Regno di Vestfalia

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Regno di Vestfalia
Regno di Vestfalia – Bandiera Regno di Vestfalia - Stemma
Regno di Vestfalia - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome ufficiale Königreich Westphalen o Royaume de Westphalie
Lingue parlate tedesco e francese
Capitale Kassel
Dipendente da Primo Impero francese
Politica
Forma di governo monarchia
re Girolamo Bonaparte
Nascita 1807 con Girolamo Bonaparte
Causa Trattato di Tilsit
Fine 1813 con Girolamo Bonaparte
Causa Battaglia di Lipsia
Territorio e popolazione
Massima estensione 45.427 km² nel 1811-1813
Popolazione 2.065.970 nel 1812
Economia
Valuta franco di Vestfalia
Commerci con Primo Impero francese
Religione e società
Religioni preminenti cattolicesimo
Religione di Stato cattolicesimo
Religioni minoritarie protestantesimo, luteranesimo, ebraismo
Classi sociali patrizi, clero, cittadini, popolo
Evoluzione storica
Preceduto da Blank.png Elettorato di Hannover
Flag of Hesse.svg Elettorato d'Assia-Kassel
Succeduto da Flag of Hanover 1837-1866.svg Regno di Hannover
Flag of Hesse.svg Elettorato d'Assia-Kassel

Il Regno di Vestfalia fu uno stato storico esistito dal 1807 al 1813 nell'area dell'attuale Germania. Anche se esso era formalmente indipendente, era de facto uno stato vassallo della Francia, governata da Napoleone Bonaparte, il quale pose a capo di questo nuovo regno da lui fondato il fratello Girolamo Bonaparte. Lo stato prese il nome di Vestfalia anche se questa regione era una piccola parte del grande regno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Regno di Vesftalia venne creato nel 1807 unendo i territori ceduti dal Regno di Prussia nella Pace di Tilsit assieme al Ducato di Magdeburgo ed all'Elettorato di Hannover, oltre che al Ducati di Brunswick-Lüneburg ed all'Elettorato d'Assia-Kassel. La capitale del nuovo regno fu Kassel, ed il re tenne corte al palazzo di Wilhelmshöhe, definito anche Napoleonshöhe. Lo stato era membro della Confederazione del Reno.

Inteso come "stato modello" dei vassalli napoleonici, venne costituito sulla base di una costituzione scritta e da un numero di riforme sociali che favorirono l'accrescimento del regno, come l'abolizione della schiavitù, il diritto di libera impresa e il Codice napoleonico. Venne introdotto anche il sistema metrico-decimale per pesi e misure, sostituendo l'antiquato metodo tradizionale, oltre al supporto da parte del governo di una certa censura sulla libertà di espressione.

Il regno ebbe un ruolo fondamentale come regione-supporto per il sostentamento finanziario ed in truppe delle guerre napoleoniche: un gran numero di soldati della Vestfalia, infatti, perirono durante la campagna di Russia di Napoleone nel 1812 e si distinsero nella Battaglia di Borodino.

A questa sconfitta, però, seguì la decadenza dello stato e nel settembre del 1813 già i cosacchi russi circondarono Kassel e i francesi vennero costretti a ritirarsi dal regno. Dal 1 ottobre le truppe russe presero possesso definitivamente dell'intero Regno di Vestfalia, ma dopo soli tre giorni Girolamo Bonaparte fece ritorno con altre truppe francesi per tentare di riprendere possesso della città di Kassel. L'Elettore d'Assia-Lassel arrivò poco dopo e i cosacchi vennero nuovamente costretti ad assediare la città. Dopo che i francesi ebbero perso la Battaglia di Lipsia il 19 ottobre 1813, i russi dissolsero il Regno di Vestfalia e restaurarono lo status quo antecedente al 1807 (anche se i piccoli principati di Kaunitz-Rietberg e Stolberg-Wernigerode non vennero ricreati).

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma ufficiale dello stato rifletteva esattamente l'unione di quelli incorporati. Il primo quarto riportava il cavallo d'argento per la Vestfalia, il secondo il leone dell'Assia oltre alle contee di Diez, Nidda e Katzenelnbogen, il terzo venne disegnato ex novo per indicare dei territori non specificati attorno al Magdeburgo e il quarto combinava gli stemmi di Brunswick, Diepholz, Lüneburg e Lauterburg. Attorno allo scudo si trovava il collare dell'Ordine della Corona di Wesftalia e la ‘Grand Aigle’ francese, sulla quale si trovava la stella napoleonica. Tipico dell'araldica napoleonica erano i due scettri incrociati.

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