Repubblica Bergamasca

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Repubblica Bergamasca
Dati amministrativi
Lingue parlate
Capitale Bergamo
Politica
Forma di Stato repubblica
Forma di governo municipalità
Nascita 25 dicembre 1796
Fine 29 giugno 1797
Causa Trattato di Campoformio
Territorio e popolazione
Bacino geografico Provincia di Bergamo e Valcamonica
Evoluzione storica
Preceduto da Repubblica di Venezia
Succeduto da Repubblica Cisalpina

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La Repubblica Bergamasca (12 marzo - 17 ottobre 1797) fu uno stato preunitario di epoca napoleonica. Aveva come territorio l'attuale Provincia di Bergamo e la Val Camonica.

Nacque a seguito dell'occupazione militare francese delle città di Brescia e Bergamo, allora appartenenti alla Repubblica Veneta e confluì infine nella Repubblica Cisalpina.

Instaurazione della repubblica rivoluzionaria[modifica | modifica sorgente]

Le truppe francesi del generale Bareguey fecero ingresso a Bergamo il giorno di Natale del 1796, senza combattimenti, in accordo con il podestà veneto, Conte Ottolini, che aveva concordato il ritiro delle truppe veneziane.

Il 12 marzo 1797 veniva così proclamata la Repubblica Bergamasca. Ottolini, minacciato di arresto, partiva per Brescia, mentre veniva eletta la nuova municipalità, formata da 24 persone, che istituiva anche una parvenza di esercito.

Due giorni dopo la Repubblica votava l'annessione alla Repubblica Cispadana, e venivano rimossi i simboli veneti dalle porte delle Mura. L'Albero della libertà veniva eretto in Piazza Vecchia, oltre che nelle contrade.

La Costituzione del 24 marzo[modifica | modifica sorgente]

Il 24 marzo venne approvata la Costituzione della Repubblica Bergamasca[1].

La nuova amministrazione prevedeva la divisione del territorio in cantoni sovracomunali. In ogni località che avesse voluto costituirsi in comune, i cittadini si sarebbero dovuti riunire in chiesa, sotto l'autorità del parroco, e nominare un deputato. Questi, assieme agli altri deputati dei comuni del cantone, avrebbero nominato tre deputati permanenti, membri della municipalità del cantone. I tre deputati permanenti, riuniti nella chiesa del capoluogo del cantone, avrebbero scelto il deputato rappresentante del cantone. Una volta convocato a Bergamo, questi avrebbe dovuto comunicare l'accettazione dei nuovi organi amministrativi, portando le liste dei rappresentanti dei comuni[1].

La Municipalità di Bergamo sarebbe stata formata da 24 membri[1].

Il 17 aprile 1797 si tenero i comizi generali: gli uomini dotati di potere di voto si riunirono in ogni chiesa per eleggere i propri rappresentanti[2].

Suddivisione del territorio[modifica | modifica sorgente]

La Repubblica venne suddivisa in 14 cantoni, questi a loro volta furono suddivisi in comuni[3]:

La suddivisione sopravvisse all'inglobamento nella Repubblica Cisalpina, fino al marzo 1798.[1].

La contro-rivoluzione nelle valli[modifica | modifica sorgente]

Nelle valli, e specialmente in Valle Imagna, prendeva però forma una sorta di contro-rivoluzione: la Repubblica sembrava infatti essere anti-religiosa, e soprattutto nei paesi il carisma del clero riusciva a mantenere la popolazione dalla parte dei veneziani. La rivolta veniva tuttavia sedata nel giro di un mese[6].

In questo ambito iniziò anche a circolare la leggenda delle gesta di Pacì Paciana, il brigante.

Fine dell'esperienza autonoma[modifica | modifica sorgente]

Con il trattato di Campoformio, dopo circa tre mesi dal suo stabilimento, la Repubblica Bergamasca entrava infine a far parte della Repubblica Cisalpina come Dipartimento del Serio.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Lombardia Beni Culturali - Repubblica Bergamasca
  2. ^ Lombardia Beni Culturali - Comune di Branzi
  3. ^ legge 17 aprile 1797
  4. ^ Cantone di Martinengo, 1797 - 1798 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  5. ^ Cantone di Verdello, 1797 - 1798 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  6. ^ Le Insorgenze Antigiacobine Bergamasche (29 - 30 marzo 1797) - di F. Bonaiti, Tratto da "Quaderni Padani" Anno VI, N. 29 - Maggio-Giugno 2000
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