Acidosi metabolica

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Acidosi metabolica
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 276.2
ICD-10 (EN) E87.2

La condizione di acidosi fissa o acidosi metabolica si verifica quando nel sangue aumenta la quantità di acidi, il che porta a una diminuzione del valore di pH.

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

La base eziologica è suddivisibile in tre parti:

  • Perdita di bicarbonati: può essere dovuto a vomito, diarrea o intenso utilizzo di diuretici che diminuiscono la quota di acqua riassorbita ma anche la quota riassorbita di sodio e bicarbonati. In questa forma il GAP anionico è conservato perché la perdita di bicarbonati è bilanciata da un aumentato assorbimento di Cloro.
  • Insufficienza renale acuta o cronica: insieme di condizioni che compromettono il riassorbimento di bicarbonati a livello renale (IRC) o l'eliminazione di protoni (IRA).

In questa forma il gap anionico è aumentato.

  • Aumentata produzione di acidi non volatili: si tratta degli acidi non eliminabili con la respirazione come la CO2, solitamente sono l'acido lattico oppure i chetoacidi che oltre ad essere difficilmente eliminabili consumano i bicarbonati che agiscono cercando di contrastare l'acidosi. Anche in questa forma il GAP anionico è aumentato.

Cause Fisiologiche[modifica | modifica wikitesto]

In condizioni fisiologiche, questo può verificarsi in occasione di un intenso sforzo muscolare, che porta all'accumulo di acido lattico nei muscoli; tale acido viene in parte trasformato mediante una reazione di ossidazione all'interno del tessuto muscolare, ma una parte passa nel sangue, causandone l'acidificazione.

Cause patologiche[modifica | modifica wikitesto]

Esistono molte cause patologiche di acidosi metabolica. Tra queste, le più comuni sono:

  • Chetoacidosi provocato dal diabete mellito scompensato (soprattutto il DM di tipo 1, che può appunto causare il coma chetoacidosico), ma ciò che può portare a tale manifestazione sono anche anomalie alimentari come malnutrizione e digiuno o eccessiva assunzione di proteine di origine animale, ma anche di origine alcoliche. In tal caso gli acidi grassi liberi si trasformano grazie all'intervento del fegato in chetoacidi;
  • Insufficienza renale
  • Acidosi lattica (da tumore, Aids, malattia epatica, ingestione eccessiva di alcol, alcune malattie mitocondriali, insufficienza renale, farmaci biguanidi, idiopatica)
  • Farmaci (ad esempio: salicilati)
  • Perdita di bicarbonati (come per esempio nelle diarree croniche, magari a causa secretoria ormonale)
  • Rabdomiolisi, fra le cause è la più rara ed è dovuta probabilmente all'immissione di protoni e anioni nei muscoli

L'acidosi può inoltre verificarsi in caso di politrauma, spesso a causa del danno tissutale, delle emorragie e dei liquidi iniettati in ambito rianimatorio.[1]

Sintomatologia[modifica | modifica wikitesto]

I sintomi e i segni clinici dipendono dalla gravità dell'acidosi. Quando il pH è inferiore a 7,35 si manifestano nausea, vomito, tachipnea, ipotensione, shock cardiogeno. La conduzione cardiaca risulta spesso alterata con presenza di aritmie ma solo nei casi in cui l'acidosi sopraggiunga in un cuore che già presenti altre patologie. Nel peggiore dei casi si arriva al coma. Un altro sintomo caratteristico dell'acidosi metabolica è la decalcificazione ossea per cui l'organismo preleva calcio da denti e ossa, e lo immette nel sangue per tamponarne il pH acido, con i conseguenti problemi di fragilità ossea e osteoporosi; altro sintomo è quello dell'aumento della velocità e della profondità degli atti respiratori: si tratta infatti di un meccanismo di compenso teso a eliminare l'eccesso di CO2 derivato dal sistema di tamponamento prevalente bicarbonato-acido carbonico.

Altro sintomo è la ritenzione idrica, con la quale il corpo tenta di diluire gli acidi con acqua e ripristinare il naturale pH del sangue e dei tessuti, che deve essere tra 7.35 e 7.45. Complicazioni arrivano dalla diluizione di acidi deboli (con pH intorno a 5.0) in quanto l'acqua si dissocia e gli ioni H+ alterano nuovamente l'acidità, che nel sangue viene tamponata con una maggiore produzione di emoglobina.

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

I trattamenti possibili sono direttamente correlati alla causa scatenante. Se è l'insufficienza renale occorre effettuare una dialisi, lo stesso per alcuni tipi di intossicazione da farmaci (come nel caso dei salicilati). Un trattamento molto discusso è quello di somministrare HCO3- per endovena, cercando di normalizzare il pH della persona; la terapia non è sicura per tutti i casi e per alcuni sembra possa essere dannosa.

Nell'alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Gli alimenti in base al valore del pH sono distinti in acidi, acidificanti e alcalini.

Pomodori e agrumi sono alimenti acidi che non sono acidificanti, se non sono cotti e se sono consumati lontano dai carboidrati (coi quali formano acido ossalico). I relativi acidi vengono metabolizzati fino a produrre basi (acido ascorbico), oppure fino a una rapida eliminazione (acido citrico, volatile e subito ossidato in CO2). Invece, susine, prugne e mirtilli, pur dal sapore dolce, sono acidificanti, perché contengono acidi organici, che non sono metabolizzati e passano immodificati nelle urine.

Si ipotizza una correlazione fra il valore acidificante o alcalinizzante dei cibi (e quindi della Produzione Netta di Acido Endoegno, NEAP) e l'insorgenza dell'osteoporosi e dei calcoli renali, della perdita di massa magra e muscolatura. Un eccesso di proteine rispetto al fabbisogno giornaliero sarebbe correlato alla demineralizzazione ossea.
Il PRAL (Potenzial Renal Acid Load) misura il carico renale potenziale acido di un cibo, valutando il contenuto (proteiene, fosforo, magnesio e calcio) e la capacità di assorbimento intestinale dei singoli elementi (a prescindere dall'individuo). Si misura in mEq/100 mg di alimento.
L'aumento del PRAL è correlato al pH delle urine, rapporto proteine//potassio, colesterolo totale e DHL, valori di pressione sistolica e diastolica. Il PRAL dei cibi viene spesso calcolato secondo la specifica di Remer e Manz, con rfierimento all'acidità determinata nelle urine [2]. In generale, il PH residuale dei prodotti finali del metabolismo di un cibo, è diverso dal PH che quel cibo ha prima di essere mangiato. Per ph residuale abbiamo:

  • PH 7.5: limone, cocomero;
  • PH 7: erbe di cereali (wheatgrass, ecc.), melone, papaya, mango, crescione d' acqua;
  • PH 6.5: asparagi, kiwi, ananas, indivia, uva (6/6.5);
  • PH 6: mele, albicocche, banane, avocado, carote, sedano, cedro, bacche, fichi, aglio, datteri, pompelmi, spinaci, pere, zucche (5.5/6), mandarino, foglie di lattuga e di molte altre verdure, pesche (5.5/6);
  • PH 5.5: barbabietola, broccoli, cavoli, lattuga, arance, fragole, piselli, rape, lamponi;
  • PH 5: carciofi (4.5/5), mandorle, ciliegie, cavoletti di Bruxelles, cicoria, cetrioli, noce di cocco, melanzane, porri, miele grezzo integrale, olive, ravanelli, pomodori (4.5/5).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nora Ham-Ting Cheung, Acidosis in the Trauma Patient, Yale Medicine Thesis Digital Library Project, 2006. URL consultato il 13 maggio 2008.
  2. ^ American Journal of Clinical Nutrition, 1994;59:1356-61)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Research Laboratories Merck, The Merck Manual quinta edizione, Milano, Springer-Verlag, 2008, ISBN 978-88-470-0707-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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