Alditolo
Gli alditoli sono dei polioli prodotti per riduzione di zuccheri.
Possono derivare sia monosaccaridi sia disaccaridi, aldosi o chetosi, per riduzione del gruppo aldeidico o carbonilico, pertanto la formula bruta generale è H(HCHO)n+1H.
Sono sostanze dotate di sapore dolce e non tossiche. Possono essere estratte da fonti vegetali (frutti e bacche) ma industrialmente vengono prodotti per sintesi.
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[modifica] Chimica
La nomenclatura di questi composti è data dal prefisso dello zucchero da cui deriva con il suffisso -itolo.
Dato che lo zucchero più semplice è la gliceraldeide l'alditolo più semplice è il glicerolo, che non presenta attività ottica. Alditoli chirali provengono ottenuti da zuccheri chirali.
Se scaldati non caramellizzano né imbruniscono.
Vengono prodotti per riduzione con idruri, per idrogenazione catalitica o per via elettrochimica.
[modifica] Uso alimentare
| Nome | Dolcezza relativa ponderale |
Dolcezza relativa molare |
Calorie (kcal/g) |
Dolcezza per caloria |
|---|---|---|---|---|
| Saccarosio | 1,0 | 1,0 | 4,0 | 0,25 |
| Arabitolo | 0,7 | ND | 0,2 | 3,5 |
| Eritritolo | 0,812 | ND | 0,213 | 3,812 |
| Glicerolo | 0,6 | ND | 4,3 | 0,14 |
| Isomalto | 0,55 | 0,55 | 2,0 | 0,25 |
| Lattitolo | 0,37 | 0,37 | 2,0 | 0,2 |
| Maltitolo | 0,90 | 0,90 | 2,1 | 0,43 |
| Mannitolo | 0,5 | 0,27 | 1,6 | 0,31 |
| Sorbitolo | 0,60 | 0,32 | 2,6 | 0,23 |
| Xilitolo | 1,0 | 0,44 | 2,4 | 0,42 |
Dato il sapore dolce e il basso contenuto calorico, gli alditoli vengono utilizzati in ambito alimentare come dolcificanti. Non essendo metabolizzati dalla flora batterica orale non contribuiscono all'insorgenza della carie.[1] Sono capaci di dare una forte sensazione di freschezza in bocca, questo fatto è dovuto dal carattere endotermico della reazione di solubilizzazione.[2]
Una volta ingeriti vengono assorbiti parzialmente nell'intestino per diffusione passiva, per questo in quantità eccessive sono lassativi.[3] La parte non assorbita viene degradata per fermentazione dalla flora intestinale.
[modifica] Note
- ^ Bradshaw, D.J., Marsh, P.D. (1994). Effect of Sugar Alcohols on the Composition and Metabolism of a Mixed Culture of Oral Bacteria Grown in a Chemostat. Caries Research 28: 251-256. DOI:10.1159/000261977.
- ^ Cammenga, H.K., Figura, L.O.; Zielasko, B (1996). Thermal behaviour of some sugar alcohols. Journal of thermal analysis 47: 427-434. DOI:10.1007/BF01983984.
- ^ Cabras, op. cit., pag. 18
[modifica] Bibliografia
- P. Cabras; A. Martelli, Chimica degli alimenti, Piccin. ISBN 88-299-1696-X
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