Inositolo

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Inositolo
myo-Inositol
Myo-inositol numbering.svg
Nome IUPAC
cis-1,2,3,5-trans-4,6-cicloesanesolo
Abbreviazioni
mio-inositolo
Nomi alternativi
cicloesanesolo, cicloesitolo, dambosio,
inositale, inosite, iso-inositolo,
inositene, inositina, i-inositolo,
MI, Meat sugar, mesoinosite, meso-inositolo,
mesolo, mesovite, Mioinosite,
fattore antialopecia del topo,
nucite, faseomannite, faseomannitolo,
scyllite (per l'isomero scyllo-inositolo)
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C6H12O6
Massa molecolare (u) 180.16 g/mol
Indicazioni di sicurezza
Frasi H ---
Consigli P --- [1]

L'inositolo è un poliolo carbociclico la cui forma più importante in natura è il myo-inositolo (cis-1,2,3,5-trans-4,6-cicloesanesolo). Altri isomeri presenti occasionalmente in natura sono il scyllo-, chiro-, muco-, neo-inositolo. Altri isomeri possibili sono il allo-, epi-, cis-inositolo. Non è uno zucchero, essendo i monosaccaridi, nella loro forma ciclica, emiacetali o emichetali (struttura eterociclica contenente ossigeno).

Presenza in natura e sintesi[modifica | modifica wikitesto]

L'inositolo si trova in molti alimenti, in particolare nei cereali, nelle noci, nella frutta specialmente in meloni ed arance. L'inositolo non è considerato una vitamina in quanto può essere sintetizzato dall'organismo.

Il mioinositolo è classificato come un componente del complesso B (riferendosi ad esso come B7) ed è sintetizzato dal corpo umano. SI presenta come una polvere di bassa palpabilità, di colore bianco niveo, inodore, da sapore lievemente dolce. E' utilizzato anche come integratore nelle attività sportive in particolare per l'attivazione di alcune funzioni epatiche. Ad oggi non è iscritto tra le sostanze dopanti.

Ruolo biologico e applicazioni[modifica | modifica wikitesto]

La struttura dell'inositolo gioca un ruolo fondamentale nei messaggeri secondari in cellule eucariotiche, come inositolo fosfato o come lipidi fosfatidilinositolo (PI) e fosfatidilinositolofosfato (PIP).

Il myo-inositolo in studi a doppio cieco è risultato efficace nel trattamento del Disturbo ossessivo-compulsivo. La sua efficacia è equiparabile a quella degli SSRI ed è virtualmente privo di effetti collaterali.[2] Tuttavia la quantità impiegata era di 18 grammi al giorno per 6 settimane non vi sono ancora studi sui possibili effetti per periodi più prolungati.

Molto promettenti ed ormai numericamente consistenti sono gli studi che dimostrano l'utilità del D- chiro -inositolo (DCI) nel trattamento della PCOS (sindrome dell'ovaio policistico). Infatti, è stato trovato in studi in doppio cieco che esso è un trattamento efficace per diverse manifestazioni cliniche della sindrome dell'ovaio policistico (PCOS), tra cui l'insulino-resistenza, iperandrogenismo, e oligoamenorrea.[3][4] Questi studi hanno dimostrato che esistono difetti del metabolismo DCI nella sindrome dell'ovaio policistico chiarendo così il conseguente ruolo del DCI nella trasduzione del segnale dell'insulina.[5][6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 06.07.2012
  2. ^ Fux M, Levine J, Aviv A, Belmaker RH, Inositol treatment of obsessive-compulsive disorder in American Journal of Psychiatry, vol. 153, nº 9, 1996, pp. 1219–21, PMID 8780431.
  3. ^ Nestler J E, Jakubowicz D J, Reamer P, Gunn R D, Allan G, Ovulatory and metabolic effects of D-chiro-inositol in the polycystic ovary syndrome in N Engl J Med, vol. 340, nº 17, 1999, pp. 1314–1320, DOI:10.1056/NEJM199904293401703, PMID 10219066.
  4. ^ Iuorno M J, Jakubowicz D J, Baillargeon J P, Dillon P, Gunn R D, Allan G, Nestler J E, Effects of d-chiro-inositol in lean women with the polycystic ovary syndrome in Endocr Pract, vol. 8, nº 6, 2002, pp. 417–423, PMID 15251831.
  5. ^ Larner J, D-chiro-inositol--its functional role in insulin action and its deficit in insulin resistance in Int J Exp Diabetes Res, vol. 3, nº 1, 2002, pp. 47–60, DOI:10.1080/15604280212528, PMC 2478565, PMID 11900279.
  6. ^ JE. Nestler, DJ. Jakubowicz; MJ. Iuorno, Role of inositolphosphoglycan mediators of insulin action in the polycystic ovary syndrome. in J Pediatr Endocrinol Metab, 13 Suppl 5, 2000, pp. 1295-8, PMID 11117673.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]