Federico Faruffini

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Federico Faruffini (Sesto San Giovanni, 1833Perugia, 1869) è stato un pittore e incisore italiano. La sua opera è considerata come un momento di passaggio tra il pittoricismo di Giovanni Carnovali e i modi degli Scapigliati lombardi.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

"L'armiere etrusco", Perugia 1869 circa"

Formatosi presso la Civica Scuola di Pittura di Pavia con Giacomo Trecourt; amico di Tranquillo Cremona, fu influenzato maggiormente dalla pittura cromaticamente ricca del Carnovali, dedicandosi a soggetti storici, religiosi o tratti dai romanzi. Recatosi a Roma nel 1856 vi rimase fino all'inizio del 1858, impiegato nella prima commissione ufficiale: la pala con l'Immacolata Concezione per il Duomo di Pavia, dove emergono influenze puriste.

Morì suicida a Perugia ingerendo cianuro di potassio [1]

Opere[modifica | modifica sorgente]

Le opere realizzate tra il 1859 e il 1861, come L'orazione di san Domenico, per la Certosa di Pavia; La gondola di Tiziano (1861, Milano, Galleria d'Arte Moderna), rivelano una nuova ricchezza cromatica e un'originale impostazione compositiva, probabilmente frutto del contatto con Domenico Morelli, tra il 1859-60 circa compì un breve soggiorno veneziano dove studiò i maestri del Rinascimento veneto. Stabilitosi nel 1861 a Milano, fu a Torino con Tranquillo Cremona nel 1864, esponendovi Sordello e Cunizza (Milano, Pinacoteca di Brera), dello stesso anno è anche la Lettrice o Clara, (Milano, Galleria d'Arte Moderna). Del 1865 è Il sacrificio della Vergine al Nilo, la sua opera più conosciuta (Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna).

Premi[modifica | modifica sorgente]

Premiato nel 1867 all'esposizione universale di Parigi per il Cesare Borgia che ascolta Machiavelli(recentemente acquistato dal Comune di Pavia ed esposto nel Castello Visconteo della stessa città), nello stesso anno tornò a Roma e nel 1869 fu a Perugia dove morì suicida.

Federico Faruffini nei musei[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Storia dei comuni della provincia di Milano, p. 470.

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