Chiesa di Santa Maria di Canepanova

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Coordinate: 45°11′08″N 9°09′32.5″E / 45.185556°N 9.159028°E45.185556; 9.159028

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La chiesa di Santa Maria di Canepanova è il più rilevante monumento cinquecentesco nella città di Pavia, opera dell'architetto Giovanni Antonio Amadeo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I lavori di costruzione della chiesa furono eseguiti tra il 1500 e il 1507, sotto la direzione di Giovanni Antonio Amadeo all'apice della sua fama dopo aver eretto il tiburio del duomo di Milano e quindi essere stato invitato dal cardinale Ascanio Sforza, fratello di Ludovico il Moro, a dirigere la costruzione del duomo di Pavia.

1492 - Bramante

Architettura[modifica | modifica sorgente]

In questa opera pavese l'architetto Amadeo riprese il suo stile costruttivo ad quadratum derivante dal suo maestro Guiniforte Solari, già utilizzato tra il 1470 e 1476 per realizzare la famosa cappella Colleoni a Bergamo: si tratta di un volume cubico impostato sul quadrato, su cui poggiano un tiburio ottagonale e quattro piccoli campanili. All'effetto di compattezza prodotto dall'apparato esterno quasi completamente privo di aperture e di decorazioni, fa da contrappunto la movimentata disposizione dell'interno.

Lo spazio a pianta centrale è generato dagli otto lati della cupola proiettati entro il perimetro quadrato della chiesa; la figura così inscritta crea una successione di nicchie sostenute da un arcone per ciascuna delle facce dell'ottagono. Degne di nota le tele di famosi artisti quali il Procaccini, raffiguranti le Donne della Bibbia; sopra il portale, la cantoria con il pregevole organo "Angelo Amati 1853", che viene suonato regolarmente nei giorni festivi e in occasione di prestigiosi concerti.

A pochi passi, al n. 4 di via Mentana, il palazzo del Maino conserva il portale e ambienti rinascimentali molto vicini all'arte dell'Amadeo.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Richard V. Schofield, Janice Shell, Grazioso Sironi, Giovanni Antonio Amadeo / I documenti, Edizioni New Press, Como 1989.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]