Anabasi (Senofonte)

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Anabasi
Titolo originale Ἀνάβασις
Xenophon.jpg
Statua di Senofonte
Autore Senofonte
1ª ed. originale IV secolo a.C.
Genere storiografia
Lingua originale greco antico

L'Anabasi (in greco antico Ἀνάβασις, traslitterato in Anábasis, "spedizione verso l'interno") è la più celebre opera dello storiografo greco Senofonte, risalente al IV secolo a.C.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diecimila (Anabasi) e Battaglia di Cunassa.

Senofonte era uno dei Diecimila, un'armata di mercenari greci assoldata da Ciro il Giovane, il cui scopo era usurpare il trono di Persia al fratello Artaserse II.

Il percorso dei Diecimila dell'Anabasi di Senofonte.

Anche se l'armata dei mercenari fu vittoriosa nella battaglia sostenuta a Cunassa contro l'esercito dell'imperatore, Ciro non sopravvisse allo scontro, e la sua morte privò la spedizione di ogni senso: i Greci, penetrati troppo a fondo nel territorio nemico, dovettero così ritirarsi verso un porto sicuro, in un ripiegamento che si preannunciava lunghissimo e pieno di insidie.

Il testo narra infatti di come il generale greco Clearco e una quantità di suoi ufficiali furono uccisi o catturati per il tradimento ordito da Tissaferne, e di come lo stesso Senofonte, ritrovatosi generale, lui che non si riteneva nemmeno soldato, abbia concentrato i propri sforzi nell'incoraggiamento dei soldati, guidando l'armata sbandata nel lungo viaggio, durato più di un anno, verso il "Ponto Eusino" (attuale Mar Nero).

Giunto sulla costa del Mar Nero, presso Trapezunte (Trebisonda) vedrà il fallimento dei suoi propositi di essere l'ecista di una nuova colonia ellenica e dopo numerose peripezie porterà l'armata a combattere per il re di Tracia Seute II, ed infine la consegnerà, a Pergamo, al generale spartano Tibrone che stava allestendo un esercito per una nuova guerra contro i persiani.

Suddivisione dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

L'opera, priva di un proemio, è convenzionalmente suddivisa in sette libri. Tale ripartizione, divenuta tradizionale, non è opera di Senofonte ma fu introdotta successivamente. Aggiunte posteriori sono anche i riassunti dei fatti precedenti che precedono ogni libro[1].

  • Libro 1: Arruolamento dell'armata da parte di Ciro; marcia verso Babilonia e battaglia di Cunassa.
  • Libro 2: Scoperta del reale esito della battaglia con la morte di Ciro; trattative col re Artaserse; tradimento ed uccisione dei comandanti greci.
  • Libro 3: Elezione dei nuovi generali; inizio della ritirata dei "diecimila" incalzati dai persiani fino alle montagne.
  • Libro 4: Attraversamento del paese dei Carduchi, poi dell'Armenia dove sono sorpresi dall'inverno, delle terre dei Taochi e dei Colchi ed arrivo al tanto agognato mare a Trapezunte.
  • Libro 5: Viaggio avventuroso lungo la costa fino a Cotiora.
  • Libro 6: Elezione di un unico comandante supremo (Senofonte stesso); viaggio per mare fino ad Eraclea. Nuovo errare lungo la costa subendo numerose perdite; arrivo a Crisopoli.
  • Libro 7: Passaggio al servizio di Seute per aiutarlo a riconquistare il suo regno (Tracia); l'armata vaga tra Salmodissa, Lampsaco e infine Pergamo dove il generale spartano Tibrone ne assume il comando incorporandola alle sue truppe, in partenza per la guerra contro i satrapi persiani Tissaferne e Farnabazo.

Lingua e stile[modifica | modifica wikitesto]

Per tradizione didattica, l'Anabasi è uno dei primi testi integrali che vengono esaminati dagli studenti di greco antico, grazie allo stile asciutto e lineare che traspare anche nelle traduzioni; per analogia, è da considerarsi come il De bello Gallico per gli studenti di latino.

L'asciuttezza e la sobrietà della sua scrittura, apprezzata fin dall'antichità, soprattutto dal tardo ellenismo, in maniera sempre crescente, attraverso l'età imperiale e fino alla tarda antichità[2], ne fecero col tempo un modello di purezza della prosa attica. Questa fortuna tuttavia è in parte frutto di un fraintendimento. La lingua in cui egli scrive non è infatti rigidamente riconducibile a modelli di purezza linguistica attica[2], ma sfoggia una straordinaria ricchezza di vocaboli assenti negli altri autori attici, frutto dei suoi contatti con la Laconia e con l'Asia[3]. La sua opera offre una varietà di inflessioni aperte tanto a coloriture doriche che a influenze ioniche[3]. Questi retaggi linguistici, provenienti dalla sua esperienza cosmopolita e dalla frequentazione della letteratura tecnica e periegetica, conferiscono alla sua lingua un carattere che farà di lui un anticipatore della koinè ellenistica[2].

Intenti apologetici[modifica | modifica wikitesto]

L'affinità non si ferma allo stile ma si estende all'altro importante aspetto che accomuna, in maniera non casuale, la narrazione di Senofonte al resoconto redatto da Cesare sulle sue campagne galliche: la preoccupazione apologetica che percorre la narrazione e si sovrappone allo spunto autobiografico, dando ragione delle deformazioni, esagerazioni ed omissioni che caratterizzano entrambi gli scritti.

Senofonte e la letteratura biografica[modifica | modifica wikitesto]

Nel redigere la sua opera, non potendo avvalersi di modelli o precursori, Senofonte inaugurava un genere nuovo. Arnaldo Momigliano, nel riconoscere a Senofonte la primogenitura di un modello autobiografico e apologetico, coglieva, insieme all'originalità, anche l'insita contraddittorietà di un simile approccio che non mancherà però di dispiegare la sua influenza su Cesare e gli scrittori successivi:

« [...] l'Anabasi divenne un modello sia per il suo carattere autobiografico, sia per lo sforzo compiuto per mascherarlo. Gli scritti di memorialisti di epoche posteriori, a partire da Cesare, debbono molto a questa impostazione duplice e in parte contraddittoria. »
(Arnaldo Momigliano. Lo sviluppo della biografia greca. Einaudi, Torino, 1974, p. 56)

Terminologia[modifica | modifica wikitesto]

Il termine greco "anàbasi" significa letteralmente "viaggio dalla costa verso l'entroterra", ed è contrapposto al termine "katàbasi" che indica "viaggio dall'entroterra verso la costa".

L'avventura descritta da Senofonte, sebbene la spedizione di Ciro sia di per sé un'anàbasi che parte dalle coste del Mar Egeo fino al cuore dell'Asia medio-orientale, è per la maggior parte un resoconto del periglioso cammino dei 10.000 che parte dalla regione di Babilonia e termina sul Mar Nero; ha quindi più a che vedere con una katàbasi che con un'anàbasi: la definizione risulta dunque rovesciata rispetto a quanto descritto, ma non si può escludere la volontarietà dell'autore nella scelta del titolo.

Edizioni in italiano[modifica | modifica wikitesto]

Adattamenti moderni[modifica | modifica wikitesto]

  • Alla celebre opera di Senofonte è ispirato il film I guerrieri della palude silenziosa (il cui titolo originale è "Southern Comfort", 1981), di Walter Hill, che racconterebbe, in piccolo e in tempi moderni, una storia affine a quella descritta nell'Anabasi.
  • Valerio Massimo Manfredi ha scritto un libro intitolato L'armata perduta, strettamente collegato all'Anabasi ma raccontato dal punto di vista di una donna, Abira, innamorata di Senofonte.
  • Alla celebre opera di Senofonte si è ispirato Sol Yurick nella scrittura del romanzo I guerrieri della notte (1965), dal quale Walter Hill ha tratto il film I guerrieri della notte (The Warriors, 1979), che racconta come una piccola gang rimasta isolata e accusata di un omicidio dopo un raduno di bande cerchi, con un lungo e pericoloso viaggio, di tornare verso casa. Il cammino, tutto notturno, è segnato da scontri e inseguimenti, e la salvezza coincide con l'alba ed il raggiungimento del mare e del proprio quartiere (Coney Island, New York), così come i soldati di Senofonte raggiunsero Trebisonda sul Mar Nero.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Albin Lesky, Storia della letteratura greca (trad. di Fausto Codino, vol. II, Il Saggiatore, 1984 (p. 762)
  2. ^ a b c Albin Lesky, Storia della letteratura greca (trad. di Fausto Codino, vol. II, Il Saggiatore, 1984 (p. 768)
  3. ^ a b Aristide Colonna, La letteratura greca, Lattes, 1973 (p. 423)

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