IPTV

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La "televisione via internet" o "telediffusione via internet", chiamata internazionalmente IPTV (Internet Protocol Television) è il sistema di teleradiodiffusione atto a utilizzare l'infrastruttura di trasporto IP per veicolare contenuti audiovisivi in formato digitale attraverso connessione internet a banda larga.

Spesso la fruizione dei contenuti audiovisivi è offerta in modalità Video on Demand ed abbinata all'accesso al web ed al VOIP, poiché questi tre servizi condividono la stessa infrastruttura.

L'IPTV è stato visto da molti come un settore che potrà avere in futuro una forte diffusione, di pari passo con la disponibilità della banda larga. L'interesse degli utenti finali è ulteriormente spinto dalla sempre maggiore disponibilità di contenuti sia a pagamento che gratuiti. Ma la chiusura del servizio da parte dell'operatore Tiscali nel dicembre 2008 ha sollevato forti dubbi sulle potenzialità di crescita di questo servizio, che a dicembre 2008 conta circa 600.000 abbonati tra i provider in Italia. Se infatti l'IPTV offre delle potenzialità tecnologiche quali il video on demand rispetto alle distribuzioni televisive tradizionali come la televisione analogica terrestre, il digitale terrestre, il satellite e, nei paesi in cui viene usata, la TV via cavo, contemporaneamente propone un modello chiuso, dove il provider decide quali contenuti e in quali modalità debbano essere fruiti dagli utenti. L'utente Internet, al quale il servizio IPTV è rivolto, è invece abituato a scegliere sul web e sugli altri servizi della rete a quali contenuti accedere e in quali modalità. Ad esempio la Web TV, offerta sia da servizi appositi quali YouTube o Vimeo, che da singoli siti più o meno grandi, inizia a superare l'IPTV in termini di qualità tecnologica, quantità di contenuti e modalità di accesso. O che lo scambio tramite reti peer to peer di contenuti audio e video, nonostante i problemi legali, continua a crescere rappresentando di fatto un'alternativa all'acquisto degli stessi contenuti.

Indice

[modifica] Protocolli

L'IPTV solitamente offre 2 tipologie principali di contenuti: contenuti in presa diretta (distribuiti contemporaneamente a più utenti) e contenuti di tipo Video-on-Demand, cioè pre-registrati e resi disponibili a ciascun utente che ne faccia richiesta. Nel primo caso, la distribuzione dei contenuti avviene tramite protocolli di multicast; nel secondo caso, si usa una connessione unicast tra l'utente e la piattaforma di erogazione del servizio.

I contenuti video, in genere, sono codificati in formato MPEG2, oppure MPEG4. Quest'ultima tecnologia (diffusasi più di recente) sta soppiantando l'MPEG2, poiché consente una notevole risparmio di banda, a parità di qualità dell'immagine. Solo ultimamente alle tecnologie di IPTV si sono affiancati sistemi di P2P-TV, ovvero di condivisione dei flussi audiovisivi che, attraverso dei sistemi a cascata simili a quelli di Bittorrent, permettono di replicare i contenuti tra gli utenti e permettere a tutti di ricevere agevolmente il segnale.

[modifica] Trasporto

Il servizio viene erogato mediante una connessione IP che richide grande velocità per poter contenere i dati dello stream video. Pertanto viene normalmente fornita come servizio aggiuntivo ad uno di accesso ADSL o superiore.

[modifica] La tratta utente

Il trasporto del segnale video avviene mediante una canale dedicato a livello più basso del livello IP. Il servizio viene normalmente erogato con due apparecchiature fornite al cliente: un modem e un set-top-box. Il primo stabilisce la connessione dati con la centrale e gestisce sia i dati di traffico genereato dai PC in Internet che quelli relativo ad un eventuale filmato in visione. Il set-top-box invece riceve lo stream digitale con i contenuti video e lo trasforma in segnale PAL fruibile tramite un normale televisore.

In una normale connessione ADSL, tra l'apparato in centrale e il modem (in gergo CPE) si crea un circuito virtuale per il trasporto dei dati (normalmente un VC del protocollo ATM). In una connessione IPTV i circuiti virtuali sono almeno due, di cui uno interamente dedicato al trasporto del segnale video.

Mediante questa seprazione in due canali, è possibile assegnare al canale video maggiore priorità e impostarlo perché sia garantita una qualità del trasporto (QoS) superiore. In pratica si tende a dare preferenza ai pacchetti di dati dello stream video rispetto al trasferimento dei normali dati internet, qusto consente una visione senza perdita di fotogrammi del contenuto multimediale, questo avviene a scapito del trasferimento di dati sull'altro cananle virtuale: ad esempio le pagine web trasferite da un PC sulla LAN di casa collegata al modem. Queste però normalmente non richiedono un trasferimento sincrono.

La banda utilizzata dal segnale video dipende dal gestore e dalla qualità del segnale trasportato. Un sengale a bassa definizione occupa tra i 4 e i 6 Mbit/sec. Un segnale ad alta definizione può richiedere 12-16 Mbit/sec e quindi non è generalmente frubile se non dalle utenze che hanno un accesso a fibra ottica, o una linea ADSL2 in ottime condizioni.

Gli accessi in fibra ottica sono ora ristetti agli utenti Fastweb nelle zone coperte dal servizio. Altri operatori stanno sperimentando la tecnologia NGN basata su fibra ottica o altre soluzioni quali il VSDL.

[modifica] Trasporto alla centrale

A monte del DSLAM in centrale il trasporto dei canali diffusi a più utenti utilizza un protocollo broadcast, ad esempio basato su tecnologia a VLAN in GBE.

Questo fa si che sia possibile diffondere contenuti di alta qualità, rispetto ai video normalmente visibili via internet (tipo YouTube) senza saturare la rete.

I contenuti on-demand, al contrario, sono necessariamente diffusi con stream dedicati per ciascuna utenza, pertanto un accesso massivo ai servizi on-demand da più utenti in parallelo può avere impatti sulla fruibilità degli altri servizi.

Normalmente però il numero di utenze collegate ad un signolo DSLAM dedicato al trasporto IPTV sono in numero minore di quelle su un DSLAM a solo uso traffico internet.

[modifica] Gestione dei diritti digitali

Alcune IPTV trasmettono alcuni o tutti i programmi utilizzando dei sistemi di protezione digital rights management al fine di evitare la duplicazione dei programmi visionati/acquistati. I DRM permettono di affittare/comprare i programmi forniti dalle emittenti ma permettono la riproduzione dei filmati al solo acquirente, normalmente tramite un numero limitato di computer/dispositivi multimediali.

Bisogna comunque osservare che la problematica inerente i diritti sulla diffusione di contenuti audiovisivi e' stata piu' volte oggetto di valutazione da parte del Parlamento Europeo, in particolar modo con la recente DIRETTIVA 2007/65/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO dell’11 dicembre 2007 (DSMA - Direttiva Servizi di Media Audiovisivi)

[modifica] IPTV in Italia

In Italia attualmente sono disponibili quattro offerte IPTV:

[modifica] Collegamenti esterni

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