Palazzo Schifanoia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 44°49′49.39″N 11°37′45.28″E / 44.830386°N 11.629244°E44.830386; 11.629244

Palazzo Schifanoia
FE Schifanoia 03.JPG
Tipo Arte
Indirizzo Via Scandiana 23 - Ferrara
Sito Sito ufficiale
Palazzo Schifanoia (1838)
Francesco del Cossa, Marzo, segno dell'Ariete
Unicorno sul portale di palazzo Schifanoia

Il Palazzo Schifanoia è un edificio di Ferrara, risalente al 1385, oggi sede di un museo. Il nome (che, letteralmente, significa "che schiva la noia") voleva sottolineare il suo carattere di divertissement.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Venne eretto su commissione di Alberto V d'Este (1385) su base quadrangolare, senza le ali laterali: era pensato come un piccolo luogo di ristoro, in cui consumare pasti e dedicarsi all'ozio, con una facciata urbana ed una seconda facciata nel giardino: come equivalente della villa suburbana dell'antica Roma, precedette il modello rinascimentale che a Roma fu rappresentato dal Belvedere costruito da Niccolò V.

L'edificio fu poi trasformato e ampliato soprattutto all'epoca di Borso d'Este, il quale, nel 1452, ricevette il titolo di duca per i feudi imperiali di Modena e Reggio Emilia dall'imperatore Federico III. La sua investitura come duca di Ferrara, ad opera del papa Paolo II, fu l'occasione encomiastica per commissionare il ciclo di affreschi nel 1469: il retto ordinamento dell'umanità e della natura, sotto il buon governo del duca, era il retrotesto dei dipinti.

Rendendo il palazzo un vero e proprio contraltare del Palazzo della Ragione[1], sede del Comune prima dell'avvento della Signoria , all'architetto Pietro Benvenuto degli Ordini fu commissionato un appartamento ducale al primo piano, con un salone per ricevere ambasciatori e delegazioni. Nel 1468 venne completata la sopraelevazione, mentre nel 1493 il palazzo venne coronato da una cornice di terracotta; ciò ad opera di Biagio Rossetti, cui Ercole I d'Este commissionò anche l'estensione del palazzo in larghezza.

La facciata è caratterizzata da un grande portale marmoreo scolpito, risalente al 1470 e recentemente attribuito ad Ambrogio di Giacomo da Milano e Antonio di Gregorio su disegno di Pietro di Benvenuto degli Ordini. [2]. Sopra la porta ad arco, in marmo bianco, si trova un grande stemma estense e l’Unicorno una delle imprese araldiche utilizzate da Borso.

Il palazzo è soprattutto famoso per gli affreschi del Salone dei Mesi, tra i cicli pittorici parietali a carattere profano più importanti del Quattrocento italiano. Il programma iconografico fu affidato all'astrologo e bibliotecario di corte Pellegrino Prisciano, vi parteciparono collettivamente i migliori pittori della scuola ferrarese, tra i quali Baldassare d’Este, Ercole de' Roberti e Francesco del Cossa[3]. Resta controversa la possibile partecipazione alla realizzazione degli affreschi del pittore Cosmè Tura. Il nome della sala deriva dalle personificazioni dei mesi dell'anno, a ciascuno dei quali corrisponde un segno zodiacale e allegorie con le attività lavorative correlate. La fascia inferiore è decorata inoltre da Episodi della vita di Borso d'Este e quella superiore dai Trionfi degli dei. Ci sono pervenuti solo i mesi da Marzo a Settembre, leggibili in senso antiorario.

La successiva sala degli Stucchi o delle Virtù presenta un notevole soffitto a cassettoni e un fregio in legno e stucco realizzato dallo scultore Domenico di Paris e dipinto da Buongiovanni da Geminiano attorno al 1467. Nel fregio sono rappresentate le virtù cardinali, esclusa la Giustizia, e le teologali. Nella decorazione sono riprodotti oltre all'aquila estense gli emblemi e le imprese utilizzati da Borso in quanto l'ambiente era probabilmente destinato a sala per le udienze.

All'interno il percorso museale inizia dall'ala più antica, trecentesca, dove sono ospitate varie collezioni (pittura, bronzetti, avori, tarsie lignee, ceramiche graffite e medaglie). Le sale del quattordicesimo e del quindicesimo secolo contengono collezioni di antichità, monete e medaglie coniate da Pisanello da altri artisti del Quattrocento per commemorare singoli componenti della famiglia d'Este.

Palazzo Schifanoia è parte del patrimonio artistico di Ferrara conservato sotto l'egida dei Musei Civici d'Arte Antica di Ferrara.

A causa del terremoto dell'Emilia del 2012 attualmente sono visitabili solo il Salone dei Mesi e la Sala degli Stucchi. La riapertura delle altre sale del Museo è prevista per il 2014.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il palazzo della Ragione edificato tra il 1325 e il 1326 subì nel corso dei secoli diversi trasformazioni. Fu gravemente danneggiato da un incendio doloso nell'aprile del 1945. La sua ricostruzione, avvenuta tra il 1954 e il 1956, fu ad opera dell'architetto Marcello Piacentini.
  2. ^ In passato il disegno del portale fu attribuito a Francesco del Cossa.
  3. ^ "(...) Et ricordare suplicando a quella che io sonto francescho del cossa il quale a sollo fatto quili tri canpi verso l’anticamara". cfr. Adolfo Venturi, L’arte a Ferrara nel periodo di Borso d’Este, «Rivista Storica Italiana», II, 1885, pp. 689-749. Attraverso i riferimenti contenuti nella supplica indirizzata il 25 marzo 1470 a Borso da Francesco del Cossa è stato possibile attribuire a questo pittore i Mesi di Marzo, Aprile e Maggio. L'importante documento fu scoperto nel 1885 da Adolfo Venturi nell'Archivio di Stato di Modena e nello stesso anno pubblicato in contributi dello studioso apparsi su riviste tedesche e italiane..

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Avventi, Il servitore di piazza: guida per Ferrara, Ferrara Pomatelli, 1838, pp. 138-142.
  • Adolfo Venturi, L’arte a Ferrara nel periodo di Borso d’Este, «Rivista Storica Italiana», II, 1885, pp. 689-749.
  • Silvano Ghironi, Flavio Baroni, Note storiche su Palazzo Schifanoia, in «Atti e Memorie della Deputazione Prov. Ferrarese di Storia Patria», Serie Terza, Vol. XXI, 1975, pp. 97-170.
  • Anna Maria Visser Travagli, Palazzo Schifanoia e Palazzina Marfisa a Ferrara, Electa, 1994, ISBN 88-435-4604-X.
  • Marcello Toffanello, Ferrara. La città rinascimentale e il delta del Po, Libreria dello Stato, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, 2005 pp. 54-66, ISBN 88-240-1113-6.
  • Aby Warburg, Arte e astrologia nel palazzo Schifanoja di Ferrara, 2006, Abscondita
  • Salvatore Settis; Walter Cupperi; (a cura di), Palazzo Schifanoia in Ferrara, F. C. Panini, 2007, ISBN 978-88-8290-858-4.
  • Giovanni Sassu, Verso e oltre Schifanoia in Mauro Natale; (a cura di), Cosmè Tura e Francesco del Cossa. L'arte a Ferrara nell'età di Borso d'Este. Catalogo Mostra, Ferrara Arte, 2007 pp.414-455, ISBN 88-89793-01-5.
  • Nicola Iannelli, Simboli e Costellazioni. Il mistero di palazzo Schifanoia. Il codice astronomico degli Estensi, Angelo Pontecorboli Editore, Firenze 2013. ISBN 978-88-97080-40-4

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]