Primo capitano

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Quella di primo capitano è una qualifica (non un grado) attribuita ai capitani delle forze armate italiane che permangono per molto tempo nel grado. La qualifica venne introdotta con regio decreto n. 339 del 28 marzo 1915.[1] Nel decreto si indicava che per ottenere la qualifica erano necessari 12 anni nel grado di capitano, oppure 20 anni di anzianità come ufficiale in servizio permanente[2]. Come conseguenza, anche altre organizzazioni militari, come per esempio la Croce Rossa Italiana, introdussero la qualifica. Tuttora, l'anzianità minima necessaria è di 12 anni nel grado.


La qualifica è conferita, altresì, ai capitani e gradi corrispondenti delle Forze armate che abbiano compiuto cinque anni di grado e venti di servizio permanente effettivo calcolati a partire dal ventottesimo anno di età compiuto, comunque in tutti i casi in cui il grado di capitano sia quello finale della carriera. La qualifica di primo capitano e corrispondenti è conferita con decreto ministeriale[3].

Sin dalla sua istituzione[4], il distintivo di qualifica è costituito da tre stellette, come per il capitano, alle quali va aggiunto un travetto in gallone dorato per l'Esercito Italiano o d'argento per i Carabinieri. Il distintivo dell'Aeronautica Militare deriva da quello di capitano, al quale si aggiunge un rettangolo sull'ultima striscia.

Tale qualifica attualmente è poco utilizzata in quanto, con le nuove normative sull'avanzamento, quasi tutti gli ufficiali nel rango di capitano o equivalente, passano al rango di maggiore o equivalente.

Distintivi di qualifica[modifica | modifica sorgente]

Comparazione con le qualifiche dei corpi ad ordinamento militare[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia nº 82 del 31 marzo 1915, supplemento ordinario
  2. ^ Primo capitano (qualifica di), www.carabinieri.it. URL consultato il 30 gennaio 2011.
  3. ^ Si vedano gli artt. 1321 e 1322 del decreto legislativo 15 marzo 2010, "codice dell'ordinamento militare"., www.normattiva.it. URL consultato il 30 gennaio 2011.
  4. ^ Ruggero Belogi, Regio Esercito Italiano, uniformi 1919-1933, Milano, Ed. Corsi, 1989, p. 181.
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