenne a Marotta nella seconda metà del novembre 1917, quando 11 coraggiose ragazze remarono contro la tempesta per aiutare i marinai del Faà di Bruno, il monitore (cannoniera galleggiante semovente), che si era arenato e minacciava di affondare, il Faà di Bruno venne poi trainato nel porto di Ancona. [3] [4] [5] [6].

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Il tempietto centrale di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lo Specchio della Città Aprile 2010 / Storia
  2. ^ scolte = sentinelle
  3. ^ Il 17 novembre 1917 a seguito di un fortunale affonda a Marina di Montemarciano il pontone armato Cappellini, mentre si arena sul lido di Marotta il pontone armato Faà di Bruno della Regia Marina ritirati dal fronte marittimo di Monfalcone in seguito ai fatti di Caporetto per essere portati nel porto di Ancona. L'equipaggio del pontone armato Faà di Bruno si salva per l'intervento generoso di undici coraggiose ragazze del luogo, premiate poi con la medaglia di bronzo al merito della Marina
  4. ^ Le 11 ragazze di Marotta - Marottaturismo
  5. ^ Le undici ragazze di Marotta - Marottamare
  6. ^ Undici Ragazze di Marotta

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]