1º Reggimento carabinieri paracadutisti "Tuscania"

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1º Reggimento carabinieri paracadutisti
"Tuscania"
Scud Tuscania.gif
Descrizione generale
Attiva 1951 - oggi
Nazione Italia Italia
Alleanza Flag of NATO.svg N.A.T.O.
Servizio Coat of arms of the Carabinieri.svg Arma dei Carabinieri
Tipo Carabinieri Paracadutisti
Ruolo polizia militare
Truppe aviotrasportate
Dimensione circa 550
Guarnigione/QG Caserma "Vannucci"
Equipaggiamento Beretta 92FS, Bushmaster XM15, Accuracy International AWP, Glock 19, Beretta M12,Heckler & Koch MP5, Benelli Super 90.
Patrono "San Michele Arcangelo"
Motto "Se il destino è contro di noi, peggio per lui."
Colori Amaranto
Battaglie/guerre Eluet el Asel - Lamluda 19-20 dicembre 1941
Anniversari 20 dicembre
Decorazioni Medaglia d'Argento al Valor Militare alla Bandiera
Reparti dipendenti
  • Comando di Reggimento
  • Compagnia Comando & Servizi
  • 1º Battaglione Carabinieri Paracadutisti
  • Reparto Addestrativo
  • Sezione paracadutismo sportivo.
Comandanti
Comandante attuale Colonnello Antonio Frassinetto.
Comandanti degni di nota Gen. Leonardo Leso; Gen. Paolo Nardone.

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Il 1º Reggimento carabinieri paracadutisti "Tuscania" sfila con la bandiera di guerra alla parata del 2 giugno 2006, Roma

Il 1º Reggimento carabinieri paracadutisti "Tuscania" è un'unità militare dell'Arma dei carabinieri, è formato da paracadutisti ed è inquadrato nella 2ª Brigata mobile carabinieri, grande unità di cui fanno parte anche il 7º Reggimento carabinieri "Trentino-Alto Adige" con sede a Laives (BZ), il 13º Reggimento carabinieri "Friuli-Venezia Giulia" con sede a Gorizia ed il Gruppo Intervento Speciale. Il "Tuscania" ha attualmente sede a Livorno, e dispone di circa 550 effettivi.

Pur nella sua peculiarità, esso si adegua perfettamente al ruolo da sempre svolto dalla Benemerita, abbinando efficacemente addestramento ed operatività tipicamente militari a potenzialità d'impiego (anche) nell'ambito della polizia giudiziaria propriamente detta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il reparto perpetua idealmente le tradizioni del I Battaglione Carabinieri Reali Paracadutisti, costituito il 1º luglio 1940, impiegato nella Seconda guerra mondiale, nel fronte dell'Africa Settentrionale (1941). Il I Battaglione Carabinieri Reali Paracadutisti viene posto alle dipendenze del Corpo d'Armata di Manovra (C.A.M.) e riceve l'ordine di trasferirsi nel Gebel Cirenaico, dove assolve numerosi compiti tra cui il presidio di Lamluda, Derna e Cirene, sede del Comando Superiore Forze Armate A.S., nonché la sorveglianza anticommandos di un tratto di costa cirenaica. In questo periodo il battaglione sostiene alcuni scontri con il nemico tra cui di particolare rilievo il combattimento svoltosi il 19 novembre nei pressi di Cirene che termina con la cattura di un ufficiale, un sottufficiale, 10 militari inglesi e 42 guerriglieri libici. Il 14 dicembre 1941 su ordine personale del generale Rommel, comandante del Panzergruppe "Afrika", al comando del maggiore Edoardo Alessi, il reparto raggiunge il bivio di Eluet el Asel con il compito di arrestare l'avanzata delle unità britanniche che, sfruttando le piste provenienti dall'interno, intendono tagliare la strada alle divisioni italiane in ritirata lungo la via Balbia. Il 19 dicembre 1941 inizia la battaglia di Eluet El Asel. Il battaglione, rinforzato da un plotone di guastatori paracadutisti, alcuni cannoni da 47/32 serviti da bersaglieri ed un plotone di paracadutisti libici, dopo aver respinto per un'intera giornata i ripetuti assalti di una brigata meccanizzata inglese, assolto il proprio compito e ricevuto l'ordine di ripiegare, ormai circondato, durante la notte si apre la strada verso le linee amiche combattendo e cercando di forzare diversi sbarramenti inglesi. Gli stessi nemici, in una trasmissione del 28 dicembre di Radio Londra, ammettono che "i carabinieri paracadutisti si sono battuti come leoni e che mai i reparti britannici avevano incontrato una così accanita resistenza!". Tale unità — che aveva subito gravissime perdite — venne disciolta nel 1942, ma "risorse" nel 1951 a Viterbo come Reparto Carabinieri Paracadutisti, avente struttura e organici equivalenti a quelli di una compagnia di fanteria paracadutista, di stanza nei primi anni dalla sua formazione nella località citata presso il centro militare di paracadutismo.

Il Tuscania in parata

In questo periodo, questa unità era a disposizione esclusiva del comando generale dell'Arma dei carabinieri come unità di pronto impiego per servizi di ordine pubblico. Temporaneamente nel 1957 rischierata in Pisa, dal 1º gennaio 1963 fu assegnata all'attuale sede (Livorno) ed integrata nell'organico dell'allora appena costituita Brigata Paracadutisti, nella configurazione di "Compagnia Carabinieri Paracadutisti".

Entrando a far parte della Brigata Paracadutisti, la Compagnia Carabinieri Paracadutisti oltre a quelli propri istituzionali dell'Arma dei Carabinieri fu incaricata pure di assolvere compiti bellici. Da allora oltre al normale addestramento prelancistico, ai lanci e a quello istituzionale dell'ordine pubblico, si aggiunse l'addestramento al combattimento individuale e collettivo.

Elementi di quello che sarebbe diventato l'attuale reparto concorsero significativamente sia all'istituzione sia alle azioni del Reparto Scelto Interforze, che negli anni sessanta svolse un'intensa opera di controguerriglia, opposta alle iniziative terroristico-separatistiche di taluni movimenti altoatesini.

Il 4 novembre 1966 in occasione della disastrosa alluvione che colpisce Firenze e tutta l'Italia centro settentrionale, unità del battaglione Carabinieri Paracadutisti operano senza tregua per salvare persone in pericolo, alleviarne i disagi e prevenire atti di sciacallaggio.

Il 25 giugno 1967 il capitano Francesco Gentile, comandante del "Reparto speciale di rinforzo per l'Alto Adige" intervenuto al passo di Cima Vallona dopo un ennesimo attentato dinamitardo di separatisti altoatesini, rimane vittima di una imboscata tesa con una trappola esplosiva. Muoiono con lui il tenente Mario Di Lecce e il sergente Olivio Dordi, Sabotatori Paracadutisti. Al capitano viene concessa una Medaglia d'oro al valor militare alla Memoria.

Il 7 maggio 1973 il capitano Fabrizio Innamorati, comandante di una compagnia del battaglione Carabinieri Paracadutisti, scala l'Everest, il monte più alto del mondo. Al comando di una cordata di 4 uomini conquista la vetta per ben 2 volte in 4 mesi, nel corso dell"'Operazione Everest" organizzata dallo Stato Maggiore dell'Esercito.

Il 1 ottobre 1975, in concomitanza con ovvi mutamenti organici, assunse la denominazione di 1º Battaglione Carabinieri Paracadutisti "Tuscania". Nel 1977 da un'aliquota del battaglione furono create le unità antiterrorismo, e forze speciali, Gruppi Intervento Speciale (GIS).

Al 1º giugno 1996 risale, viceversa, l'attuale denominazione di Reggimento, mentre in data 15 marzo 2002, il 1º Reggimento "Tuscania" esce dai ranghi della Brigata paracadutisti "Folgore" e dell'Esercito e viene posto alle dirette dipendenze della Seconda Brigata Mobile Carabinieri[1].

Il "Tuscania" ha partecipato a tutte le più importanti missioni "fuori area" in cui sono state impegnate le FF.AA. italiane. A partire dal Libano (1982-1984) con l'ITALCON, primi a partire ed ultimi a tornare da quello che fu il primo impiego internazionale del dopoguerra, per poi proseguire con le seguenti operazioni:

Nel corso degli anni, al Reggimento è stata anche affidata la sicurezza delle Sedi Diplomatiche nazionali all'estero nelle aree e nei periodi di maggior "rischio": Libano, Somalia, Arabia Saudita, Zaire, Perù, Algeria, Albania, Congo, Serbia, Iraq, Israele, Afghanistan, Pakistan, Colombia, Costa d'Avorio, Yemen, Egitto, Libia.

Molto frequenti sono stati gli impieghi sul territorio nazionale nelle aree che, per caratteristiche morfologiche e sociocriminali, risultano difficilmente controllabili dalle Forze di Polizia territoriali; numerose operazioni antisequestro, anticontrabbando e anticrimine sono state condotte con successo in Sardegna, Sicilia, Calabria, Campania e Puglia.

Reclutamento e formazione[modifica | modifica wikitesto]

Il personale del Reggimento deve emergere da un impegnativo percorso di formazione professionale. È previsto un corso (a cui si accede dopo una preliminare scrematura dei soggetti che non risultano idonei) che dura 9 mesi e comprende:

  • corso di paracadutismo militare; (lancio con fune di vincolo);
  • addestramento all'impiego operativo di corde;
  • corso di primo soccorso operativo (CLS);
  • tecniche di orientamento e di navigazione terrestre;
  • corso difesa personale (Krav Maga e MMA);
  • corso CBRN (chimico biologico radiologico nucleare) sulle operazioni in ambienti contaminati;
  • tecniche di mascheramento, mimetizzazione, movimento tattico, superamento ostacoli, capacità di operare in sicurezza in ambienti montani e sopravvivenza in climi rigidi;
  • corso per operatore eliportato;
  • addestramento di pattuglia e di plotone: (procedure operative standard delle minori unità,operazioni anfibie, ricognizioni,acquisizione obiettivi, piantonamenti, tecniche di guerriglia, anti-guerriglia e operazioni speciali);
  • tecniche Sopravvivenza, Evasione, Resistenza agli interrogatori e Fuga;
  • addestramento all'impiego di armi e materiali speciali: (tiro con armi corte, medie, lunghe, utilizzo accessori vari, materiali esplodenti o speciali, piena conoscenza degli apparati per le comunicazioni, anche satellitari, in dotazione al reparto);
  • abilitazione speciale alla guida di autoveicoli tattici;
  • tecniche di combattimento e pattugliamento in ambiente urbano (MOUT/FIBUA/FIWAF);
  • tecniche di Polizia Militare, Counter-IED, HUMINT e all'impiego in unità e comandi multinazionali;

Superate le prove finali del corso, (mediamente un candidato su tre) il carabiniere paracadutista assurge al rango di esploratore, transita nel Battaglione, nell'ambito del quale svolge attività operative, di addestramento, di mantenimento e di ulteriore specializzazione nei diversi settori:

  • aviolancistico: (lanci ad alta quota ad apertura comandata);
  • di tiro con armi individuali e di reparto;
  • di impiego dei materiali speciali ed esplodenti;
  • delle tecniche particolari di combattimento;
  • servizio scorta (comprende abilitazione alla guida di sicurezza).

Nonostante l'affrancamento dell'Arma dei Carabinieri dall'Esercito (avvenuto il 5 ottobre 2000), il Tuscania rimane strettamente collegato ai "cugini" della Brigata paracadutisti "Folgore", con i quali condivide il basco amaranto.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

  • Comandante e Comando di Reggimento, per le funzioni di comando, coordinamento e controllo;
  • Reparto Addestrativo, per l'attivita' di selezione e formazione del personale da immettere nei ranghi operativi dello stesso Reggimento e degli Squadroni Cacciatori;
  • Compagnia Comando e Servizi, per il supporto logistico;
  • Battaglione Carabinieri Paracadutisti, su tre compagnie, per l'assolvimento dei compiti istituzionali.

Il reparto addestrativo del reggimento è molto flessibile: non si occupa solo di addestrare e specializzare i futuri carabinieri paracadutisti.

Del Reggimento fa parte anche una Sezione di paracadutismo sportivo, che però, è posta alle dirette dipendenze del Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri.[2]

Impiego[modifica | modifica wikitesto]

Il Tuscania alla parata del 2 giugno 2007.

Da quanto precede, è già possibile comprendere che le aree d'intervento del Tuscania coprono i seguenti settori:

  • militari (tipici delle truppe paracadutiste):

occupazione preventiva e difesa di posizioni; interdizione e controinterdizione d'area (guerriglia e controguerriglia); supporto a contingenti di Forza Armata in operazioni "fuori area"; funzioni di Polizia Militare per unità paracadutiste;

  • di polizia:

supporto all'Arma Territoriale; sicurezza alle sedi diplomatiche in Paesi "a rischio"; scorta di personalità;

  • addestrativi:

addestramento e formazione di militari dell'Arma destinati a reparti speciali; addestramento di forze di polizia in aree di crisi internazionale.

  • come Unità di coronamento per le Operazioni Speciali (TIER3) vengono talvolta impiegati come supporto nelle operazioni della Forze speciali italiane (TIER 1).

Sotto il profilo logistico, il reparto si appoggia (per l'aero-trasporto) alla 46ª Aerobrigata dell'Aeronautica Militare Italiana con sede a Pisa.

Armamento[modifica | modifica wikitesto]

L'armamento sia individuale sia di reparto del reggimento, varia secondo il tipo di operazione da svolgere, quindi le armi sono scelte in base al loro impiego.

Nome Calibro Tipo Nazionalità
Beretta 92 9x19mm Parabellum pistola semiautomatica Italia Italia
Glock 19 9x19mm Parabellum pistola semiautomatica Austria Austria
Heckler & Koch MP5 9x19mm Parabellum pistola mitragliatrice Germania Germania
Beretta M12 9X19mm Parabellum pistola mitragliatrice Italia Italia
Colt M4 5.56x45mm NATO fucile d'assalto Stati Uniti Stati Uniti
Benelli M4 Super 90 12 fucile a canna liscia Italia Italia
Accuracy International Arctic Warfare AWS 7.62x51mm NATO fucile di precisione Regno Unito Regno Unito
Accuracy International Arctic Warfare AWP 7.62x51mm NATO fucile di precisione Regno Unito Regno Unito
MSG90 variante militare del Heckler & Koch G3 7.62x51mm NATO fucile di precisione Germania Germania
Browning M2 12.7x99mm NATO mitragliatrice pesante Stati Uniti Stati Uniti
FN Minimi 5.56x45mm NATO mitragliatrice leggera Belgio Belgio
Heckler & Koch GMG 40mm lanciagranate Germania Germania
Pugnale Extrema Ratio[3] 200mm coltello da combattimento Italia Italia

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1976 il Tuscania annovera pure una Sezione di paracadutismo sportivo, che si fregia di numerosi brillanti risultati sia in campo civile, sia militare, tra cui rammenteremo almeno i titoli mondiali conseguiti nelle annate 1990, 1994, 1998, 1999.

Pur non trattandosi propriamente di attività sportive, va segnalata la partecipazione di militari del Tuscania ad alcune edizioni del "raid" Overland[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ministero della Difesa - 1º Reggimento Carabinieri Paracadutisti "Tuscania"
  2. ^ Rivista Il carabiniere, novembre 2006
  3. ^ Pugnale Extrema Ratio (colmoschin.it)
  4. ^ Sito del programma TV e del raid. Per l'esattezza, il personale dell'Arma impiegato partecipa a queste spedizioni a titolo puramente volontario ed usufruendo delle proprie "licenze" (ossia, consumando le ferie).

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