Valeriana officinalis

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Valeriana comune
Pianta di valeriana officinalis.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Dipsacales
Famiglia Valerianaceae
Genere Valeriana
Specie V. officinalis
Nomenclatura binomiale
Valeriana officinalis
L.

La valeriana comune è una pianta a fiore (angiosperma) appartenente alla famiglia delle Valerianacee. È la più nota del genere Valeriana, costituito da più di 150 specie, maggiormente divulgate nelle regioni boscose europee e, in parte, anche in Nord America e nelle regioni tropicali sudamericane.
Il nome botanico si deduce dal latino valere (rigoroso, sano). Il nome popolare, erba dei gatti, proviene dal fatto che la pianta fresca esercita un'attrazione di tipo "stupefacente" sui gatti ed è forse questo il motivo per il quale, pur essendo decorativa, la si incontra raramente nei giardini.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Pianta erbacea e perenne, con breve rizoma stolonifero, fusto eretto e solcato in superficie da scanalature, radici fibrose emananti uno sgradevole e penetrante odore; in condizioni ottimali può raggiungere altezze di circa 150 cm.
Le foglie sono opposte e prive di stipole, con picciolo presente solo nelle inferiori (le superiori sono sessili); tutte si presentano composte e imparipennate, costituite da 11-19 foglioline a lamina intera o dentata e di un bel colore verde intenso.

Illustrazione Valeriana officinalis

I fiori, leggermente profumati, si trovano riuniti a formare un particolare tipo di infiorescenza detta corimbo; sono ermafroditi, con calice ridotto e corolla a 5 petali, tubolare e dal colore rosa chiaro; l'androceo è composto da 3 stami, il gineceo da un pistillo tri-carpellare con ovario infero ed uniloculare. La fioritura avviene in aprile-giugno e l'impollinazione è entomogama (tramite Insetti).
Il frutto è un achenio striato provvisto di setole piumose derivanti dalla modificazione che i piccoli denti del calice subiscono con la maturazione. La loro presenza ne aiuta la dispersione per mezzo del vento.

Habitat[modifica | modifica sorgente]

La V.officinalis predilige gli ambienti freschi ed umidi (mesofita) e cresce ai margini dei boschi e nei prati ombrosi fino ad una altitudine di 1400 metri.

Proprietà[modifica | modifica sorgente]

Tutte le specie di valeriana contengono:

Si usa la radice della pianta che però ha un odore sgradevole. Possiede proprietà sedative e calmanti, favorendo il sonno.

Il meccanismo d'azione dei suoi costituenti è abbastanza ben conosciuto. Si deve agli esteri degli acidi valerianici ed agli iridoidi l'inibire l'enzima animale acido gamma-aminobutirrico transaminasi, preposto alla degradazione metabolica del neurotrasmettitore gamma-aminobutirrato (GABA). Questo mediatore chimico è notoriamente associato a fenomeni neuronali di tipo inibitorio ed è responsabile anche dell'induzione del sonno nell'uomo.

Studi più recenti hanno evidenziato che anche alcuni degli alcaloidi possono avere una influenza più o meno diretta sul metabolismo del GABA, ma il loro meccanismo è ancora poco chiaro. Infine, pare che alcuni dei terpeni e dei flavonoidi possano fare da agonisti con i recettori dell'adenosina (quelli inibiti dalla caffeina) ed essere in parte responsabili dell'azione ipno-inducente, spasmolitica a livello intestinale e riducente sulla pressione arteriosa.

Impiego fitoterapeutico[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.
Estratto della monografia della Commissione E (1985) del Ministero federale tedesco della Sanità:
  • Indicazioni: stati di agitazione, difficoltà di origine nervosa nell'addormentarsi
  • Controindicazioni: non somministrare a bambini sotto i 6 anni o a donne in stato di gravidanza o allattamento.
  • Effetti collaterali: con alte dosi può portare: mal di testa, nausea, vomito, vertigini, offuscamento della vista.
  • Interazioni: nessuna nota
  • Posologia: salvo diversa prescrizione:
Infuso: 2-3 gr per tazza da 1 a più volte al giorno
Tintura: 1/2 - 1 cucchiaino da 1 a più volte al giorno
Estratti: la dose corrispondente a 2-3 gr da 1 a più volte al giorno
Pillole: 3 capsule al giorno.
Questi sono medicamenti/rimedi. Per ulteriori informazioni chieda al suo medico o farmacista/erborista. (vedi anche Ricetta medica magistrale)
  • Forma d'impiego:
Uso interno come succo di pianta fresca, tintura, estratti e altre preparazioni galeniche
Uso esterno: come preparato da bagno
  • Proprietà: calmanti, facilitano il sonno

La medicina popolare conosce ed utilizza la Valeriana da tempo immemorabile.

In fitoterapia viene utilizzata la tintura, talvolta abbinata a quella di altre erbe sedative, quali Melissa o Luppolo.

Osservazioni:

  • In dosi modeste (sotto le quantità indicate nella posologia), il rimedio può avere un effetto paradossale perché diventa un eccitante.
  • Usato per facilitare il sonno non ha i classici effetti degli ipnotici e quindi non provoca pesantezza mentale al risveglio.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Valeriana officinalis. Scheda a cura di EMEA (European Medicines Agency) diffuso a cura di farmacovigilanza.org
  • Prof. Dr. Christa Müller, Pharmazeutisches Institut der Universität Bonn: [1]
  • Della Loggia R. (cur); Piante officinali per infusi e tisane. Manuale per farmacisti e medici; OEMF 1993

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