Chiesa di Santa Maria dei Carmini

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Coordinate: 45°26′00.17″N 12°19′20.24″E / 45.43338°N 12.32229°E45.43338; 12.32229

Chiesa di Santa Maria dei Carmini
Facciata della chiesa di Santa Maria dei Carmini
Facciata della chiesa di Santa Maria dei Carmini
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.pngVeneto
Località Venezia-Stemma.pngVenezia
Religione Cattolica
Titolare Madonna del Carmine
Diocesi Patriarcato di Venezia
Consacrazione 1348
Stile architettonico Rinascimentale
Inizio costruzione 1286
Completamento 1514

La chiesa di Santa Maria dei Carmini, anche chiamata Santa Maria del Carmelo o comunemente "i Carmini" è una chiesa di Venezia, ubicata nel sestiere di Dorsoduro e affacciata su campo dei Carmini.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il campanile costruito da Giuseppe Sardi

L'edificio si erge a fianco della Scuola Grande di Santa Maria del Carmelo, anche conosciuta con il nome di Scuola dei Carmini. Questa confraternita caritatevole fu ufficialmente fondata nel 1597 e sorse da un'associazione caritatevole di donne laiche, le Pinzòcchere dei Carmini. I membri di questo gruppo laico erano associati come terziari al vicino monastero dei Carmelitani.

La chiesa, originariamente chiamata Santa Maria Assunta, fu realizzata a partire dal 1286 e fu consacrata nel 1348. La facciata marmorea a mattoni, rifatta nei primi decenni del XVI secolo, presenta lunette scolpite da Giovanni Buora di Osteno.

Il presbiterio e le cappelle laterali all'interno furono ricostruite tra il 1507 e il 1514 da Sebastiano Mariani da Lugano.

Sopra il campanile, costruito da Giuseppe Sardi di Morcote, vi è la statua della Madonna del Carmine, scolpita nel 1982 da Romano Vio, in sostituzione della precedente che era stata distrutta da un fulmine.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Lo stile è quello di una fabbrica tipicamente gotica che a causa di numerosi interventi successivi ha subito modifiche. La pianta è di forma basilicale allungata, a tre navate con transetto ed un presbiterio profondo ai cui lati sono state poste delle cappelle.

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

La facciata è in stile rinascimentale a tre frontoni curvilinei, attribuita a Sebastiano da Lugano (1507-1514). Sul coronamento si ammirano le statue del Redentore, l'Arcangelo Gabriele, la Vergine e i Santi Elia ed Eliseo, attribuite a Giovanni Buora. Sopra il portale vediamo in una nicchia una statua secentesca: la Madonna con il Bambino. Nel lato sinistro vi è un portale con un protiro trecentesco ornato con palmette, patere e formelle di stile veneto-bizantino.

L'antico campanile, posto accanto alla chiesa, è stato ricostruito nel 1676 da Giuseppe Sardi. La cella campanaria a pianta quadrata è sormontata da un tempietto ottagonale in cima al quale è posta la statua della Madonna del Carmelo, copia dell'originale distrutto da un fulmine nel 1979.


Interno[modifica | modifica wikitesto]

La controfacciata presenta il monumento funebre realizzato da Francesco Contin e dedicato a Jacopo Foscarini, procuratore di San Marco ed ammiraglio della flotta veneziana, la cui famiglia risiedeva nel palazzo antistante la facciata della chiesa, dall'altra parte del rio.

Sopra il secondo altare vi è la Natività con santi (1509-1511) di Giambattista Cima da Conegliano e sul terzo altare alla destra è presente la Madonna del Carmelo con santi (1597-1604 ca.) di Pace Pace. Le statue della Verginità (sinistra) e dell'Umilità (destra (1722-1773)) furono completate rispettivamente da Antonio Corradini e Giuseppe Torretto. L'angelo in bronzo sulla balaustra è opera di Girolamo Campagna. La lignea rappresentazione frontale il Miracolo della Madonna (1724) venne intagliata da Francesco Bernadoni e il tabernacolo da Giovanni Scalfarotto.

L'organo Mascioni presente nella chiesa.

Il soffitto è affrescato con la Glorificazione dello Scapolare (1709), opera di Sebastiano Ricci. Il lavoro a stucco fu completato da Pietro Bianchini su progetto di Abbondio Stazio di Massagno. Nell'affresco l'angelo sostiene lo scapolare e l'iscrizione dipinta indica che è un ornamento del Monte Carmelo.

Tra l'entrata e la sagrestia vi è un altare che fu realizzato associando i Compravendi Pesce (1548) con un retablo della Presentazione di Gesù al Tempio (1541-1542) di Jacopo Tintoretto.

Nella terza cappella sulla sinistra si trova la Lamentazione della Morte di Cristo (1476 circa) di Francesco di Giorgio Martini. Dinanzi al presbiterio si trovano alcune pitture di Marco Vicentino, Palma il Giovane e Gaspare Diziani.

Il secondo altare presenta due statue di Elia ed Eliseo realizzate da Tommaso Ruer, in cui Elia tiene in mano una spada fiammeggiante.

Il primo altare è ornato dal dipinto San Nicola in gloria di Lorenzo Lotto.

Il registro più alto della navata è ricoperto da 24 larghe tele realizzate tra il 1666 e gli anni trenta del Settecento da artisti come Giovanni Antonio Pellegrini, Gaspare Diziani, Girolamo Brusaferro e Pietro Liberi. I cori includono tre dipinti (1545] circa) di Andrea Meldolla.

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

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