Duomo di Pavia

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Coordinate: 45°11′4.5″N 9°9′13″E / 45.184583°N 9.15361°E / 45.184583; 9.15361

Cattedrale di Santo Stefano e Santa Maria Assunta
Cupola del Duomo di Pavia
Cupola del Duomo di Pavia
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Località Pavia-Stemma.png Pavia
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Santo Stefano
Diocesi Diocesi di Pavia
Inizio costruzione 1488

Il Duomo di Pavia, dedicato a Santo Stefano è la più imponente chiesa di Pavia ed un'importante edificio rinascimentale, sintesi di pianta centrale e longitudinale che anticipa le ricerche tipologiche intorno alla basilica di San Pietro a Roma. Possiede la seconda cupola più grande d'Italia (dopo Santa Maria del Fiore a Firenze), terza se si considera San Pietro in Vaticano.

Indice

Storia [modifica]

L'inizio dei lavori della cattedrale risale al XV secolo anche se la costruzione si protrasse a lungo fino al XX secolo e risulta tuttora non completata per quel che riguarda i rivestimenti marmorei.

Sorge sul sito delle due preesistenti antiche cattedrali "gemelle", unite e comunicanti di Santo Stefano a nord e di Santa Maria del Popolo, a sud (i cui resti sono visibili al livello della cripta) e del battistero. Tali costruzioni furono demolite progressivamente per far posto alla nuova cattedrale.

Il primo progetto [modifica]

Dopo che si era progettato di rinnovare le due antiche chiese, la costruzione della nuova cattedrale, voluta dal cardinale Ascanio Sforza[1], fratello di Ludovico il Moro, iniziò nel 1488 sotto la direzione dell'architetto Cristoforo Rocchi, ben presto affiancato da Giovanni Antonio Amadeo al quale alcuni studiosi attribuiscono il progetto generale. Altri autori riconoscono invece l'apporto progettuale di Bramante, per il quale la cattedrale pavese avrebbe costituito un precedente importante per il successivo progetto per la nuova Basilica di San Pietro a Roma. Altri storici mettono in evidenza la vicinanza del Duomo pavese con i contemporanei studi di Leonardo da Vinci del periodo milanese, su edifici a pianta centrale, che presentano analogie più come atteggiamento che per specifiche soluzioni.[2]

Il progetto prevedeva infatti un corpo con tre navate, affiancate da nicchie semicircolari, nell'asse longitudinale, innestato su un corpo centrale triabsidato, con transetto a tre navate, e dominato da una grande cupola, raccordata mediante pennacchi triangolari all'ottagono irregolare dei pilastri. Completavano l'impianto vani ottagonali absidati posti tra i bracci della croce e destinati a sagrestie.

La storiografia generalmente attribuisce tale progetto originario a Bramante di cui risulta documentata la presenza in cantiere nell'agosto del 1488 per risolvere i contrasti sorti tra Rocchi e Amadeo e dare "disegnum seu planum".[3][4]

In particolare vengono attribuiti a Bramante il progetto planimetrico, il disegno della cripta (terminata nel 1492), della parte basamentale della zona absidale dell'edificio e delle sagrestie.[5] Nonostante il breve tempo in cui fu presente Bramante in cantiere, si ritiene che egli fosse stato in grado di dare una chiara impronta destinata a persistere durante il lunghissimo cantiere.

Nel progetto bramantesco, basato sull'innesto di un nucleo ottagonale sul corpo longitudinale a tre navate (come nella cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze o nel Santuario della Santa Casa di Loreto, allora in costruzione), sono stati rintracciati numerosi riferimenti a riprova della vasta cultura dell'architetto, tra cui il progetto originario della basilica di Santo Spirito del Brunelleschi (per l'impianto generale, le sagrestie e le cappelle semicircolari sporgenti dal perimetro),[6] la Chiesa di San Vitale a Ravenna e la Chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli (per quel che riguarda la cupola ed il suo alzato con due ordini di sostegni)[7][8]>

Anche Francesco di Giorgio Martini e Leonardo da Vinci, nel 1490, furono chiamati a dare il proprio parere durante le prime fasi dei lavori,[9] probabilmente per quanto riguarda la tecnica di fondazione.

Il lungo cantiere [modifica]

Amadeo, affiancato dal 1498 da Gian Giacomo Dolcebuono, ebbe il ruolo preminente nella conduzione del cantiere e nella definizione della maggior parte degli alzati mediante un modello ligneo del 1495, realizzato da Rocchi e Giovan Pietro Fugazza ed ancora oggi esistente.[10]

Il cantiere della cattedrale proseguì lentamente attraverso i secoli con diverse fasi costruttive, ritardi dovuti alla mancanza di fondi e gravi problemi strutturali. Nel Cinquecento diresse a lungo i lavori Pellegrino Tibaldi; nel XVII secolo fu completata la parte corrispondente al presbiterio; nel XVIII secolo fu innalzato l'altissimo tamburo della cupola.

La cupola a doppia calotta fu eretta solo nel 1885 da Carlo Maciachini, utilizzando anche travature metalliche ed una catena perimetrale metallica rotta però al momento del disarmo. Maciachini realizzò nel 1898 anche la facciata sempre rispettando il progetto originale, documentato dal modello ligneo, ma solo dopo che non aveva avuto seguito un progetto di riforma in stile pienamente neoclassico di Carlo Amati e Luigi Malaspina[11]. La facciata definita dopo aver rinunciato, anche per mancanza di spazio a realizzare la navata per tutta la lunghezza prevista, fu completata (rimanendo comunque in parte priva di rivestimento marmoreo) addirittura negli anni trenta del XX secolo, quando la costruzione fu ulteriormente completata con l'edificazione dei due bracci del transetto, realizzati secondo i disegni originali cinquecenteschi ma utilizzando una struttura portante in cemento armato, realizzata in modo tale da non alterare le linee architettoniche interne. Tale tecnica costruttiva fu necessaria sia per motivi statici, sia perché era l'unica che garantisse la possibilità di salvaguardare gli avanzi sotterranei dell'antica cattedrale medievale di Santa Maria del Popolo. I due nuovi bracci attendono ancora parte del rivestimento marmoreo interno. La lunghissima vicenda costruttiva della Cattedrale di Pavia, sviluppatasi in un arco di oltre quattro secoli, costituisce un raro esempio di aderenza al progetto originale concepito tanto tempo addietro e di volontà nel completarlo.

La cattedrale contiene le spoglie di San Siro, il primo vescovo di Pavia (III-IV secolo) e le reliquie delle "Santissime Spine della corona di Cristo".

A fianco del Duomo era situata la Torre civica, di cui si ha menzione fin dal 1330, ulteriormente innalzata nel 1583 da Pellegrino Tibaldi e crollata 17 marzo 1989. Dopo di allora sono iniziati lunghi di lavori di consolidamento alla cattedrale che presentava problemi strutturali, come del resto aveva fatto fin dall'inizio della costruzione. In particolare, i pilastri della cupola erano soggetti a forte stato flessionale, con fratture che avevano interessato anche la superficie del rivestimento marmoreo, mentre il tamburo della calotta presentava vistose crepe.[12] I lavori non sono completamente terminati ma la cattedrale è stata riaperta al pubblico domenica 14 ottobre 2012

Facciata del Duomo di Pavia

Architettura [modifica]

Il monumento è un edificio di notevoli dimensioni. La pianta è costituita da una croce greca imperfetta, in quanto il braccio d'ingresso, a ovest, risulta più lungo degli altri in quanto ha una campata in più dei due bracci del transetto, a nord ed a sud, e di quello del presbiterio, tutti con due navate affiancate da cappelle semicircolari. Tale imperfezione geometrica deriva dal fatto, come sopra riportato, che il progetto originario prevedeva una lunga navata longitudinale innestata su un corpo a pianta centrale. La navata fu infine realizzata, fortemente accorciata, a sole tre campate, dando vita così ad un edificio in qualche modo con pianta a croce greca. In realtà, come è possibile verificare dalle planimetrie dell'edificio, la lunghezza del piè di croce costituito da tre campate è uguale alla lunghezza degli altri bracci, costituiti da sole due campate più abside semicircolare. Di fatto, quindi, l'edificio è ugualmente lungo e largo al transetto (circa 88 metri), rispettando quindi nelle proporzioni il concetto di croce greca.

La cupola a pianta ottagonale è alta 97 metri e con una luce di 34 metri. Si ispira alla cupola del duomo di Santa Maria del Fiore a Firenze, di cui riprende la struttura composta da due calotte in muratura, l'interna con funzione strutturale e l'esterna, rivestita da lastre in piombo, con funzione di protezione alla prima. La cupola è sormontata da una slanciata lanterna che riprende il disegno del modello ligneo, ed appoggia su un alto tamburo con ampi finestroni. La cupola è sorretta da otto pilastri dalla forma complessa, collegati da archi e costituiti da un nucleo di mattoni e da un paramento marmoreo; a causa dell'enorme peso della cupola (20.000 tonnellate), i pilastri hanno avuto bisogno di un recente ed urgente intervento di consolidamento, avendo rischiato il collasso a causa di uno stato di flessione. Altri interventi sono stati necessari al tamburo insolitamente alto che presentava fessure, probabilmente già presenti fin dal disarmo.

La navata centrale, di dimensioni doppie delle laterali e percorsa da due gallerie praticabili, è comunque alta circa 30 metri.

Con tali dimensioni, la Cattedrale di Pavia è tra le più imponenti chiese del nord Italia e la cupola una delle più grandi in Italia.

Al di sotto della chiesa si trova un livello interrato con una cripta voltata attribuita a Bramante ed altri ambienti oggi visitabili all'interno di un percorso museale, con resti delle costruzioni medievali.

Parte dell'altare risale al 1521, di Gianpietrino Rizzi, allievo di Leonardo; un'altra parte si deve invece a Bernardino Gatti (1531).

Note [modifica]

  1. ^ Al cardinale furono inviati, da Pavia, nel 1487 disegni di una nuova chiesa in cui si confrontava un grandioso progetto con Hagia Sophia, per sollecitare il suo interessamento: vedi Silvia Foschi, Santa Sofia di Costantinopoli: immagini dall'occidente in "Annali di architettura" n. 14, 2002
  2. ^ A. Bruschi, Bramante, Bari, Laterza, 1973.
  3. ^ L. Gremmo, Il Duomo di Paviain "Studi di storia dell'arte in onore di Maria Luisa Gatti Perer", 1999
  4. ^ A. Bruschi, op. cit. 1973.
  5. ^ A. Bruschi, op. cit. 1973.
  6. ^ A. Bruschi, Op. cit. ", 1973.
  7. ^ Christoph L. Frommel; Giordano Luisa; Schofield Richard, Bramante milanese e l'architettura del Rinascimento lombardo, pag.15-17, 2002
  8. ^ Silvia Foschi, op. cit. , 2002
  9. ^ L. Gremmo, Op. cit. 1999.
  10. ^ L. Gremmo, Op. cit. 1999.
  11. ^ AA.VV. La cultura architettonica nell'età della restaurazione, pag. 399
  12. ^ Studio tecnico Macchi. Consolidamento del Duomo di Pavia. URL consultato in data 09-04-2013.

Bibliografia [modifica]

  • Richard V. Schofield, Janice Shell, Grazioso Sironi, Giovanni Antonio Amadeo/ I documenti, Edizioni New Press, Como 1989.

Voci correlate [modifica]

Altri progetti [modifica]