Ushtria Çlirimtare e Kosovës

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Ushtria Çlirimtare e Kosovës
Stemma dell'UÇK
Stemma dell'UÇK
Descrizione generale
Attiva 1981-1999
Nazione Jugoslavia Jugoslavia
Alleanza Albania Albania
NATO NATO
Tipo Organizzazione terroristica paramilitare
Ruolo Lotta per l'indipendenza della provincia autonoma serba del Kosovo
Dimensione 40.000
Battaglie/guerre Guerra del Kosovo
Comandanti
Comandanti degni di nota Agim Çeku
Hashim Thaçi
Ramush Haradinaj
Adem Jashari
Zahir Pajaziti

[senza fonte]

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

L'Ushtria Çlirimtare e Kosovës (UÇK o UCK), nome albanese dell'Esercito di liberazione del Kosovo (ELK), noto anche con l'acronimo inglese KLA (da Kosovo Liberation Army), è stata un'organizzazione paramilitare guerrigliera e terroristica[1][2][3][4][5][6] kosovaro-albanese che ha operato in Kosovo e nella vicina vallata di Presevo, nella Serbia meridionale. Un'organizzazione simile, nota con la stessa sigla UÇK o UCK (Ushtria Çlirimtare Kombëtare, in italiano Armata di liberazione nazionale), ha anche operato durante i sanguinosi scontri promossi dalla minoranza albanese nella Repubblica di Macedonia tra la fine del 2000 e la primavera del 2001, parimenti accusato di praticare il terrorismo[7][8].

L'UCK è stato considerato sin dai primi attacchi da esso condotti negli anni novanta come un'organizzazione terroristica da parte delle organizzazioni internazionali di polizia e di numerosi Paesi del mondo, a cominciare dalla Serbia ed inclusi gli Stati Uniti[3]. In un'intervista concessa nel 1999 al quotidiano britannico Sunday Times, il capo dei servizi segreti albanesi, Fatos Klosi, rivelò che l'UCK godeva di una rete di appoggio organizzata in Albania dal noto terrorista Osama bin Laden[9]. Forti sospetti circa legami tra l'UCK e al-Qāʿida e altre organizzazioni terroristiche islamiche sono riemersi anche in seguito e successivamente agli attentati dell'11 settembre 2001[6][10][11].

Tuttavia, nel 1998, in vista degli accordi di Rambouillet, che si tennero presso l'omonima località francese, per permettere la partecipazione alle trattative di esponenti politici del movimento, gli Stati Uniti, subito seguiti in tal senso dal Regno Unito, espunsero l'UCK dalla propria lista di organizzazioni terroristiche[3][4][12][13]. I due Paesi iniziarono al contempo un'intensa campagna volta a costringere la Francia, ospite delle trattative, ad espungere a propria volta l'UCK dalla propria lista di organizzazioni terroristiche. Gli Stati Uniti allacciarono quindi relazioni a livello diplomatico con l'UCK[13].

Nel 1999 l'UCK fu ufficialmente dissolto ed i suoi membri, nonostante gli accordi internazionali prevedessero il suo completo disarmo, andarono a costituire il neonato gruppo armato denominato in inglese Kosovo Protection Corps (KPC)[13].

Nel 2014 è stata annunciata l'acquisizione di prove largamente sufficienti a perseguire i vertici dell'organizzazione per gravi violazioni del diritto internazionale umanitario, tra cui crimini contro l'umanità e crimini di guerra.[14][15]

Nascita[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo di questo "esercito" si era sviluppato negli anni ottanta in Kosovo, poiché, dopo la morte di Tito, che aveva saputo per decenni tenere assieme la varie etnie della Jugoslavia, i popoli del Kosovo non si sentivano più tutelati né rappresentati dal governo centrale jugoslavo[senza fonte]. La formazione, composta da kosovari di etnia albanese, strinse rapporti con l'Albania e con il movimento del Kosovo Levisja e Kosoves (in albanese)[senza fonte].

I primi fermenti[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1996[16], l'UCK operò prevalentemente in Kosovo. A metà degli anni novanta vennero sferrati i primi attacchi armati da parte dell'UCK contro la polizia e le istituzioni statali, cittadini di etnia non albanese e cittadini di etnia albanese accusati di "collaborazionismo". A capo dell'UCK era il comandante Adem Jashari.

La guerriglia[modifica | modifica wikitesto]

Mappa del Kosovo
Monumento all'UÇK a Đakovica

Tra il 1997 ed il 1999 gli attentati dell'UCK e le repressioni serbe crebbero sempre più in regolarità, e gravità, fino a quando scoppiò tra il movimento indipendentista ed il governo centrale una vera e propria guerra. Militarmente inferiore all'esercito regolare, fondava la sua strategia sull'appoggio popolare, la conoscenza del territorio e sulle tecniche di guerriglia.[17][18][19]

La guerra del Kosovo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1999 scoppiò la guerra del Kosovo, tra l'UCK e la Repubblica Federale Jugoslava guidata dal presidente Slobodan Milošević, ormai ridotta a solo alle repubbliche di Serbia (con il Kosovo e la Voivodina) e Montenegro. L'esercito serbo lanciò una massiccia offensiva contro l'esercito di liberazione, che fu sostenuto dal mondo occidentale, dopo i falliti accordi di Rambouillet. Quando la guerra terminò l'UCK cominciò ad essere disarmato, e molti dei suoi componenti entrarono a far parte del corpo di polizia militare che a tutt'oggi presidia il Kosovo.[senza fonte]

Il terrorismo[modifica | modifica wikitesto]

Sin dai primi sanguinosi attacchi condotti dai guerriglieri dell'organizzazione, le autorità della Repubblica Federale di Jugoslavia e, successivamente, quelle della Serbia, hanno sempre considerato l'UCK come un movimento terroristico[20].

Il Dipartimento di Stato degli U.S.A. ha incluso l'UCK tra i gruppi terroristici sino al 1998[12][13] e l'inviato speciale del presidente statunitense Bill Clinton per i Balcani, Robert Gelbard, descrisse nello stesso anno l'UCK come "senza alcun dubbio un gruppo terrorista"[3][21], salvo poi rimuovere l'UCK dalla propria lista di organizzazioni terroristiche. La Francia, ospite designata dei colloqui, resistette alle forti pressioni anglo-americane volte alla rimozione dell'UCK dalla propria lista di organizzazioni terroristiche sino alla fine del 1998[22]. L'UCK è tuttora incluso come organizzazione terroristica presso il MIPT[20] e come organizzazione terroristica non attiva dal National Consortium for the Study of Terrorism and Responses to Terrorism del Homeland Security.[23].

L'UCK si è assunto la responsabilità dell'omicidio di cittadini kosovari di etnia albanese considerati come "collaborazionisti" delle autorità statali jugoslave quando il Kosovo era a tutti gli effetti e legittimamente una provincia jugoslava. Diversi leader dell'UCK, tra i quali Hashim Thaci, sono stati inoltre accusati di aver intrapreso scalate al potere nell'ambito dell'organizzazione e della politica kosovara attraverso l'omicidio di potenziali rivali[24][25].

Traffico d'organi a danno dei civili serbi[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'estate del 1999, l'UCK approfittando della ritirata delle forze serbe dal Kosovo sotto la pressione dei bombardamenti della NATO, i serbi del Kosovo sono stati sottoposti a vaste ed indiscriminate violenze e sarebbero stati vittime di traffico d'organi umani. Secondo il magistrato Carla Del Ponte[26], civili serbi, incluse donne e bambini, sono stati rapiti dall'UCK e sarebbero stati in seguito trasferiti a Burrel, in Albania, dove sarebbero stati tenuti prigionieri in attesa del prelievo dei propri organi diretti a cliniche turche specializzate in trapianti. Alcuni sarebbero stati sottoposti a diversi prelievi successivi prima d'essere definitivamente uccisi e fatti sparire.[27]

  • Nel maggio del 2008, Human Rights Watch (HRW) ha chiesto ufficialmente ai governi kosovaro ed albanese di aprire delle «inchieste indipendenti e trasparenti al fine di stabilire la sorte di circa 400 serbi scomparsi misteriosamente a seguito della guerra del 1999 che opponeva l'UCK, con il potente e decisivo sostegno aereo NATO, a Belgrado.
  • Secondo fonti della BBC, le tre indagini parallele svolte da inquirenti Serbi, dell'Unione europea e del Consiglio d'Europa, non sono riuscite a raccogliere prove contro l'Esercito di Liberazione del Kosovo (UCK) la quale secondo l'accusa, aveva trafficato organi di persone detenute.

Anche le autorità serbe, che hanno propagato il racconto del traffico d'organi, hanno i loro dubbi oggi. "Io continuo a credere che è successo qualcosa lì," ha detto una fonte di Belgrado, vicino al tribunale per crimini di guerra "ma nulla sulla scala di ciò che è stato suggerito ... e forse nemmeno collegato all'UCK".[28]

La fine della "favola" del traffico di organi, come la chiama un procuratore dell'Eulex, lascerebbe gli investigatori dei crimini di guerra con molto da fare.[28] Una fossa comune è stata trovata vicino alla città serba di Raska. Tre camion carichi di corpi - circa 250 in totale – albanesi uccisi dalle forze serbe in Kosovo, sono stati traslati lì ai primi di giugno del 1999. La terra rossa che copre i corpi, secondo testimoni oculari, fa pensare che i corpi sono stati inizialmente sepolti nella valle di Drenica del Kosovo, e poi sono stati trasferiti in Serbia per distruggere le prove.[28]

  • Nel giugno 2008, il Consiglio d'Europa ha aperto un'inchiesta su un traffico d'organi in Kosovo, incaricandone il senatore svizzero Dick Marty[29][30][31]. In base alla relazione di Marty, il 25 gennaio 2011 l'Assemblea Parlamentare di Strasburgo ha adottato una risoluzione fondata sulla relazione Marty, con una maggioranza di 166 voti contro 8. La risoluzione si appella alla comunità internazionale ed ai governi di Belgrado, Priština, e Tirana, perché si "prendano provvedimenti" per mettere in luce tali crimini.[32]

Traffico di droga e legami con le mafie[modifica | modifica wikitesto]

Sin dall'inizio del conflitto con la Jugoslavia di Tito, all'inizio degli ottanta del secolo scorso, i movimenti albanesi sono stati finanziati anche grazie al traffico di eroina proveniente dalla Turchia[33][34]. Nel 1998, in Italia è stato chiaramente stabilito dalla giustizia che l'UCK aveva legami con la mafia albanese[35], pesantemente implicata nei traffici di droga, armi, prostituzione e riduzione in schiavitù e immigrazione clandestina. Oltre 100 kg d'eroina e numerose armi sono stati sequestrati dalla magistratura di Milano[34]. Il BIS (servizio segreto della Repubblica Ceca) e l'Interpol segnalavano al contempo che l'UCK avrebbe fatto del Kosovo uno Stato mafioso legato alle mafie italiane e segnatamente alla Camorra e alla Sacra corona unita[34]. Ancora il 4 marzo 1999, il quotidiano tedesco Berliner Zeitung, citando proprie fonti riservate presso i servizi segreti occidentali e l'Europol, svelava come circa la metà dei fondi dei quali si avvaleva l'UCK all'epoca (pari a circa 900 milioni di marchi) fossero provenienti dal traffico di stupefacenti[36], essendo l'altra metà raccolta in buona parte da donazioni di albanesi residenti all'estero o in Albania.

Un'inchiesta coordinata da Dick Marty per il Consiglio d'Europa e svoltasi tra il 2008 e il 2010 ha identificato nel primo ministro kosovaro Hashim Thaçi la testa pensante di una rete di traffico internazionale di armi, droga e organi umani. L'attività criminale avrebbe avuto inizio nel 1999 e sarebbe direttamente legata alle precedenti attività dell'UCK. Secondo Marty, la comunità internazionale ha deciso di chiudere un occhio sui crimini dell'organizzazione paramilitare, mentre numerosi rapporti confidenziali da lui visionati indicherebbero Thaçi e uomini del suo entourage come figure chiave dei traffici illeciti. La inchiesta di Marty ha avuto inizio dopo che Carla Del Ponte, ex procuratore capo del Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia, ha dichiarato di aver ricevuto pressioni perché non perseguisse alcuni tra i maggiori ufficiali dell'UCK. Il governo del Kosovo ha smentito i risultati del rapporto di Marty, sostenendo che esso risponde all'intento di screditare la figura di Thaçi e debilitare il suo governo.[37]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Risoluzione 1160 (1998) del Consiglio di sicurezza dell'ONU che, tra l'altro, condanna esplicitamente "tutti gli atti di terrorismo commessi dall'UCK" (all acts of terrorism by the Kosovo Liberation Army)
  2. ^ (EN) Scheda dedicata all'UCK dallo START, Consorzio Nazionale per lo studio del terrorismo e le risposte al terrorismo del ministero degli Interni USA, basato presso l'Università del Maryland
  3. ^ a b c d (EN) UCK: La politica del Presidente Clinton supporta un gruppo che ha legami con il terrorismo e il traffico di droga? Da 'terroristi' a 'partner', presentazione del Comitato Politico Repubblicano al Senato degli Stati Uniti, 31 marzo 1999
  4. ^ a b Corriere della Sera, "Kosovo indipendente perché piace agli americani", di Sergio Romano, 23 febbraio 2008.
  5. ^ Corriere della Sera, "KOSOVO, ABKHAZIA, OSSEZIA IL GIOCO DEI CONFRONTI" di Sergio Romano, 10 settembre 2008.
  6. ^ a b (EN) The Washington Times, "KLA rebels train in terrorist camps: Bin Laden offers financing, too.", maggio 1999
  7. ^ Il ministro Dini a nome del Gruppo di contatto invoca «tolleranza zero». Presto i soldati italiani in prima linea - Ultimatum macedone ai ribelli albanesi - Bombardamenti sui covi dei guerriglieri: «Avete ventiquattro ore per arrendervi», 21 marzo 2001 In particolare si veda la dichiarazione di Javier Solana: "Javier Solana, responsabile per la sicurezza dell'Unione europea: da una parte, questi ha dato il via libera al governo macedone («dove siedono anche partiti albanesi») per lanciare l'offensiva militare: «La Macedonia deve proteggersi militarmente, con i terroristi non si tratta e noi sconsigliamo di farlo».", e la registrazione del fatto che «L'ormai disciolto Esercito di Liberazione del Kosovo, l'Uck, appoggia fortemente l'operato della guerriglia in Macedonia, che rifornisce di armi e cibo».
  8. ^ Il Corriere della Sera, "L' Uck dichiara un «cessate il fuoco illimitato e unilaterale». Attentato a Skopje: un poliziotto ucciso e uno ferito - «Riporteremo l' ordine in Macedonia» Il presidente sfida i ribelli che hanno offerto una tregua: «Non trattiamo coi terroristi», 22 marzo 2001.
  9. ^ Corriere della Sera, "Rugova tesse la trama dell'unità kosovara", 13 maggio 1999
  10. ^ Corriere della Sera, "I sospetti sfiorano anche l'entourage di Rugova - Accuse ai leader kosovari «Sono legati a Bin Laden», 11 maggio 2005.
  11. ^ "LETTERE AL CORRIERE risponde Paolo Mieli, Milosevic: resistenza in Kosovo e Al Qaeda", 15 aprile 2002, nel quale Paolo Mieli dichiara: (Milošević) «... è riuscito ad esibire un documento dell'Fbi (del dicembre 2001, cioè successivo all'attentato alle torri gemelle) in cui si parla di rapporti tra l'Uck, l'organizzazione di resistenza del Kosovo, e Al Qaeda, il gruppo terrorista che fa capo a Osama Bin Laden».
  12. ^ a b (EN) La Guerra al terrorismo ha saltato l'UCK National Post, 13 novembre 2001, Centre for Research on Globalisation (CRG)
  13. ^ a b c d (EN) Reveron, 2006, pagine 68-69
  14. ^ Kosovo: i capi dell’Uck accusati di crimini contro l’umanità e pulizia etnica
  15. ^ Kosovo: Ue, trovate prove crimini guerra di ex vertici Uck
  16. ^ Giorni di sangue in Kosovo
  17. ^ Kosovo, domenica di sangue
  18. ^ Nuovi scontri, decine di vittime
  19. ^ Kosovo, scontri al confine
  20. ^ a b MIPT Terrorism Knowledge Base utilizzando una copia di web.archive.org del 2 aprile 2007
  21. ^ (EN) Terrorist Groups and Political Legitimacy Council on Foreign Relations
  22. ^ Reveron, 2006, pagina 82 (nota in calce 24 da pagina 6969)
  23. ^ (EN) Terrorist Organization Profile: Kosovo Liberation Army (KLA), National Consortium for the Study of Terrorism and Responses to Terrorism.
  24. ^ La Repubblica, "Guerra di potere nell'Uck Thaqi elimina gli avversari", 26 giugno 1999
  25. ^ (EN) The New York Times, "CRISIS IN THE BALKANS: THE SEPARATISTS; Leaders of Kosovo Rebels Tied to Deadly Power Play", 25 giugno 1999
  26. ^ Attualmente è ambasciatrice svizzera in Argentina. È stata procuratore capo del Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia dal 1999 al 2007
  27. ^ Kosovo Carla dal Ponte denuncia un traffico d'organi.
  28. ^ a b c BBC News - End of the road for Kosovo organ claims?
  29. ^ Corriere del Ticino, "Traffico d'organi, Marty a Belgrado", 3 agosto 2009
  30. ^ ANSA Missione europea a Pristina su presunto traffico di organi
  31. ^ http://www.dickmarty.ch/Docs/201128_rapporto_f_110107.pdf Il rapporto Marty in lingua francese
  32. ^ Council Adopts Kosovo Organ Trafficking Resolution in Balkan Insight, 25 gennaio 2011. URL consultato il 26 gennaio 2011.
  33. ^ Aux origines de l'Armée de libération du Kosovo, par Christophe Chiclet (Le Monde diplomatique)
  34. ^ a b c (FR) [1]
  35. ^ (FR) Mafia Albanaise et UCK
  36. ^ (DE) [2]
  37. ^ Paul Lewis, Kosovo PM is head of human organ and arms ring, Council of Europe reports, articolo del Guardian (14 dicembre 2010).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]