Luigi Rizzo
| Luigi Rizzo | |
|---|---|
| Soprannome | l'Affondatore |
| Nato | Milazzo 8 ottobre 1877 |
| Morto | Roma 27 giugno 1951 |
| Dati militari | |
| Grado | ammiraglio di divisione |
| Guerre | *Prima guerra mondiale (1915-1918) *Impresa di Fiume (1918-1919) *Guerra d'Etiopia (1935-1936) *Seconda guerra mondiale (1940-1941) |
| Battaglie | *Difesa di Grado * Affondamento della SMS Wien * Beffa di Buccari * Affondamento della SMS Santo Stefano |
| Innovazioni | Stratega di MAS |
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Luigi Rizzo, soprannominato l'Affondatore, primo conte di Grado e di Premuda (Milazzo, 8 ottobre 1887 – Roma, 27 giugno 1951), è stato un ammiraglio italiano. Prestò servizio nella Regia Marina durante la prima e la seconda guerra mondiale ricevendo numerose decorazioni. Prese parte come volontario all'Impresa fiumana e alla guerra d'Etiopia[1].
Indice |
[modifica] Cenni biografici
Nacque a Milazzo l'8 ottobre 1887. Capitano di lungo corso della Marina mercantile, il 17 marzo 1912 fu nominato sottotenente di vascello di complemento della Riserva navale. Nel primo conflitto mondiale, dal giugno 1915 alla fine del 1916 venne destinato alla difesa marittima di Grado dove, agli ordini del capitano di corvetta Filippo Camperio prima e del capitano di fregata Alfredo Dentice di Frasso poi, si distinse particolarmente, ottenendo anche una medaglia d'argento al valor militare.
Successivamente fu trasferito nella neonata squadriglia dei MAS, prendendo parte a varie missioni di guerra. Fra queste si ricordano:
- maggio 1917: cattura di due piloti di idrovolante austriaco ammarato per avaria; per tale azione ottenne la seconda Medaglia d'argento al valor militare;
- dicembre 1917: affondamento della corazzata guardacoste austriaca Wien, avvenuto nella rada di Trieste. Per questa azione Rizzo venne decorato con la medaglia d'oro al valore militare. Nello stesso mese, per le missioni compiute nella difesa delle foci del Piave venne decorato di una terza Medaglia d'argento al valor militare e venne promosso tenente di vascello per meriti di guerra, ottenendo il passaggio in s.p.e. (servizio permanente effettivo);
- febbraio 1918: con Gabriele D'Annunzio e Costanzo Ciano partecipò alla "Beffa di Buccari", ottenendo una medaglia di bronzo al valor militare, commutata al termine della guerra in argento al valor militare;
- giugno 1918: il 10 giugno 1918 al largo di Premuda attaccò ed affondò la corazzata Szent István[2]. Per questa azione venne insignito della Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia; infatti, in virtù del R.D. 25 maggio 1915 n. 753 che vietava di conferire alla stessa persona più di tre medaglie al valore cumulativamente d'argento e d'oro, non fu fregiato della seconda medaglia d'oro al valor militare . Tale limitazione fu abrogata con il R.D. 15 giugno 1922 n. 975 e quindi con R.D. 27 maggio 1923 gli fu revocata la nomina a cavaliere dell'Ordine militare di Savoia e concessa la medaglia d'oro al valor militare per l'impresa di Premuda.
Volontario fiumano nel 1919, nel 1920 lasciò il servizio attivo con il grado di capitano di fregata. Nel 1925 assunse la presidenza della Società di Navigazione Eolia di Messina, carica che manterrà fino al 1948. L'anno successivo fondò a Genova la Calatimbar, società tra armatori, esportatori e spedizionieri, che aveva lo scopo di imbarcare tutte le merci in partenza da quel porto. Alla Calatimbar parteciparono anche privati quali la Fiat ed Enti pubblici come il Consorzio del porto e le Ferrovie dello Stato. Negli anni successivi fu anche nominato Presidente della Cassa Marittima e infortuni e malattie della Gente di Mare, dell'Unione Italiana Sicurtà Marittima e della Società Anonima di navigazione Aerea.
Con regio decreto di concessione del 25 ottobre 1932, e rr.ll.pp. del 20 giugno 1935, fu nominato Conte di Grado. Il predicato di Premuda[3] fu aggiunto al titolo comitale di Grado con r.d. motu proprio di concessione del 20 ottobre 1941.
Nel 1936, volontario, partecipò alla guerra d'Etiopia; il 18 giugno 1936 fu nominato ammiraglio di divisione della Riserva Navale per meriti eccezionali.
Il 10 giugno 1940, allo scoppio delle ostilità, chiese di rientrare in servizio e si occupò della lotta antisommergibile nel Canale di Sicilia; fu dispensato dal servizio nel gennaio del 1941, assumendo la carica di Presidente del Lloyd Triestino. Il 20 febbraio 1942 fu nominato Presidente dei Cantieri Riuniti dell'Adriatico; dopo l'8 settembre 1943 ordinò il sabotaggio dei transatlantici e dei piroscafi affinché non cadessero in mano tedesca. Per questa sua direttiva venne trasferito dalla Gestapo in Austria, prima nel carcere di Klagenfurt e successivamente nel soggiorno obbligato a Hirschegg, dove fu raggiunto dalla figlia Maria Guglielmina.
Rimpatriato al termine del conflitto, morì a Roma il 27 giugno 1951 due mesi dopo un'operazione per un tumore al polmone. L'operazione fu effettuata dal professor Raffaele Paolucci[4], suo grande amico, che durante la Grande Guerra era stato il protagonista con il maggiore del genio navale Raffaele Rossetti dell'affondamento nel porto di Pola della corazzata austriaca Viribus Unitis.
[modifica] Immagini
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La corazzata austriaca Santo Stefano in affondamento
[modifica] Onorificenze
[modifica] Onorificenze italiane
| Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro | |
| Medaglia d'oro al valor militare | |
| «Per la grande serenità ed abilità professionale e pel mirabile eroismo dimostrato nella brillante, ardita ed efficace operazione da lui guidata, di attacco e di distruzione di una nave nemica entro la munita rada di Trieste.» — Rada di Trieste, notte fra il 9 e il 10 dicembre 1917 |
| Medaglia d'oro al valor militare | |
| «Comandante di una sezione di piccole siluranti in perlustrazione nelle acque di Dalmazia, avvistava una poderosa forza navale nemica composta di due corazzate e numerosi cacciatorpediniere e, senza esitare, noncurante del grande rischi, dirigeva immediatamente con le sezioni all'attacco. Attraversava con incredibile audacia e somma perizia militare e marinaresca la linea fortissima delle scorte, e lanciava due siluri contro una delle corazzate nemiche, colpendola ripetutamente in modo da affondarla. Liberarsi con grande abilità dal cerchio di cacciatorpediniere che da ogni lato gli sbarravano il cammino e, inseguito e cannoneggiato da uno di essi, con il lancio di una bomba di profondità, lo faceva desistere dall'inseguimento danneggiandolo gravemente.» — Costa dalmata, notte sul 10 giugno 1918 |
| Medaglia d'argento al valor militare | |
| «Per le numerose prove di arditezza e di iniziativa date durante varie azioni guerresche in mare come osservatore di idrovolanti e perché, avendo ricevuto ordine di recare ad una squadriglia di torpediniere delle informazione sull'ubicazione di galleggianti nemici, si offriva di pilotare la squadriglia stessa in un'importante azione guerresca, contribuendo col suo ardimento e la sua abilità tecnica alla buona riuscita dell'operzione.» — Alto Adriatico, 30 novembre 1915 |
| Medaglia d'argento al valor militare | |
| «Per essersi trattenuto con un motoscafo sotto il tiro delle batterie nemiche,non curando il vivo fuoco d'artiglieria e gli attacchi dall'alto per effettuare la cattura di aviatori nemici.» — Alto Adriatico, 23 maggio 1917 |
| Medaglia d'argento al valor militare | |
| «Per le belle qualità militari dimostrate nelle numerose missioni di guerra compiute in ventinove mesi di servizio presso la difesa di Grado come comandante di una squadriglia MAS e per il contegno calmo, sereno e sprezzante del pericolo tenuto durante il ripiegamento.» — Litorale Nord Adriatico, ottobre-novembre 1917 |
| Medaglia d'argento al valor militare | |
| «Comandante di unità sottile dava prova di sereno coraggio nell'audace attacco al naviglio nemico nella lontana e munita baia di Buccari.» — (Buccari, febbraio 1918) - in commutazione della medaglia di bronzo al valore militare concessa con R.D. 21-5-1918 per lo stesso fatto |
| Croce di guerra al valor militare | |
| — in commutazione di Croce di guerra al merito |
| Croce di guerra al valor militare | |
| — in commutazione di Croce di guerra al merito |
| Medaglia di benemerenza per i volontari delle operazioni in Africa Orientale 1935-1936 | |
| Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915–1918 (4 anni di campagna) | |
| Medaglia commemorativa del periodo bellico 1940–43 (2 anni di campagna) | |
| Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia | |
| Medaglia commemorativa italiana della vittoria | |
| Medaglia commemorativa della spedizione di Fiume | |
[modifica] Onorificenze straniere
| Ufficiale dell'Ordine della Legione d'onore (Francia) | |
| «In seguito a conferimento di Croix de guerre» |
| Croce d'argento dell'Ordine del Salvatore (Grecia) | |
| Membro Onorario del Distinguished Service Order (Regno Unito) | |
| Croix de Guerre francese del 1914–1918 con palma di bronzo | |
| Croix de Guerre belga del 1914-1918 | |
| Navy Distinguished Service Medal (Stati Uniti d'America)[5]. | |
| Gran croce dell'Ordine al merito ungherese (Regno d'Ungheria) | |
[modifica] Note
- ^ La figura di Luigi Rizzo nella Storia
- ^ Fotografie dell'affondamento della "Santo Stefano" e dei MAS di Rizzo
- ^ La piccola isola dalmata vicino Zara, al largo della quale i MAS di Rizzo avevano affondato la corazzata Santo Stefano.
- ^ Veneti nel Mondo
- ^ Medaglia statunitense a Luigi Rizzo (in inglese)
[modifica] Bibliografia
- Fabio Andriola, Luigi Rizzo, Ufficio Storico della Marina,Roma, 2000.
[modifica] Filmografia
- Fumo nero all'orizzonte, il MAS che sfidò la corazzata Santo Stefano. [1]
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Luigi Rizzo nel sito della Marina Militare
- Luigi Rizzo
- Video dell'affondamento della Santo Stefano
- Articolo di Veneti nel Mondo, in ricordo dei 90 anni dell'affondamento della Santo Stefano
- Ammiragli italiani
- Nati nel 1887
- Morti nel 1951
- Nati l'8 ottobre
- Morti il 27 giugno
- Ufficiali della Regia Marina
- Militari italiani della prima guerra mondiale
- Medaglie d'oro al valor militare
- Medaglie d'argento al valor militare
- Croci di guerra al valor militare
- Dirigenti d'azienda italiani
- Massoni
- Personalità italiane della seconda guerra mondiale
- Personalità legate alla Resistenza italiana
- Personalità legate a Messina
- Decorati con l'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro