Verapamil

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Verapamil
(±)-Verapamil Structural Formula V.1.svg
Nome IUPAC
(RS)-2-(3,4-dimetoxifenil)-5-[2-(3,4-
dimetoxifenil)etil-metil-amino]
-2-(1-metiletile)pentanenitrile
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C27 H38 N2 O4
Massa molecolare (u) 454.602 g/mole
Numero CAS [52-53-9]
Codice ATC C08DA01
PubChem 2520
DrugBank APRD00335
Dati farmacologici
Modalità di
somministrazione
orale, intravenosa
Dati farmacocinetici
Biodisponibilità 35.1%
Metabolismo epatico
Emivita 2.8-7.4 ore
Escrezione renale: 11 %
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
tossicità acuta

pericolo

Frasi H 301 - 311 - 331
Consigli P 261 - 280 - 301+310 - 311 [1]

Il Verapamil è il principio attivo di indicazione specifica contro l'ipertensione. Farmacologicamente è un calcio-antagonista. È riconosciuto come farmaco di prima scelta nella terapia di profilassi della cefalea a grappolo e come farmaco antiaritmico.

Indicazioni[modifica | modifica sorgente]

È utilizzato come medicinale in cardiologia contro l’insufficienza cardiaca, le tachicardie da rientro, flutter e fibrillazione atriale, tachicardia sopraventricolare parossistica, ipertensione arteriosa e alcune forme di angina

Avvertenze[modifica | modifica sorgente]

Scompenso cardiaco: a causa dell’effetto inotropo negativo, si sconsiglia l’uso di verapamil in pazienti affetti da grave disfunzione ventricolare sinistra (frazione di eiezione inferiore a 30%). In caso di lieve disfunzione ventricolare sinistra, è possibile assumere verapamil solo in seguito a trattamento con diuretici e farmaci digitalici[2].

Ipotensione: il trattamento con verapamil può causare ipotensione. Prestare particolare attenzione alla somministrazione di verapamil in pazienti in terapia con farmaci antipertensivi (ACE inibitori, beta bloccanti, diuretici, alfa antagonisti, vasodilatatori). Monitorare i livelli pressori del paziente[2].

Farmaci beta bloccanti: in associazione con verapamil, possono provocare effetti cardiodepressivi (grave ipotensione, asistolia). L’associazione tra verapamil e beta bloccanti è sconsigliata in presenza di anomalie nella conduzione atrio-ventricolare o alterazioni della funzionalità del ventricolo sinistro[2].

Farmaci antiaritmici: prestare particolare attenzione durante la co-somministrazione di verapamil e un altro farmaco antiaritmico. Non somministrare disopiramide nelle 48 ore precedenti o nelle 24 ore successive la somministrazione di verapamil, poiché l’effetto inotropo negativo dovuto all’associazione tra i due farmaci potrebbe peggiorare il quadro clinico di pazienti affetti da scompenso cardiaco. Evitare l’associazione tra verapamil e chinidina in pazienti affetti da cardiomiopatia ipertrofica. La somministrazione di flecainide in associazione a verapamil, può determinare un effetto additivo tra i due farmaci (prolungamento del potenziale d’azione cardiaco, effetto inotropo negativo)[2].

Enzimi epatici: in seguito a terapia con verapamil può verificarsi un aumento delle transaminasi, in alcuni casi associato ad un concomitante aumento della bilirubina e della fosfatasi alcalina; tale fenomeno può essere transitorio. Sono stati riportati anche casi di danno epatocellulare con sintomi quali malessere, febbre, pertanto è necessario monitorare periodicamente la funzionalità epatica di pazienti in terapia con verapamil[2].

Sindrome di Wolff-Parkinson-White, sindrome di Lown-Ganong-Levine: in seguito a somministrazione per via endovenosa di verapamil a pazienti affetti da sindrome di Wolff-Parkinson-White e sindrome di Lown-Ganong-Levine è stato riportato un aumento della conduzione anterograda attraverso la via atrioventricolare accessoria, che a livello ventricolare ha causato una rapida risposta e fibrillazione. Non è noto se tale fenomeno è indotto anche in seguito ad assunzione di verapamil per via orale, ma si sconsiglia la somministrazione del farmaco a tali pazienti[2].

Blocco atrioventricolare: la terapia con verapamil può causare bradicardia transitoria o blocco atrioventricolare di I grado (asintomatico). Se si verifica progressivo peggioramento (blocco atrioventricolare di II o III grado), sospendere l’assunzione di verapamil[2].

Cardiomiopatia ipertrofica: in pazienti affetti da cardiomiopatia ipertrofica, la somministrazione di verapamil può determinare l’insorgenza di effetti avversi (edema polmonare, ipotensione, ostruzione del flusso del ventricolo sinistro). In presenza di effetti collaterali, valutare l’eventuale riduzione del dosaggio di verapamil e monitorare il paziente[2].

Distrofia muscolare: in pazienti sani il verapamil può causare una diminuzione della trasmissione neuromuscolare. In pazienti affetti da distrofia muscolare può essere necessaria una riduzione della dose del farmaco[3].

Clonidina: monitorare la frequenza cardiaca di pazienti trattati con clonidina e verapamil, poiché l’associazione tra i due farmaci può causare ipotensione e blocco atrioventricolare[4].

Sindrome parkinsoniana: la terapia con farmaci calcio antagonisti può determinare l’insorgenza della sindrome parkinsoniana, caratterizzata da acatisia e distonia, reversibile con la sospensione del farmaco. Prestare attenzione alla somministrazione di farmaci calcio antagonisti a pazienti affetti dalla malattia di Parkinson, poiché potrebbe verificarsi un peggioramento del quadro clinico[5].

Ipertrofia gengivale: in seguito all’assunzione di farmaci calcio antagonisti sono stati riportati casi di ipertrofia gengivale. L’alterazione del tessuto connettivo gengivale sembra essere dovuta alle interazioni tra farmaci e fibroblasti ed è risultata reversibile entro qualche mese in seguito a sospensione della terapia[6].

Anestesia: nel caso in cui un paziente in terapia con verapamil debba essere sottoposto ad anestesia generale, l’anestesista deve essere informato che il paziente sta assumendo il farmaco, in quanto i bloccanti dei canali del calcio possono aumentare gli effetti degli anestetici sul cuore. In caso di anestesia con bloccanti neuromuscolari, il verapamil può potenziarne l’azione[2].

Profilassi cefalea: è necessario monitorare la funzionalità cardiaca del paziente, poiché l’assunzione di dosi elevate di verapamil (>/= 720 mg/die) per la profilassi della cefalea a grappolo può causare l’insorgenza di effetti tossici a livello cardiaco[7].

Insufficienza epatica: poiché verapamil subisce esteso metabolismo epatico, nei pazienti con ridotta funzionalità dell’organo aumenta l’esposizione al farmaco e diminuisce la sua clearance. In caso di insufficienza epatica, diminuire il dosaggio di verapamil. Monitorare il paziente per individuare l’eventuale insorgenza di effetti avversi o un prolungamento eccessivo dell’intervallo PR nell’ECG (l’intervallo PR è il tempo impiegato dell’impulso elettrico per passare del nodo senoatriale all’inizio della contrazione del ventricolo sinistro)[2].

Insufficienza renale: il verapamil viene escreto per via renale. In pazienti affetti da insufficienza renale somministrare verapamil con cautela; può essere necessaria la diminuzione del dosaggio del farmaco. Monitorare il paziente per individuare l’eventuale insorgenza di effetti avversi o un prolungamento eccessivo dell’intervallo PR nell’ECG (l’intervallo PR è il tempo impiegato dell’impulso elettrico per passare del nodo senoatriale all’inizio della contrazione del ventricolo sinistro)[2].

Pazienti in età pediatrica: gli studi clinici relativi all’impiego di verapamil in pazienti in età pediatrica sono limitati. L’uso del farmaco in questa classe di pazienti richiede la prescrizione dello specialista che in base all’età e al peso del bambino definisce il dosaggio[2].

Gravidanza: la FDA ha inserito il verapamil in classe C per l’impiego in gravidanza. Tale classe comprende i farmaci i cui studi sugli animali hanno rilevato effetti dannosi sul feto e per i quali non sono disponibili studi specifici sull’uomo, e i farmaci per i quali non sono disponibili studi né sull’uomo né sull’animale. Sono disponibili dati limitati riguardanti la sicurezza e l’efficacia del verapamil in gravidanza; riservare la somministrazione del farmaco ai casi di effettiva necessità, dopo un’attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio, e assumere il dosaggio minimo efficace[8][9][10].

Allattamento: sono disponibili dati limitati riguardanti l’assunzione di verapamil durante l’allattamento. Il farmaco viene escreto nel latte materno, ma nei bambini non è stato rilevato[11][12].

Controindicazioni[modifica | modifica sorgente]

Controindicata in casi di: ipotensione, bradicardia, blocco atrioventricolare di secondo e terzo grado, blocco senoatriale. Da evitare in casi di gravidanza e allattamento. Generalmente non va associato a Betabloccanti.

Dosaggi[modifica | modifica sorgente]

L’utilizzo avviene solitamente tramite somministrazione orale, ma anche tramite per iniezione endovenosa lenta e con formulazioni a rilascio modificato. Tramite via orale:

  • Aritmie sopraventricolari, 40–120 mg 3 volte al giorno
  • Angina, 80–120 mg 3 volte al giorno
  • Ipertensione, 240–480 mg al giorno (suddivisa in più dosi)

Per la cefalea a grappolo non esiste un dosaggio indicato specifico. Nella letteratura si parla di 240 mg (dosaggio minimo) fino a 960 mg (dosaggio massimo registrato su un sofferente)

Farmacodinamica[modifica | modifica sorgente]

I bloccanti dei canali del calcio hanno il ruolo di interferire con il flusso di ioni calcio verso l’interno delle cellule attraverso i canali lenti della membrana plasmatica

I calcioantagonisti hanno un'azione farmacologia predominante in tessuti dove il calcio regola la coppia eccitazione-contrazione, riducendo la contrattilità miocardica e di riflesso il tono vascolare diminuito e l’impulso elettrico che circola nel cuore può essere depresso, tali luoghi in cui i calcioantagonisti rivestono un ruolo importante sono le cellule miocardiche, cellule del sistema di conduzione del cuore e muscolatura liscia vascolare.

Sono dei vasodilatatori arteriosi periferici e coronarici. Il verapamil che è il più diffuso, deprime la capacità contrattile del miocardio e rallenta la velocità di conduzione.

Effetti indesiderati[modifica | modifica sorgente]

Alcuni degli effetti indesiderati sono cefalea, stipsi, dolore addominale, edema, vertigini, nausea, impotenza, vomito, febbre, aritmie, affaticamento, porpora, vasculiti, artralgia, rash, mialgia, dispnea, ansia, dolore toracico, ginecomastia, vampate, eritema, eritromelalgia, iperplasia gengivale.

Alte dosi[modifica | modifica sorgente]

Gli effetti indesiderati peggiorano con somministrazione di elevate dosi o se vengono effettuate tramite endovena: bradicardia, ipotensione, scompenso cardiaco.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 21.09.2012, riferita al cloridrato
  2. ^ a b c d e f g h i j k l Pharmamedix: Verapamil http://www.pharmamedix.com/principiovoce.php?pa=Verapamil&vo=Avvertenze
  3. ^ Ozkul Y., Clin Neurophysiol., 2007, 118(9), 2005
  4. ^ Jaffe R. et al., Ann. Pharmacother., 1994, 28(7-8), 881
  5. ^ Malaterre H.R. et al., Arch. Mal. Coeur. Vaiss., 1992, 85(9), 1335
  6. ^ Brunet L. et al., Drug Saf., 1996, 15(3), 219
  7. ^ Lanteri-Minet et al., J. Headache Pain., 2011
  8. ^ Gowda R.M. et al., Int. J. Cardiol., 2003, 88(2-3), 129
  9. ^ Jürgens T.P. et al., Cephalalgia, 2009, 29(4), 391
  10. ^ Kamberi L. et al., Med. Arh., 2010, 64(5), 305
  11. ^ Miller M.R. et al., Eur. J. Clin. Pharmacol., 1986, 30(1), 125
  12. ^ Anderson P. et al., Eur. J. Clin. Pharmacol., 1987, 31(5), 625

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • British national formulary, Guida all’uso dei farmaci 4 edizione, Lavis, agenzia italiana del farmaco, 2007.
  • Lusofarmaco, Farmabank 2006, Salerno, momento medico, 2005.
  • Aldo Zangara, Terapia medica ragionata delle malattie del cuore e dei vasi, Padova, Piccin, 2000, ISBN 88-299-1501-7.
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