13º Reggimento carabinieri "Friuli-Venezia Giulia"
| 13º Reggimento Carabinieri "Friuli-Venezia Giulia" |
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| Descrizione generale | |
| Attiva | 1940 - 1943 1947 - oggi |
| Nazione | |
| Alleanza | |
| Servizio | |
| Tipo | Reggimento di Fanteria leggera |
| Ruolo | Unità antiterrorismo ordine pubblico Polizia militare |
| Dimensione | Reggimento |
| Sede | Gorizia, via Trieste 46 |
| Patrono | Santi Ilario e Taziano |
| Motto | Pro Patria nostra |
| Parte di | |
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| Comandanti | |
| Comandanti degni di nota | Luciano Gottardo, Gianfrancesco Siazzu |
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Il 13º Reggimento Carabinieri "Friuli-Venezia Giulia", con sede in Gorizia, è un reparto mobile con propensione all'impiego estero dell'Arma dei Carabinieri, inquadrato nella 2ª Brigata Mobile, grande unità di cui fanno parte anche il 7º Reggimento carabinieri "Trentino-Alto Adige", il Reggimento carabinieri paracadutisti "Tuscania" ed il Gruppo di intervento speciale.
Il reggimento, già battaglione, ha partecipato con i propri uomini a varie missioni all'estero, concorrendo a formare buona parte dei contingenti per i Reggimenti IPU (Integrated Police Unit) in Bosnia ed Erzegovina, MSU (Multinational Specialized Unit) in Bosnia, Iraq e Cossovo[1], UNIFIL come polizia militare. Attualmente l'impegno maggiore è in Afghanistan per le operazioni di NTM-A (NATO Training Mission), di polizia militare e di vigilanza in alcune ambasciate a rischio.
Dal 2009 il Reggimento è tornato ad occuparsi anche di mantenimento dell'ordine pubblico, prestando servizio in caso di manifestazioni come incontri calcistici, a Napoli per l'emergenza rifiuti, a Lampedusa per l'emergenza profughi o ancora in Val di Susa per le manfestazioni "No TAV".
Fra i vari comandanti del reparto, meritano sicuramente di essere ricordati i generali di corpo d'armata Luciano Gottardo e Gianfrancesco Siazzu, già Comandanti Generali dell'Arma dei Carabinieri.
Indice |
[modifica] Storia
Il reparto viene costituito il 21 dicembre 1940, con personale tratto dalla Legione Territoriale Carabinieri di Bologna, e la denominazione di "XIII Battaglione Carabinieri Mobilitato", per far fronte alle esigenze connesse alla Seconda guerra mondiale. È sciolto con l'armistizio di Cassibile.
Subito dopo la "rinascita repubblicana" dell'Italia, si acuiscono le tensioni con l'allora Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. In relazione a detta situazione, il reparto in esame viene ricostituito (6 agosto 1947) alle dipendenze della Legione Territoriale Carabinieri di Padova, per le necessità della frontiera orientale.
Il rinato battaglione diviene operativo il successivo 5 novembre, con sede a Padova e denominazione di "Battaglione Mobile Carabinieri Gorizia". Il 1º febbraio 1948 viene dislocato effettivamente presso la città di cui reca il nome (e dove tuttora è ospitato).
Il 12 novembre 1976, con Decreto del Presidente della Repubblica, riceve la bandiera di guerra; il 15 settembre 2001 viene trasformato in reggimento.
Nel 2003 inaugura il quadro delle operazioni Task Force MSU di Antica Babilonia, issando il tricolore nella base denominata "Animal House" sino ad allora occupata dal 216° Sea Heavy Truppers della US Marines Corp. Li sorgerà la base "Libeccio", primo e unico avamposto delle FF.AA. italiane in pieno centro abitato in Iraq, nella città di Nassirya. La base verrà, alcuni mesi più tardi, attaccata e distrutta, il 12 novembre 2003, da un commando suicida. Il 13º Reggimento pagò il cobtributo di sangue più alto. Nell'atto di resistere all'attacco, uomini del 13º Reggimento dettero prova di non comune ardimento. Vennero travolti dall'esplosione del camion-bomba impiegato dai miliziani per portare l'attacco fin sotto le mure della base. L'azione di fuoco da loro intrapresa determinò l'arresto a distanza - nel limite delle mura perimetrali - del veicolo. Vennero così limitati considerevolmente il numero delle vittime.
[modifica] Reclutamento e formazione
Il 13º Rgt. CC è composto da 3 Compagnie operative più 1 Compagnia comando e servizi. Il personale del reggimento emerge da un impegnativo percorso di formazione professionale. Gli aspiranti operatori del 13º Rgt. frequentano un corso della durata di 14 settimane, suddivise in due fasi, 5 settimane (1ª fase) + 7 settimane (2ª fase) + 2 settimane per l'impiego in ambasciate a rischio; con test pratici e teorici intermedi e finali, con lo studio teorico e pratico di numerose materie tra cui tecniche di tiro avanzato con varie armi ed in varie situazioni: NBCR, CQB, FIBUA, BRICK e RAI; inoltre, discipline indispensabili alla formazione sono: Combattimenti in Centri Abitati, Counter IED, topografia, orienteering, pronto soccorso operativo, Scorte VIP, Scorte C.ti di GU, LCB, interdizione e controinterdizione, pattuglie, addestramento individuale al combattimento, tecniche di OP, irruzioni, guida fuoristrada, impiego operativo di corde(roccia ed edifici), educazione fisica e potenziamento muscolare, ecc.
I candidati che riescono a completare il corso con profitto positivo assumono l'incarico di ADDETTO e vengono inquadrati in una delle 3 Compagnie operative. La gloriosa 1ª Compagnia ha come simbolo la testa di leone fiammeggiante, la 2ª Compagnia ha come simbolo l'aquila reale e la 3ª Compagnia la testa di pagliaccio (Mad Joker).
[modifica] Armamento individuale
L'operatore è di base equipaggiato con pistola Beretta 92 FS e fucile SCP 70/90. In base alle esigenze, poi, alcuni operatori vengono equipaggiati con dotazioni particolari come alcuni fucili di precisione (l'Heckler & Koch PSG-1, il Mauser 66 SP) o il lanciagranate M203. Ovviamente è previsto anche l'utilizzo di armi di squadra come l'MG 42/59, la Browning M2, la FN Minimi, il Panzerfaust-3; per quanto riguarda i fucili ad anima liscia è invece in uso il Franchi SPAS-MIL 15.
[modifica] Mezzi
Tra i mezzi in dotazione i più comuni sono il IVECO VM Telonato e Protetto, IVECO TurboDaily e IVECO C-18 per l'ordine pubblico, Land Rover 90 passo lungo, Land Rover Discovery, moto Enduro, VCC.
[modifica] Note
- ^ Vedi DOP. La pronuncia classica, Còssovo /ˈkɔssovo/, è variamente attestata: cfr. «La battaglia di Còssovo in cui l'impero di Serbia perì» (Giosuè Carducci); «Ti chiaman di Còssovo al piano» (Gabriele d'Annunzio). L'accentazione Cossòvo /kosˈsɔvo/, all'albanese, è invece priva di riscontro storico, sebbene attestata nell'uso giornalistico contemporaneo. Del resto, Cossovo è un nome serbo (Kosovo Polje, la "Piana dei Merli").
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda sulla 2ª Brigata mobile sul sito dell'Arma dei Carabinieri
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