Nomenclatura chimica

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Prima pagina della Chymical Nomenclature di Lavoisier in inglese.

La nomenclatura chimica è l'insieme dei criteri da seguire in chimica per definire, tramite dei nomi composti da parole o gruppi di parole, i composti chimici.

L'obiettivo principale dei sistemi di nomenclatura chimica è quello di definire un composto in modo univoco e di rappresentarne in modo quanto più chiaro e sintetico la struttura e le caratteristiche chimiche, di modo che queste si possano dedurre dallo stesso nome. La catalogazione infatti tende ad essere quanto più sistematica e regolare. Lo scopo primario è quindi quello di non creare possibilità di ambigue interpretazioni, mentre secondario è evitare di attribuire più nomi allo stesso composto.

Vengono attualmente utilizzati diversi sistemi di nomenclatura chimica ed i principali attualmente usati sono quello proposto dalla IUPAC e quello detto della nomenclatura tradizionale. Un altro criterio é quello di Stock (proposto dal chimico tedesco Alfred Stock).

Indice

[modifica] Sistemi di nomenclatura

[modifica] Il sistema IUPAC

Per approfondire, vedi la voce Nomenclatura IUPAC dei composti organici.

Il sistema di nomenclatura proposto dalla IUPAC è raccolto nella serie di pubblicazioni IUPAC[1] e propone una catalogazione dei composti in modo sistematico, con l'utilizzo di prefissi, suffissi etc. Tuttavia tale sistema ha regole per la catalogazione decisamente differenti tra la chimica organica (ambito nel quale ha una maggiore diffusione) e la chimica inorganica (ambito nel quale è spesso più comune il sistema tradizionale).

Le regole per la nomenclatura IUPAC sono le seguenti:

  • riguardo gli ossidi la parola "ossido" deve essere preceduta, come anche le parole di ogni singolo elemento, da un prefisso che indica il numero di atomi di ciascun elemento presente nella formula (ad esempio l'ossido di ferro Fe2O3 si chiamerà triossido di diferro);
  • per gli idrossidi (composti ternari) le regole sono le stesse per gli ossidi (ad esempio la formula Ba(OH)2 diventerà diidrossido di bario);
  • riguardo gli ossiacidi bisogna seguire tre direttive: la desinenza dell'acido deve terminare sempre in "ico"; si utilizza il termine "osso" per indicare l'ossigeno, preceduto da un prefisso che riporta il numero degli atomi; tra parentesi, tramite un numero romano viene indicata la valenza del non metallo, utile al fine di ricavare gli atomi di idrogeno in modo da poter scrivere correttamente la formula (ad esempio HNO2 si chiamerà acido diossonitrico(III));
  • per gli idracidi la nomenclatura si ha aggiungendo la desinenza "uro" al nome del non metallo (ad esempio HCl diviene cloruro di idrogeno);
  • riguardo i sali per quelli binari bisogna aggiungere semplicemente la desinenza "uro" al nome del secondo elemento della formula usando poi gli usuali prefissi (ad esempioCr2S3 diviene trisolfuro di dicromo), per quelli ternari, invece, si devono seguire due regole: l'uso della desinenza "ato" e l'aggiunta del nome del metallo, e se necessario anche la sua valenza.

[modifica] Il sistema tradizionale

Le regole per la nomenclatura tradizionale sono le seguenti:

[modifica] Note

  1. ^ Serie di pubblicazioni IUPAC sulla nomenclatura chimica

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[modifica] Collegamenti esterni

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