News Corporation

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News Corporation
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Stato Stati Uniti Stati Uniti
Tipo Public company
Borse valori
Fondazione 1979 a Adelaide, Australia Australia
Chiusura 28 giugno 2013
Sede principale Stati Uniti New York City (New York, USA)
Persone chiave
Settore Mass media
Prodotti
Fatturato Green Arrow Up.svg 8,89 miliardi $[1] (2013)
Risultato operativo Green Arrow Up.svg 173 milioni $[1] (2013)
Utile netto Green Arrow Up.svg 506 milioni $[1] (2013)
Dipendenti 24.000 [2] (2013)
Sito web www.newscorp.com

La News Corporation, chiamata anche gruppo Murdoch, è stato uno dei primi quattro conglomerati mediatici degli Stati Uniti e del mondo;prima della sua chiusura a seguito di un riassetto organizzativo, in Italia è stato il secondo gruppo mediatico privato dopo Mediaset, detenendo il 100% delle partecipazioni di Sky Italia.

La sua sede era a New York ed è stata fondata nel 1979 ad Adelaide in Australia da Rupert Murdoch. Era quotata alla borsa di New York, Sydney e Londra.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'attività editoriale di Rupert Murdoch ebbe inizio ad Adelaide in Australia nel 1952 quando ereditò dal padre il quotidiano Adelaide News e l'Adelaide Sunday Mail. Negli anni successivi tramite una serie di acquisizioni, culminate nel 1964 nell'acquisto del quotidiano a tiratura nazionale The Australian, Murdoch divenne uno dei maggiori editori di quotidiani in Australia. Ciò gli permise di allargare il suo campo d'azione all'estero.

Nel 1969 acquisì i quotidiani inglesi The Sun e News of the World e nel 1976 il New York Post. Nel 1980 per controllare tutte le attività del gruppo fu costituita la holding News Corporation con sede ad Adelaide. Nel 1981 avvenne l'acquisizione del Times di Londra e del Sunday Times e lo stesso anno la News Corporation iniziò ad espandersi in altri settori multimediali acquisendo il 50% degli studi cinematografici 20th Century Fox (assumendone il totale controllo nel 1984). Nel 1985 acquisì sette stazioni televisive dal gruppo Metromedia. Ciò permise alla News Corporation di lanciare nel 1986 la rete televisiva americana Fox Broadcasting Company, ma nel contempo Murdoch, prima di stabilirsi a New York, fu costretto a vendere alcune tv australiane affiliate a Seven Network e Network Ten.

Nel 1989 venne lanciata la televisione satellitare Sky Television che nel 1990, in seguito alla fusione con la British Sky Broadcasting, divenne la BSkyB. Nel 1996 ebbero inizio le trasmissioni di Fox News Channel, un canale via cavo dedicato alla sola trasmissione di notizie. Nel 2004 è stato approvato dagli azionisti lo spostamento della sede da Adelaide a New York.

Il 31 luglio 2007 la società ha acquisito per 5,6 miliardi di dollari la Dow Jones & Company acquisendo quindi gli indici azionari Dow Jones e il giornale The Wall Street Journal.[3] Nell'estate del 2011 il gruppo è stato travolto dallo scandalo delle intercettazioni che ha portato alla chiusura del tabloid britannico News of The World[4]. Il 28 giugno 2013, la società è stata chiusa a seguito di un riassetto organizzativo che ha determinato la nascita di due nuove entità: 21st Century Fox, all'interno della quale sono state raccolte le attività televisive e cinematografiche della defunta News Corporation e la News Corp., che ha ereditato le attività editoriali del precedente gruppo[5].

Posizione in Italia[modifica | modifica sorgente]

In Italia il gruppo aveva il monopolio della televisione digitale satellitare, attraverso la filiale Sky Italia S.r.l. ed era inoltre proprietario del canale gratuito DTT Cielo.

Sky Italia[modifica | modifica sorgente]

La posizione in Italia del gruppo derivava dall'accordo del 2002 per l'acquisto di Telepiù da parte del gruppo. Fu realizzato il 1 ottobre di quell'anno, con i contraenti: Telecom Italia, Vivendi Universal e Canal Group. Il controvalore dell'operazione fu la cifra di 908,75 milioni di dollari[6], di cui circa una metà rappresentavano l'indebitamento di Telepiù e l'altra il corrispettivo delle azioni di quest'azienda. Grazie alla legge Maccanico, l'acquisizione superò i controlli di Mediobanca e dell'Antitrust europeo[senza fonte] e fu completata nella fine del 2002.

A inizio 2003 News Corporation annunciò l'acquisto di Stream TV e la successiva fusione con l'appena acquisita Telepiù a formare Sky Italia Srl. L'operazione ottenne l'autorizzazione della Commissione europea a marzo dello stesso anno e fu ultimata il 31 luglio.

L'unione di Stream TV e Telepiù in Sky Italia segnò il passaggio del mercato italiano della pay-tv satellitare dal duopolio al monopolio.

News Corporation però entrò in possesso del 100% della partecipazione sociale di Sky Italia solo dal 2005, anno in cui Telecom Italia cedette al gruppo di Rupert Murdoch il suo 20% del pacchetto azionario.

Cielo[modifica | modifica sorgente]

Il gruppo è entrato nel mercato televisivo italiano con Cielo, canale televisivo DTT lanciato il 16 dicembre 2009 e gestito da Sky Italia, a sua volta di proprietà del gruppo di Murdoch.

Offre una programmazione generalista che prevede serie TV, film, quiz, reality show e news curate da Sky TG 24.

Società controllate nel Mondo[modifica | modifica sorgente]

Editoria[modifica | modifica sorgente]

Quotidiani[modifica | modifica sorgente]

  • Stati Uniti
    • New York Post
    • The Wall Street Journal
    • Gruppo The Timesledger che pubblica giornali locali nel Queens a New York (Bayside Times, Whitestone Times, Flushing Times, Fresh Meadows Times, Little Neck Ledger, Jackson Heights Times, Richmond Hill Times, Jamaica Times, Laurelton Times, Queens Village Times, Astoria Times, Forest Hills Ledger, Ridgewood Ledger, Howard Beach Times)
    • Gruppo editoriale The Courier-Life che pubblica giornali locali a Brooklyn (New York)
  • Australia
    • The Australian (quotidiano nazionale)
    • The Weekend Australian (quotidiano nazionale)
    • The Courier-Mail (Queensland)
    • The Sunday Mail (Queensland)
    • The Cairns Post (quotidiano di Cairns in Queensland)
    • The Gold Coast Bulletin (quotidiano di Gold Coast nel Queensland)
    • The Townsville Bulletin (quotidiano di Townsville nel Queensland)
    • The Daily Telegraph (Nuovo Galles del Sud)
    • The Sunday Telegraph (Nuovo Galles del Sud)
    • The Herald Sun (Victoria)
    • The Sunday Herald Sun (Victoria)
    • The Weekly Times (Victoria)
    • MX (quotidiano di Melbourne e Sydney)
    • The Geelong Advertiser (Geelong)
    • The Advertiser (South Australia)
    • The Sunday Mail (South Australia)
    • Messenger Newspapers (South Australia)
    • The Sunday Times (Western Australia)
    • The Mercury (Tasmania)
    • The Sunday Tasmanian (Tasmania)
    • Northern Territory News (Northern Territory)
    • The Sunday Territorian (Northern Territory)
    • The Tablelands Advertiser (quotidiano di Atherton Tablelands e dell'estremo nord del Queensland)
    • The Tablelander (quotidiano di Atherton Tablelands e dell'estremo nord del Queensland)
  • Figi
    • Fiji Times (quotidiano nazionale)
    • Nai Lalakai
    • Shanti Dut
  • Papua
    • Papua New Guinea Post-Courier (quotidiano nazionale controllato al 62,5 %)

Riviste[modifica | modifica sorgente]

  • Stati Uniti
    • SmartSource (inserto pubblicitario gratuito dei quotidiani americani domenicali)
    • TV Guide, in comproprietà con Gemstar-TV Guide
    • The Weekly Standard (Washington)
    • Caribbean Life - giornale settimanale della comunità afro-caraibica di New York
  • Australia
    • Alpha Magazine
    • Australian Country Style
    • Australian Golf Digest
    • Australian Good Taste (cucina)
    • Big League
    • BCME
    • Delicious (cucina)
    • Donna Hay
    • Fast Fours
    • GQ (moda)
    • Gardening Australia
    • InsideOut (Australia) - rivista di arredamento
    • Lifestyle Pools
    • Live to Ride
    • Notebook: (rivista femminile)
    • Overlander 4WD (motori)
    • Modern Boating
    • Modern Fishing
    • Parents
    • Pure Health
    • Super Food Ideas (cucina)
    • Truck Australia
    • Truckin' Life
    • twowheels
    • twowheels scooter
    • Vogue (Australia)- moda
    • Vogue Entertaining & Travel (cucina)
    • Vogue Living
  • Regno Unito
    • Love it!
    • InsideOut
    • The Travel Magazine

Stazioni radio[modifica | modifica sorgente]

  • India
    • Radio City - catena di radio FM controllata al 20% attraverso la STAR TV
  • Paesi Bassi
    • Radio Veronica
  • Russia
    • Nashe (50%)
    • Best FM (50%)

Sport[modifica | modifica sorgente]

  • 50% della National Rugby League (Australia e Nuova Zelanda)
  • Quote di maggioranza delle squadre di rugby australiane: Brisbane Broncos (68.9%), Melbourne Storm e North Queensland Cowboys
  • Colorado Rockies squadra di baseball americana (15%)

Produzione cinematografica[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

  • Fox Broadcasting Company, canale televisivo degli USA
  • My Network TV, network televisivo americano
  • Fox Television Stations Group, gruppo di reti televisive controllate dalla Fox
  • Independent Television (17.5%), canale televisivo in chiaro del Regno Unito
  • News Corp Europe
    • bTV, canale televisivo (Bulgaria)
    • cielo, canale televisivo (Italia)
    • b1TV, canale televisivo (Romania)
    • Fox Televizija, canale televisivo (Serbia)
    • Fox Turkey, canale televisivo (Turchia)
    • Imedi Media Holding, TV e radio possedute al 30% in Georgia
      • Imedi Television
      • Radio Imedi
    • TV Puls (49%), canale televisivo terrestre (Polonia)
    • Israel 10 (9%), canale televisivo terrestre (Israele).
  • ANTV (20%), canale televisivo che opera in Indonesia
  • Prime Television New Zealand - canale televisivo (Nuova Zelanda)

Televisione satellitare[modifica | modifica sorgente]

Televisione via cavo[modifica | modifica sorgente]

Canali

  • Fox Movie Channel
  • Fox News Channel
  • Fox Reality
  • Fox Sports Net
  • Fox College Sports
  • SportSouth
  • Fox Sports International
    • Fox Soccer Channel
    • Fox Sports Middle East
    • Fox Pan American Sports (37.9%)
      • Fox Sports en Español (50%)
      • Fox Sports en Latinoamérica (Messico)
  • FX Networks
  • SPEED Channel
  • Fuel TV
  • The 101
  • Big Ten Network
  • National Geographic Channel (in comproprietà con il National Geographic Magazine) 67%
  • National Geographic Channel International, 75%
  • Fox International Channels
    • Sud America
      • Fox Latin American Channels
        • Canal FOX
        • Canal FX
        • Canal Fox Life
        • Canal Fox Reality
        • Canal Fox Sports
        • Canal Speed
        • Canal National Geographic Channel
        • Fox One-Stop Media
      • LAPTV (22.5%)
        • Movie City
        • Cine Canal
        • Cine Canal 2
        • Cine Canal Classics
        • The Film Zone
      • Telecine (12.5%)
        • Telecine Premium
        • Telecine Action
        • Telecine Emotion
        • Telecine Pipoca
        • Telecine Cult
    • Australia
      • Premier Media Group (50%)
        • Fox Sports One
        • Fox Sports Two
        • Fox Sports Three
        • Fuel
        • How To Channel
      • Premium Movie Partnership (20%)
        • Showtime 1 & 2
        • Showtime Greats

Servizi

  • India
    • Hathway Cable & Datacom (26%)
  • Taiwan
    • Total TV (20%)

Internet[modifica | modifica sorgente]

  • Grab.com
  • IGN Entertainment - portale internet
  • Strategic Data Corp
  • Movielink (20%)
  • Indya - portale indiano
  • What if Sports.com
  • Scout.com
  • Sibeliusmusic.com
  • Jumptheshark.com
  • ROO Group Inc (5%)
  • News Digital Media
    • news.com.au - portale di informazione australiano
    • CareerOne.com.au
    • CarsGuide.com.au
    • HomeSite.com.au
    • in2mobi.com.au
    • TrueLocal.com.au
  • Realestate.com.au (69%)
    • Casa.it (59.4%), Sky Italia detiene il 30.6%
    • Propertyfinder.com
  • Nuova Zelanda
    • DVD Unlimited

Altro[modifica | modifica sorgente]

  • MySpace Records (etichetta discografica del sito internet MySpace)
  • News Datacom - (74%)
    • VISIONIK (51%)
    • ADSR (40%)
    • Jungo
    • ITE, editore di giochi Playstation e Mobile
  • Broadsystem Ltd (Regno Unito) - fornitore di servizi telefonici
  • Broadsystem Australia (Australia)
  • Broadsystem Ventures (Regno Unito) - fornitore di servizi telefonici
  • Jamba! (51%)
  • News Outdoor Group
    • Maximedia Israel (67%)
    • Mosgorreklama (50%)
    • Kamera Acikhava Reklamclik
  • Australian Associated Press (25%)
  • Fox Sports Grill (50%)
  • Fox Sports Skybox (70%)
  • Sibelius Software
  • Dow Jones & Company
  • Amstrad

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Profilo finanziario News Corp. su Google Finance
  2. ^ (EN) NASDAQ:NWS su Google Finance
  3. ^ Murdoch è il nuovo padrone del Wsj, Corriere, 1-8-2007. URL consultato il 1-8-2007.
  4. ^ (EN) http://money.cnn.com/2011/07/06/technology/hacking_murdoch_news_corp/
  5. ^ La Stampa - Rivoluzione nell'impero MurdochNews Corp si divide in due società
  6. ^ http://www.highbeam.com/doc/1P1-68083611.html ($908.75 million)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Cronologia della News Corporation redatta dalla Columbia Journalism Review [1]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


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