SMS Szent István

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SMS Szent István
SMS Szent István
SMS Szent István
Descrizione generale
Flag of Archduchy of Austria (1894 - 1918).svg
Tipo Nave da battaglia
Classe Viribus Unitis
Cantiere Danubius Fiume
Impostata 29 gennaio 1912
Varata 17 gennaio 1914
Entrata in servizio 17 novembre 1915
Destino finale affondata 10 giugno 1918
Caratteristiche generali
Dislocamento 20.000
Lunghezza 152,18 m
Larghezza 27,3 m
Pescaggio massimo 8,6 m
Propulsione 12 caldaie Babcock & Wilcox dotate di 4 turbine a vapore AEG Curtis (26.400 HP [20 MW])
Velocità 20,4 nodi
Autonomia 7.800 km a 10 nodi
Equipaggio 1.087
Armamento
Armamento artiglieria:
Corazzatura acciaio al nickel cromo

cintura da 150 a 280 mm
torri da 50 a 280 mm
ponte da 30 a 50 mm
casematte 120 mm

torrione 350 mm

Wrecksite.eu[1]

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Il varo della Szent István

La SMS Szent István (nella storiografia italiana nota anche come Santo Stefano) fu una corazzata della k.u.k. Kriegsmarine (Imperiale e Regia Marina austro-ungarica). La nave, che doveva il suo nome a Santo Stefano d'Ungheria, faceva parte assieme alle altre corazzate Viribus Unitis, Prinz Eugen e Tegetthoff della classe Viribus Unitis.

Impiegata di rado nel corso della prima guerra mondiale, la Szent István fu affondata il 10 giugno 1918 nei pressi dell'isola di Premuda in Dalmazia in seguito ad un attacco di motosiluranti italiane, operazione in seguito celebrata come Impresa di Premuda.

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione della nave venne commissionata al cantiere navale fiumano "Danubius" in virtù di un compromesso con la classe politica ungherese che pretese la costruzione di una corazzata a Fiume, che all'epoca apparteneva alla parte ungherese della Duplice Monarchia.

La costruzione della corazzata venne avviata 1912 e la nave ultimata due anni dopo. Durante il varo, avvenuto il 17 gennaio 1914, una catena d'ancora colpì due operai del cantiere, uccidendone uno.

La costruzione dell'unità richiese investimenti per il cantiere non attrezzato per la costruzioni di navi di questa stazza.

In seguito la nave venne dotata degli armamenti necessari in un apposito bacino ed allo scoppio della prima guerra mondiale venne trasferita nell'arsenale militare di Pola per essere ultimata.

L'unità entrò in servizio soltanto il 17 novembre 1915, con 17 mesi di ritardo sul programma originario. Il nome Santo Stefano, in onore del Re fondatore dello stato ungherese, venne attribuito solamente il 13 dicembre 1915 dopo l'entrata in servizio.

Servizio[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso della guerra la Szent István ricoprì un ruolo decisamente marginale e rimase spesso alla fonda nell'arsenale di Pola. Le prime operazioni risalgono ai mesi di novembre e dicembre 1915, quando la corazzata effettuò diverse uscite di prova, saggiando la potenza del suo armamento nel canale di Fasana (appena fuori Pola, vicino all'isola di Brioni). Il 23 dicembre la nave fu ufficialmente attribuita alla 1ª squadriglia e il 10 febbraio seguente ripeté l'uscita con le sue navi sorelle. Eccetto un paio di uscite per esercitazioni a marzo (Adriatico) ed agosto (canale di Fasana), per tutto il 1916 la Szent István rimase ancorata nel golfo di Pola; le ripetute incursioni aeree italiane sul porto di Pola non rappresentarono un pericolo per la nave.

Il 15 dicembre 1916 il nuovo imperatore Carlo I d'Austria visitò la corazzata, mentre il 12 dicembre 1917 fu il turno dell'imperatore Guglielmo II di Germania. Per tutto il 1917 la nave proseguì la propria monotona esistenza tra uscite per esercitazioni e attacchi aerei italiani.

Il 1918 vide la Szent István uscire una sola volta dalla rada prima dell'affondamento, quando assieme alla nave sorella Viribus Unitis si diresse verso l'isoletta di San Giovanni in Pelago (a sud di Rovigno) per le sue ultime prove di tiro.

L'affondamento[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Impresa di Premuda.

Il 27 febbraio 1918 l'ammiraglio Miklós Horthy era stato nominato comandante della flotta austro-ungarica. In seguito alla sua decisione di impiegare le nuove corazzate in una grandiosa operazione nell'Adriatico meridionale (per forzare lo sbarramento navale del Canale d'Otranto), il giorno 8 giugno la Viribus Unitis e la Prinz Eugen uscirono dal golfo di Pola con sette navi d'appoggio, seguite l'indomani dalla Szent István e dalla Tegetthoff con un cacciatorpediniere e sei torpediniere. Dato che per ragioni di segretezza il presidio a difesa del porto non era informato dell'uscita delle navi, l'uscita dal porto non poté avvenire che alle 22.15 anziché alle 21.00 come preventivato.

La notte del 10 giugno 1918 i due motosiluranti italiani MAS 15 e MAS 21, comandati dal capitano di corvetta Luigi Rizzo e ancorati nei pressi dell'isolotto di Lutrošnjak di fronte a Premuda, notarono verso le ore 3.15 una grossa colonna di fumo proveniente da nord. Resisi conto che si trattava di navi nemiche, col favore dell'oscurità si fecero strada a bassa velocità tra le navi del convoglio. Alle 03.30 circa la Santo Stefano, che stava procedendo a una velocità di 14 nodi, venne colpita a dritta da due siluri del MAS 15 lanciati da una distanza di 600 metri, mentre uno dei siluri del MAS 21 colpì la Tegetthoff, ma la mancata esplosione del siluro risparmiò agli austriaci la perdita di una seconda corazzata. Entrambe le motosiluranti riuscirono poi a portarsi in salvo ad Ancona.

Il primo siluro centrò la nave tra la prima e la seconda ciminiera, mentre il secondo all'altezza della ciminiera poppiera. Tra nuvole di fumo e di acqua la nave cominciò a imbarcare grandi quantità d'acqua e a sviluppare incendi nella zona caldaie. Nel tentativo di porre in salvo la nave (le due caldaie anteriori di sinistra erano ancora funzionanti) il comandante Heinrich Seitz modificò la rotta, puntando alla velocità di 4,5 nodi verso l'isola di Melada a SE. La Tegetthoff prese poi la corazzata in traino, ma per il pericolo di rovesciamento le funi dovettero essere sciolte. Alle 6.05 la nave iniziò a rovesciarsi, e nel giro di sette minuti scomparve tra i flutti. L'affondamento della Szent István fu facilitato dai difetti intrinseci della nave: un basso dislocamento e alto centro di gravità, unito all'enorme peso dei cannoni. Tuttavia, il tributo di vite umane fu relativamente modesto (quattro ufficiali e 85 marinai) grazie al fatto che tutti i marinai austriaci dovevano imparare a nuotare prima di entrare in servizio.

La perdita della Santo Stefano fu un duro colpo per la Marina Austro-Ungarica, che da quel momento sospese ogni azione sul mare. In Italia, l'Impresa di Premuda, una delle più audaci operazioni nella storia della Marina italiana, ebbe vasta eco e servì a rafforzare il morale delle truppe al fronte.

A riconoscimento dell'eroismo dimostrato in azione, il capitano Rizzo venne insignito della Croce di Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia, ma in seguito al suo rifiuto (Rizzo era di ideali repubblicani) l'onorificenza venne commutata in una medaglia d'oro al valor militare con la seguente motivazione:

« Comandante di una sezione di piccole siluranti in perlustrazione nelle acque della Dalmazia, avvistava una poderosa forza navale nemica, composta di due corazzate e numerosi cacciatorpediniere e senza esitare, noncurante del grande rischio, dirigeva immediatamente con la sezione all'attacco. Attraversava con incredibile audacia e somma perizia marinaresca la linea fortissima delle scorte e lanciava due siluri contro una delle corazzate nemiche colpendola ripetutamente in modo da affondarla. Liberavasi con grande abilità dal cerchio di cacciatorpediniere che da ogni lato gli sbarrava il cammino e inseguito e cannoneggiato da uno di essi, con il lancio di una bomba di profondità lo faceva desistere dall'inseguimento, danneggiandolo gravemente.
Costa Dalmata, notte sul 10 giugno 1918
 »

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Assieme alla HMS Barham e all'USS Arizona, la Szent István è una delle tre corazzate il cui affondamento è stato filmato (primo caso nella storia).
  • L'anniversario dell'affondamento della Szent István è celebrato come festa della Marina Militare Italiana. Tale ricorrenza, istituita nel 1939, venne spostata al 4 dicembre (giorno di Santa Barbara) nel periodo 1950-1964, ma è in seguito tornata ad essere il 10 giugno.
  • Il capitano Luigi Rizzo fu l'unico ufficiale italiano ad essere stato decorato con due medaglie d'oro nel corso della prima guerra mondiale: precedentemente all'Impresa di Premuda, Rizzo era stato infatti decorato per via dell'affondamento della corazzata SMS Wien nel porto di Trieste.
  • Una delle sue ancore è tutt'oggi esposta davanti alla facciata del Museo storico navale di Venezia, insieme a quella della gemella Tegetthoff.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.wrecksite.eu/wreck.aspx?131869

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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