Camera Apostolica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Camera Apostolica
Camera Apostolica
Emblem of the Holy See usual.svg
La Camera apostolica, alla quale è preposto il Cardinale camerlengo di santa romana Chiesa, con la collaborazione del vicecamerlengo e degli altri prelati di Camera, svolge soprattutto le funzioni che sono ad essa assegnate dalla speciale legge relativa alla Sede apostolica vacante.
(Costituzione apostolica Pastor Bonus)
Sede vacante.svg
Eretto XI secolo
Camerlengo cardinale Tarcisio Bertone
Vice camerlengo arcivescovo Pier Luigi Celata
Emeriti cardinale Eduardo Martínez Somalo
Sede Palazzo Apostolico, 00120 Città del Vaticano
Sito ufficiale www.vatican.va
dati catholic-hierarchy.org
Santa Sede · Chiesa cattolica
I Dicasteri della Curia Romana

La Reverenda Camera Apostolica era l'organo finanziario del sistema amministrativo pontificio; era parimenti importante sia nel governo degli Stati della Chiesa che nell'amministrazione della giustizia.
Attualmente la Camera è formata dal Cardinale Camerlengo, dal Vice Camerlengo e dal Collegio dei Prelati Chierici di Camera.

Con il motu proprio di papa Paolo VI Pontificalis Domus sono scomparse alcune cariche di chierici della Camera e di prelati di fiocchetto.

La Camera Apostolica è un organismo diverso dalla tesoreria della camera del Sacro Collegio, presieduto dal cardinale camerlengo (Camerarius Sacri Collegii Cardinalium, "camerlengo del sacro collegio dei cardinali"). Essa aveva l'incombenza dei redditi comuni del Collegio Cardinalizio, ed appare fra le istituzioni curiali nate dopo la fine del XIII secolo, ma ha cessato di esistere da molto tempo.

Il 1º marzo 2013 la Camera apostolica si è riunita al completo a seguito della rinuncia al ministero petrino di papa Benedetto XVI. È risultata così composta[1]: il cardinale camerlengo Tarcisio Bertone, il vice camerlengo Pier Luigi Celata, l'uditore generale Giuseppe Sciacca e dal Collegio dei Prelati Chierici di Camera formato da Mons. Assunto Scotti, Mons. Paolo Luca Braida, Rev.do Philip James Whitmore, Rev.do Winfried König, Mons. Osvaldo Neves de Almeida, Mons. Krzysztof Józef Nykiel, Mons. Lucio Bonora e Mons. Antonio Lazzaro.

Funzioni della Reverenda Camera Apostolica e dei suoi componenti[modifica | modifica wikitesto]

Dall'unità d'Italia, quando la Chiesa ha perso il suo potere temporale, i proventi della tesoreria pontificia derivano principalmente dall'Obolo di San Pietro e dalle altre elemosine dei fedeli, pertanto la Camera, come organo finanziario, non ha più alcuna funzione pratica. I personaggi che la formano ricoprono, in realtà, degli incarichi quasi onorifici.

Fra i doveri principali del Cardinale camerlengo rientra quello di reggere la Santa Sede tra la morte di un pontefice e l'elezione del successivo. In questo periodo viene investito di parte dell'autorità papale.

Il Vicecamerlengo, uno dei prelati più importanti della Curia Romana, era, fino al 1870, governatore di Roma, ed era preposto al mantenimento della pace e dell'ordine in città; oggi, durante la Sede vacante è l'autorità più importante tra i Cardinali; a lui è affidata la sorveglianza del conclave, a cui nessuno è ammesso senza il suo permesso.

L'Auditor Camerae, anch'esso uno dei prelati più importanti, era, in passato, il giudice supremo in materia di amministrazione finanziaria della Curia. Prima del 1870 presiedeva la corte suprema, a cui il Papa faceva riferimento per le decisioni più importanti.

Il Tesoriere generale aveva il controllo finanziario sull'intero reddito prodotto dai possedimenti temporali della Chiesa, così come sul resto dei tributi che si accumulavano nella tesoreria papale. Sebbene in passato il loro numero fosse variabile, oggi il Collegio dei chierici della Camera Apostolica è composto da sette membri. I membri del Collegio, che sono scelti fra i più alti prelati della Curia, non avevano solamente la gestione delle proprietà e dei redditi della Santa Sede, ma venivano consultati collegialmente su tutte le questioni amministrative e svolgevano la funzione di corte suprema per tutte le dispute che interessavano l'amministrazione pontificia. Quando Pio IX, dopo l'insediamento dei vari ministeri divise tra loro i doveri amministrativi, assegnò a ciascun chierico della Camera la presidenza di una sezione del dipartimento della finanza. Quattro di loro, inoltre, erano membri della commissione di controllo sui conti della Camera. Quando il Papa appare in pubblico nelle occasioni solenni, i membri della Camera hanno dei posti ben precisi nei cortei papali e nei concistori pubblici. Alla morte del Pontefice prendono possesso dei Palazzi Apostolici, sono addetti a stilare gli inventari, e dirigono la politica interna ed estera durante la Sede Vacante. Durante il conclave si occupano di tutti i bisogni dei cardinali. A parte queste incombenze, i chierici della Camera sono, solitamente, professori e canonici, con incarichi ecclesiastici regolari.

Storia della Camera[modifica | modifica wikitesto]

Anche se la Camera Apostolica ed i prelati che la formano oggi hanno perso la maggior parte della loro autorità originale, questo organo era uno dei più importanti della Curia. Il carattere ed i metodi amministrativi si sono evoluti sia per il naturale sviluppo economico generale, sia per le vicissitudini degli Stati della Chiesa e dell'amministrazione centrale della Curia.

Fin dalla metà del XII secolo si trova, come membro regolare della Curia, un camerlengo papale (camerarius domini papae), cui era affidata la gestione finanziaria della corte papale. In quel primo periodo i redditi della tesoreria papale provenivano principalmente da rendite di vari generi o da gabelle e tributi pagati dai territori soggetti al Papa, e dalle chiese e monasteri che dipendevano direttamente dal pontefice.

Nel 1192, il camerlengo dell'epoca, Cencio (poi Papa Onorio III, 1216-1227) redasse un inventario di tutte le fonti di reddito pontificio, noto come il "Liber Censuum Romanae Ecclesiae". Gli elenchi precedenti risalivano a Gelasio I (492-496) ed a Gregorio I (590-604), ed erano basati sulla lista dei redditi che affluivano dai patrimoni, o dalle proprietà terriere della Chiesa.

Nel XIII secolo la Camera Apostolica entrò in una nuova fase di sviluppo. La raccolta delle tasse sulle crociate, regolarmente registrata dopo Innocenzo III (1198-1216), impose nuovi oneri sulla tesoreria pontificia, alla quale fu commissionata la raccolta e la ridistribuzione di questi proventi. Inoltre, in questo secolo, i sistemi di pagamento furono trasformati in sistemi valutari, processo influenzato notevolmente proprio dall'amministrazione papale. I servitia communia di vescovi ed abati furono stabiliti secondo somme fisse. Il reddito che affluiva regolarmente alla Curia dalle varie tasse divenne piuttosto elevato. A questi tributi dobbiamo aggiungere le decime (specialmente quelle ricevute durante i pontificati di Clemente V e Giovanni XXII), i sussidi straordinari, imposti sin dalla fine del XIII secolo, le rendite, ed altri redditi. I doveri della Camera Apostolica furono così continuamente aumentati. Da questo momento in poi, per la raccolta di tutti i proventi, la Camera impiegò un gran numero di agenti, noti come collectores.

Successivamente l'importanza di questo organismo finanziario divenne sempre più marcata. I più alti ufficiali amministrativi erano sempre il camerlengo (camerarius) ed il tesoriere (thesaurarius), il primo sempre cardinale, l'altro spesso un vescovo. Esistevano poi i chierici della Camera (clerici Camerae), in principio tre o quattro, in seguito fino a dieci. Il camerlengo, il tesoriere insieme ai Chierici della Camera, potevano costituirsi in un tribunale speciale detto della "piena Camera". Al loro servizio c'era un certo numero di figure minori: notai, scrivani e messaggeri. Infine, a capo di un tribunale di fatto svincolato dalla Camera Apostolica, c'era l'Auditor Camerae.

Il modo più assolutistico di governare la Chiesa che si sviluppò all'inizio del XVI secolo, così come la graduale trasformazione dell'amministrazione finanziaria, cambiò in molti modi i doveri della Camera Apostolica.

Fino alla seconda metà del XVIII secolo il camerlengo, come capo della Camera Apostolica, rappresentò la massima autorità in campo economico ed amministrativo dello Stato Pontificio. L'eccessiva ampiezza delle attribuzioni, i conflitti d'autorità con gli altri dicasteri e la necessità di adeguare le strutture politiche pontificie a sistemi più efficienti furono le motivazioni che indussero vari papi a diminuire gradualmente le competenze del camerlengo la cui carica fin dalla metà del XIX secolo era rimasta quasi completamente di facciata. La stessa Camera Apostolica fu trasformata nel Ministero del Commercio, Belle arti, Agricoltura e Industria affidato ad un laico. Seppure di nome la Camera Apostolica sopravvisse comunque nella figura del camerlengo.

Nel 1870, a causa della perdita del potere temporale, la Camera Apostolica cessò quasi del tutto di esercitare influenza pratica sull'amministrazione pontificia. Nonostante rimanesse un "organo in potenza" il dicastero continuò ad esistere anche dopo la presa di Roma e, sopravvivendo ad alcuni tentativi di soppressione, rimane funzionante ancora oggi seppure con ridotte funzioni e figure.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'Osservatore Romano, 2 marzo 2013, p. 8.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. G. Pastura Ruggiero, La reverenda Camera Apostolica, Roma 1984
  • Catholic Encyclopedia, Volume I, New York 1907.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]