Kosovo Force
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La Kosovo Force (KFOR) è una forza militare internazionale, guidata dalla NATO, responsabile di ristabilire l'ordine e la pace in Kosovo, una provincia della Serbia sotto l'amministrazione dell'ONU dal 1999.
La KFOR entrò in Kosovo il 12 giugno 1999 su mandato delle Nazioni Unite, due giorni dopo l'adozione, da parte del Consiglio di Sicurezza, della Risoluzione 1244. All'epoca il Kosovo stava affrontando una grave crisi umanitaria, con scontri quotidiani tra le forze militari della Repubblica Federale di Jugoslavia e le forze paramilitari dell'Ushtria Çlirimtare e Kosovës (UCK) (Esercito di liberazione del Kosovo). La tensione tra i gruppi etnici era molto alta, così come era alto il numero delle vittime degli scontri[1]. Quasi un milione di profughi avevano lasciato la regione[2].
Nel 2008, la KFOR può contare su circa 16000 uomini. La sua presenza resta necessaria per garantire la sicurezza e la stabilità in Kosovo, mentre il processo diplomatico portato avanti dalle Nazioni Unite prosegue.
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[modifica] Obiettivi
I compiti iniziali della missione erano[3]:
- evitare scontri e minacce contro il Kosovo da parte di forze serbe e jugoslave;
- ristabilire e mantenere la sicurezza pubblica e l'ordine civile nella regione;
- demilitarizzare l'UCK;
- sostenere gli sforzi umanitari;
- sostenere la presenza civile internazionale e agire in coordinamento con essa.
Oggi, la KFOR si occupa di costruire un ambiente sicuro nel quale tutti i cittadini, a prescindere dell'etnia di appartenenza, possano vivere in pace e, con l'aiuto internazionale, la democrazia e la società civile si stanno rafforzando. I compiti del contingente, concretamente, sono stati i seguenti:
- assistere il ritorno e il dislocamento dei rifugiati;
- ricostruire e sminare;
- garantire l'assistenza medica;
- garantire la sicurezza e l'ordine pubblico;
- garantire la sicurezza delle minoranze etniche;
- garantire la sicurezza del patrimonio storico
- garantire il rispetto dei confini e la sicurezza di confine;
- combattere il contrabbando internazionale di armi;
- ottenere la consegna, in tutto il Kosovo, di armi, munizioni ed esplosivi;
- distruggere le armi;
- sostenere lo stabilimento di istituzioni civili, di un sistema giudiziario e penale, di un processo elettorale, della legge e dell'ordine pubblico, e di altri aspetti della vita politica, economica e sociale della provincia.
I paesi del Gruppo di contatto dei Balcani hanno sostenuto pubblicamente che rimarranno in Kosovo per garantire la sicurezza necessaria fino all'assestamento definitivo della situazione[4].
[modifica] Struttura della missione
I contingenti erano inizialmente organizzati in quattro brigate multinazionali, divise su base regionale. Le brigate erano responsabili nelle rispettive aree operative, ma tutte erano sotto l'autorità del Comandante KFOR. Nell'agosto del 2005, il Consiglio del Nord Atlantico decise di ristrutturare la KFOR, sostituendo alle quattro brigate multinazionali, cinque task force, per ottenere una maggiore flessibilità per quel che riguarda, ad esempio, la rimozione di restrizioni ai movimenti oltre confine di unità dislocate nelle varie aree del Kosovo[4].
- Multinational Task Force North (MNTF-N):
La MNTF-N è dislocata nel nord del Kosovo, ha il suo quartier generale a Nove Selo ed è comandata dal Brigadier General Philippe Bras, dell'Esercito francese. Contribuiscono gli eserciti di Belgio, Danimarca, Estonia, Francia, Grecia,Lussemburgo e Marocco.
- Multinational Task Force East (MNTF-E):
La MNTF-E è dislocata nell'est del Kosovo, ha il suo quartier generale a Urosevac ed è comandata dal Brigadier General Larry D. Kay, dell'Esercito degli Stati Uniti. Contribuiscono gli eserciti di Armenia, Grecia, Lituania, Polonia, Romania, Ucraina e U.S.A.
- Multinational Task Force South (MNTF-S):
La MNTF-S è dislocata nel sud del Kosovo, ha il suo quartier generale a Prizren ed è comandata dal Brigadier General Thomas Starlinger, dell'Esercito austriaco. Contribuiscono gli eserciti di Austria, Bulgaria, Germania, Svizzera e Turchia.
- Multinational Task Force West (MNTF-W):
La MNTF-W è dislocata nell'ovest del Kosovo, ha il suo quartier generale a Belo Polje, a pochi chilometri da Pec, ed è comandata dal Brigadier General Giovanni Armentani, dell'Esercito Italiano. Contribuiscono gli eserciti di Italia, Spagna, Slovenia, Ungheria e Romania.
- Multinational Task Force Center (MNTF-C):
La MNTF-C è dislocata nel centro del Kosovo, ha il suo quartier generale a Lipljan ed è comandata dal Brigadier General Halonen, dell'Esercito Finlandese. Contribuiscono gli eserciti di Repubblica Ceca, Finlandia, Irlanda, Lettonia, Slovacchia e Svezia.
Sono inoltre presenti sul territorio:
- Multinational Specialized Unit (MSU):
La Multinational Specialized Unit MSU, ha il suo quartier generale a Kosovo Polje, ed e' una forza di polizia a status militare con compiti di lotta al crimine organizzato e al terrorismo, al comando del Colonnello Angelo De Quarto, dell'Arma dei Carabinieri. Contribuiscono un reggimento di Carabinieri, un contingente della Gendarmeria Francese.
- KFOR Tactical Reserve Manoeuvre Battailon (KTM):
Tecnicamente facente parte della MNTF-C, ma con quartier generale a Pristina, il KTM e' sotto il diretto controllo operativo del Comandante di KFOR (COMKFOR). Al comando del Tenente Colonnello Jocelino do Nascimento Bragança Rodrigues, dell'esercito del Portogallo, ha una struttura di due compagnie di manovra e una compagnia di supporto. I loro compiti sono di pronto impiego sul territorio.
[modifica] Stati partecipanti
Nel periodo di massima partecipazione, il numero delle truppe KFOR raggiungeva 50000 unità, provenienti da 39 paesi (della NATO e non). Il sito ufficiale della KFOR, nell'aprile 2007 dichiarava che 16000 soldati, provenienti da 34 paesi, partecipavano alla missione. I paesi che hanno contribuito col maggior numero di unità sono i seguenti[5]:
Germania (6000 - attualmente 2249)
Italia (5000 - attualmente 2161)
Francia (7000 - attualmente 1952)
Stati Uniti (7000 - attualmente 1492)
Regno Unito (19000 - attualmente 164)
Paesi Bassi (2000 - attualmente 6)
Spagna (1200 - attualmente 636)
Belgio (197)
Bulgaria (51)
Repubblica Ceca (473)
Danimarca (303)
Estonia (28)
Grecia (630)
Ungheria (317)
Lettonia (19)
Lituania (34)
Lussemburgo (23)
Norvegia (23)
Polonia (285)
Portogallo (253)
Romania (150)
Slovacchia (150)
Slovenia (353)
Turchia (544)
Altri paesi partecipanti o che hanno partecipato (Non-NATO):
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[modifica] Comandanti KFOR
- Mike Jackson (
Regno Unito, 12 giugno 1999 - 8 ottobre 1999), - Klaus Reinhardt (
Germania, 8 ottobre 1999 - 18 aprile 2000), - Juan Ortuño Such (
Spagna, 18 aprile 2000 - 16 ottobre 2000), - Carlo Cabigiosu (
Italia, 16 ottobre 2000 - 6 aprile 2001), - Thorstein Skiaker (
Norvegia, 6 aprile 2001 - 3 ottobre 2001), - Marcel Valentin (
Francia, 3 ottobre 2001 - 4 ottobre 2002), - Fabio Mini (
Italia, 4 ottobre 2002 - 3 ottobre 2003), - Holger Kammerhoff (
Germania, 3 ottobre 2003 - 1 settembre 2004), - Yves de Kermabon (
Francia, 1 settembre 2004 - 1 settembre 2005), - Giuseppe Valotto (
Italia, 1 settembre 2005 - 1 settembre 2006), - Roland Kather (
Germania, 1 settembre 2006 - 31 agosto 2007), - Xavier de Marnhac (
Francia, 1 settembre 2007 - 31 agosto 2008). - Giuseppe Emilio Gay (
Italia, 1 settembre 2008 - in carica).
[modifica] Pubblicazioni
Il Kfor Chronicle è pubblicato ogni mese. Viene pubblicato anche su internet[6].
The Guardian East è un altro mensile, creato dalla MNTF-E[7].
Il K4You è un ulteriore periodico, tendenzialmente diretto ai più giovani.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Note
- ^ (EN) La missione KFOR, dal sito della NATO
- ^ (EN) Rapporto UNHCR, in PDF. The Kosovo Refugee crisis: an indipendent evaluation of UNHCR's emergency perparedness and respons, pag. 37/159
- ^ (EN) La missione KFOR, dal sito della NATO
- ^ a b (EN) L'evoluzione della missione, dal sito della NATO
- ^ (EN) I paesi partecipanti, dal sito della NATO
- ^ (EN) Kfor Chronicle
- ^ (EN) The Guardian East

