Glicirrizina
| Glicirrizina | |
|---|---|
| Nome IUPAC | |
| acido (3-β,20-β)-20-carbossi-11-osso-30-norolean-12-en-3-il- -2-O-β-D-glucopiranuronosil-α-D-glucopiranosiduronico |
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| Nomi alternativi | |
| glicirrizina acido glicirrizinico acido glicirrizico |
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| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C42H62O16 |
| Massa molecolare (u) | 822,94 |
| Numero CAS | [] |
| PubChem | |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Densità (g/cm3, in c.s.) | ? |
| Temperatura di fusione | 220 °C (493,15 K) |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Frasi H | --- |
| Consigli P | --- [1] |
La glicirrizina è un glicoside saponinico triterpenoide che rappresenta il principio attivo dell'estratto di liquirizia. In forma acida non è particolarmente solubile in acqua, ma il suo sale di ammonio risulta solubile per valori di pH > 4.5.
In ambito farmacologico questo composto viene sfruttato come espettorante e come gastroprotettore nell'ulcera peptica. Trova anche utilizzo come dolcificante alimentare, essendo fino a 50 volte più dolce del saccarosio e rispetto al quale il gusto dolce viene percepito più tardi ma rimane più a lungo in bocca. Rispetto al dolcificante sintetico aspartame continua a conferire gusto dolce anche in seguito a riscaldamento. Effetti collaterali dovuti a sovradosaggio sono l'ipertensione e l'edema, dovuti all'accumulo di ioni sodio e acqua. L'uso è comunque sconsigliato per chi soffre di ipertensione arteriosa.
Dati che appaiono sull’American Journal of Epidemiology, le attribuiscono un aumento della probabilità di disordini cognitivi e del comportamento nei bambini di donne che ne abbiano fatto un largo consumo in gravidanza: secondo Seckl e Katri Räikkönen, del dipartimento di psicologia dell’Università di Helsinki, la glicirizzina può danneggiare la placenta, lasciando passare alcuni ormoni legati allo stress che vengono prodotti dall’organismo della madre.[2]
Note [modifica]
- ^ Sigma Aldrich; rev. del 12.10.2012 riferita al sale d'ammonio
- ^ Räikkönen, Katri, Pesonen Anu-Katriina, Heinonen Kati, et al. (2009). Maternal Licorice Consumption and Detrimental Cognitive and Psychiatric Outcomes in Children. Am. J. Epidemiol. 170 (9): 1137-46. DOI: 10.1093/aje/kwp272 .