Eritritolo

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Eritritolo
Erythritol structure.svg
Nome IUPAC
(2R,3S)-butane-1,2,3,4-tetraol
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C4H10O4
Massa molecolare (u) 122,12
Numero CAS [10030-58-7]
DrugBank DB04481
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 1,45
Indicazioni di sicurezza

L'eritritolo ((2R,3S)-butan-1,2,3,4-tetraolo, o E968) è un polialcol naturalmente presente nella frutta e nei cibi fermentati.[1] È utilizzato con successo come dolcificante naturale in quanto ha zero calorie ma un ottimo sapore, privo di retrogusti.[2] A livello industriale è ottenuto da substrati zuccherini (amido, glucosio, saccarosio, ecc.) tramite fermentazione microbica ad opera di lieviti osmofili selezionati (es. Moniliella pollinis).[3]

In Giappone e negli Stati Uniti è approvato e disponibile da più di un decennio.[4] Nel 2006 la Commissione Europea ha inserito l'eritritolo nell'elenco degli additivi alimentari polivalenti (2006/52/CE) e l'approvazione è risultata definitiva nel febbraio 2008. Con la Direttiva 2008/100/CE la Commissione ha riconosciuto e assegnato all'eritritolo valore energetico pari a 0 kcal/gr. Poiché l'eritritolo non possiede solo proprietà edulcoranti il suo impiego è stato autorizzato per le stesse applicazioni alimentari degli altri polioli e alle stesse condizioni d'impiego.[5]

Come additivo alimentare l'eritritolo può svolgere diverse funzioni, ma viene impiegato soprattutto come dolcificante: il profilo aromatico è molto simile al saccarosio, con un potere dolcificante pari a circa il 60-70% e questo lo rende un'utile alternativa allo zucchero tradizionale; usato in combinazione a dolcificanti intensivi può aumentare la dolcezza degli ingredienti, aggiungere corposità e mascherare retrogusti indesiderati.

Anche grazie alle ridotte dimensioni (scheletro a quattro atomi di carbonio) e al basso peso molecolare (122.12 g mol-1), il profilo metabolico dell'eritritolo è unico. Oltre il 90% dell'eritritolo ingerito è assorbito prontamente nel piccolo intestino attraverso diffusione passiva. Questa frazione non viene metabolizzata e viene escreta immodificata attraverso le urine. La frazione rimanente (< 10%) raggiunge il grande intestino dove è solo parzialmente metabolizzata. Di conseguenza, il valore calorico complessivo dell'eritritolo è bassissimo e varia da 0 ad un massimo di 0,2 kcal/gr.[6][7]

L'eritritolo ha una tolleranza digestiva molto più elevata rispetto agli altri polialcoli i quali, consumati in quantità elevate, possono provocare effetti collaterali indesiderati a livello intestinale (rilassamento, crampi addominali, flatulenza, diarrea). Studi clinici hanno evidenziato che negli adulti gli effetti gastrointestinali in seguito all'assunzione di eritritolo fino ad 1 gr/Kg di peso corporeo (per un massimo di 80 g/giorno) non differiscono statisticamente da quelli provocati dall'assunzione di simili livelli di saccarosio.[7]

L'eritritolo è caratterizzato da valori pressoché nulli di indice glicemico (IG) e indice insulinico (II) e rappresenta quindi un valido ingrediente sostitutivo del saccarosio per ridurre l'impatto glicemico della dieta, adatto ai soggetti a rischio o affetti da diabete.[8]

Studi recenti hanno inoltre evidenziato l'attività antiradicalica dell'eritritolo, che ha dimostrato essere un ottimo scavenger di radicali ossidrilici, con proprietà protettive per le membrane cellulari. L'eritritolo agisce quindi come antiossidante in vivo e può aiutare a ridurre l'impatto glicemico degli alimenti e delle bevande, contrastando gli effetti dei radicali liberi indotti dall'iperglicemia.[9]

L'eritritolo è stato certificato come prodotto tooth-friendly. La sua acariogenicità è ampiamente dimostrata: l'eritritolo non viene convertito in acidi dai batteri presenti nella bocca, pertanto non favorisce la carie dentale. Al contrario, sembra avere un ruolo protettivo, analogo a quello dello xilitolo, contro la placca batterica.[10]

L'eritritolo avendo un'asse di simmetria si definisce meso e quindi otticamente inattivo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Shindou, T., Sasaki, Y., Miki, H., Eguchi, T., Hagiwara, K., and Ichikawa, T. 1988. Determination of erythritol in fermented foods by high performance liquid chromatography. Shokuhin Eiseigaku Zasshi 29(6):419-422.
  2. ^ Relazione del Parlamento Europeo
  3. ^ Moon, H.J., Jeya, M., Kim, I.W., Lee, J.K. 2010. Biotechnological production of erythritol and its applications. Appl Microbiol Biotechnol. 86:1017–1025.
  4. ^ FDA/CFSAN: Agency Response Letter: GRAS Notice No. GRN 000076
  5. ^ Allegati VIII e XII del decreto 27 febbraio 1996, n. 209.
  6. ^ De Cock, P., Bechert, C.L. 2002. Erythritol. Functionality in noncaloric functional beverages. Pure Appl. Chem. 74:1281-1289.
  7. ^ a b Munro, I.C.; Berndt, W.O.; Borzelleca, J.F.; Flamm, G.; Lynch, B.S.; Kennepohl, E.; Bar, E.A.; Modderman, J. 1998. Erythritol: An interpretive summary of biochemical, metabolic, toxicological and clinical data. Food and Chemical Toxicology 36(12):1139–1174.
  8. ^ Livesey, G. 2003. Health potential of polyols as sugar replacers, with emphasis on low glycaemic properties. Nutrition Research Reviews 16: 163-191.
  9. ^ Den Hartog, G.J.M., Boots, A.W., Adam-Perrot, A., Brouns, F., Verkooijen, I.W.C.M., Weseler, A.R., Haenen, G.R.M.M., Bast, A. 2010. Erytritol is a sweet antioxidant. Nutrition 26: 449-458.
  10. ^ Kawanabe, J., Hirasawa, M., Takeuchi, T., Oda, T., and Ideda, T. 1992. Noncariogenicity of erythritol as a substrate. Caries Research 26:358–362.